di Cesare Sacchetti Non sono in molti a sapere la storia di come l’Italia ha perduto il controllo...
La guerra delle spie tra Londra e Mosca e l’Italia come terreno dello scontro
di Cesare Sacchetti
A guardarlo bene il tipo giunto dalla Scozia nei giorni scorsi a Roma, tale Grant Paterson, non assomiglia molto ad un “turista” che visita la Città eterna.
Il 54enne britannico è giunto a Roma all’inizio di questa settimana e la prima cosa che ha fatto è stata quella di scrivere un singolare messaggio sulla sua bacheca Facebook.
“E’ davvero una bella settimana, se non sarò ucciso”.
Perché mai Paterson ha avuto un pensiero del genere? In fondo non si è recato in qualche pericolosa bidonville di Lagos, in Nigeria, o nel Sudafrica post-apartheid nel quale la violenza contro i bianchi regna indisturbata, seppur non riportata dai media Occidentali perché ciò disturberebbe la narrazione della “liberazione” mandeliana.
Grant Paterson
Paterson era andato a stare in un posto molto particolare, un Bed & Breakfast, come ce ne sono molti, forse troppi, nella Capitale ma il “caso” vuole che proprio in quel civico di via Vitellia, 43, abitasse fino a qualche giorno fa un personaggio come Roberto Saviano, che non è esattamente il tipico residente medio che si incontra in quella zona.
Saviano, “scrittore” di Napoli con origini ebraiche, è uno di quei personaggi costruiti dalla macchina della propaganda de La Repubblica, ai tempi nei quali questa era ancora nelle mani dell’ingegner De Benedetti, e appartiene a pieno titolo a quei sedicenti campioni dell’antimafia promossi dalla sinistra progressista.
Sedicenti perché costoro oltre a denunciare qualche piccolo boss e a trarre profitti da scadenti fiction sulla camorra o sulla mafia, mai davvero hanno sfidato il vero potere che domina la mafia, e mai osano citare nei loro scritti che la malavita è soltanto uno dei piani inferiori delle logge massoniche, e questo non da oggi, ma dai tempi del Risorgimento.
Il “giornalista” antimafia è anche noto per essere un fiero sostenitore dello stato ebraico, da lui difeso e sostenuto pubblicamente in diverse occasioni, e appare strano che un uomo che si dice contro le mafie, non abbia mai pensato di scrivere tutti i traffici mafiosi che hanno sede in Israele, vero e proprio centro del traffico di esseri umani internazionale.
Paterson comunque è andato a stare proprio lì, nella strada dove poco prima c’era uno degli uomini della intellighenzia sionista e liberal-progressista italiana, e il suo “incidente” appare ancora più singolare se si pensa che l’uomo aveva scritto quella inquietante frase soltanto pochi giorni prima.
Non si conoscono, ad oggi, le cause dell’esplosione. I media hanno provato in un primo momento a dare la colpa ad una fuga di gas, ma bombole in quell’appartamento non ce n’erano, né tantomeno sembra che ci fossero perdite dalle tubature.
E’ certo però che l’unico uomo colpito è stato lui, e questo inizia a deporre decisamente a sfavore dello sfortunato incidente domestico, ma invece viene da pensare che questo Paterson non fosse un “turista” britannico in vacanza, ma un uomo forse associato all’intelligence britannica dell’MI6.
Soltanto pochi giorni dopo avviene nel mar Rosso una tragedia che forse non tutti hanno accostato all’episodio di Roma, ma con il quale sembra esserci una relazione.
In Egitto, affonda, in circostanze ancora non chiarite, un sottomarino turistico pieno di turisti russi, e a rimetterci la vita sono state almeno 6 persone.
Il sottomarino affondato nelle acque del Mar Rosso
C’erano soltanto russi a bordo di quel sottomarino, e considerato il durissimo scontro in corso tra ciò che resta del blocco Euro-Atlantico e la Russia, l’ipotesi del sabotaggio mirato non va affatto scartata.
Non è certo la prima che la NATO e i gruppi terroristici da essa gestiti e finanziati colpiscono obiettivi civili con russi a bordo, e tra i vari casi può ricordarsi quello dell’aereo russo esploso in Egitto nel 2015.
I media sono stati comunque parchi di dettagli sul disastro.
Non hanno voluto dire come mai il mezzo pieno di turisti russi sia improvvisamente affondato, eppure non dovrebbe essere difficile risalire alle cause di un simile incidente.
Le autorità egiziane hanno subito dichiarato che tutto era a norma a bordo. L’equipaggio aveva già condotto tante volte quel tratto di costa della barriera corallina, le condizioni meteo erano semplicemente perfette, e il sottomarino risultava a posto e senza nessun problema meccanico.
La guerra delle spie e i misteriosi affondamenti delle loro barche
Gli affondamenti misteriosi sono diventati parte della cronaca quotidiana da qualche tempo a questa parte, e spesso non si tratta di sfortunati episodi, come vogliono far credere, ma di una guerra senza esclusione di colpi che si sta combattendo tra l’anglosfera e la Russia.
E’una guerra che non è iniziata oggi.
Il primo episodio di questa guerra risale al giugno del 2023 ai tempi dell’affondamento della barca Goduria sul Lago Maggiore, portata dal malcapitato capitano, Claudio Carminati, sui quali i media italiani hanno subito rovesciato ogni responsabilità del caso, nonostante le circostanze dell’accaduto non suggerissero nessuna particolare colpa da parte sua.
Il lago Maggiore non è di certo l’oceano Atlantico. Non è un posto di violente tempeste e tornado, e quelle acque erano conosciute molto bene da Carminati.
A questo blog erano giunte informazioni molto precise da parte di varie fonti di intelligence sulle reali cause dell’accaduto.
A causare l’affondamento del Goduria non è stata una fantomatica “tromba d’aria”, ma un attacco mirato da parte dell’intelligence russa che ha speronato la barca provocandone l’inabissamento.
Non c’era a bordo nemmeno una innocente “festicciola” come hanno provato a far credere i media italiani.
Su quella barca c’erano uomini e donne dell’AISE, del famigerato Mossad israeliano e del MI6 britannico.
Quel giorno sul lago era in corso un vero e proprio vertice di spie che avevano ricevuto l’incarico dai rispettivi governi di orchestrare una qualche provocazione nell’Europa Orientale, in particolare in quel tormentato Kosovo, lo stato fantoccio creato dalla NATO tramite l’aiuto del solito George Soros che voleva privare l’odiata Serbia di un territorio strategico ricco di materie prime.
I Balcani sono diventati la polveriera che si vede non certo perché i popoli che abitano quelle regioni hanno deciso di farsi improvvisamente la guerra, ma perché alla base c’era e c’è una deliberata strategia di fomentare conflitti etnici e linguistici che spesso nemmeno hanno ragione di essere perché le etnie, ad esempio, in diversi Paesi dell’ex Jugoslavia sono le stesse.
A dirlo per primo fu l’ex presidente serbo Slobodan Milosevic che ebbe la “colpa” di non voler consegnare il suo Paese al blocco Euro-Atlantico e per questo fu duramente punito con le bombe atlantiche appoggiate anche dal governo dell’infamia presieduto nel 1999 da Massimo D’Alema e l’attuale capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Il Kosovo è da tempo un terreno instabile, ma gli Euro-Atlantisti a Bruxelles e Londra erano decisi ad avviare nuove provocazioni per aprire un altro fronte e impegnare così la Russia sul versante dei Balcani, perché la guerra ucraino-russa stava andando bene, troppo bene, per i russi e disastrosamente male invece per i nazisti di Kiev che hanno sofferto e soffrono tremende perdite da 3 anni a questa parte.
L’esercito ucraino, come tale, non esiste infatti nemmeno più. E’ stato distrutto in più occasioni, se si pensa che le perdite, reali, ammontano nell’ordine delle 300mila unità.
Un numero semplicemente spaventoso che dà l’idea del tritacarne nel quale il criminale di guerra, Zelensky, ha gettato il suo popolo.
La NATO era alla ricerca del più classico dei diversivi per spostare altrove l’attenzione di Mosca, ma dalle parti dell’FSB sono molto attenti, a differenza di quello che credono al Berlaymont o Downing Street, e i servizi russi vennero immediatamente a sapere dell’operazione degli atlantisti per sventarla e mandare un tremendo segnale a tutte le cancellerie europee e agli israeliani.
Mosca sa, ed è pronta a colpire. A perdere la vita in quell’operazione furono diversi uomini dei servizi tra i quali c’era un personaggio come Erez Shimoni, per il quale al suo rientro in patria si è scomodato persino il capo stesso del Mossad, Barnea.
Era però soltanto l’inizio della guerra asimmetrica tra Londra e Mosca.
Darktrace e il misterioso affondamento del Bayesian
La Gran Bretagna per tutto il periodo della guerra russo-ucraina ha continuato a fornire la sua assistenza a Kiev, fino a quando Londra non ha messo a disposizione la sua tecnologia per lanciare la disastrosa offensiva del Kursk in Russia avvenuta il 6 agosto dell’anno passato.
Ad aiutare i nazisti ucraini è stata in particolar modo una società specializzata nella cibernetica come Darktrace.
Darktrace nasce nel 2012 e sin dai suoi primi passi si vedono ovunque le impronte dell’intelligence britannica e israeliana.
Uno dei suoi fondatori, Mike Palmer, è stato per 14 anni un membro del MI5, e tra i 650 membri di questa società ci sono diversi ex appartenenti alla CIA, al citato MI5, tra i quali un suo ex direttore come Jonathan Evans, al MI6, e al GCHQ, un acronimo che identifica il quartier generale delle comunicazioni del Regno Unito, un ufficio tra i più strategici nella comunicazione di informazioni classificate al governo britannico e alle forze armate.
Da non trascurare nemmeno l’evidente legame di questa compagnia con il Mossad, dato che uno dei suoi membri, Alan Wade, ha fondato la società Chiliad assieme a Ghislaine Maxwell, figlia di Robert, uomo dell’intellingence israeliana, e compagna di Jeffrey Epstein, il pedofilo al soldo a sua volta dei servizi dello stato ebraico.
Nonostante i vari membri di Darktrace abbiano già cercato di sminuire gli evidenti legami tra loro e l’apparato dei servizi israeliani e del cosiddetto Five Eyes, il gruppo di intelligence che racchiude i Paesi dell’anglosfera come Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, è sempre stato noto negli ambienti dell’establishment che questa società era un covo di barbe finte britanniche e americane che avevano il preciso scopo di assistere loro Paesi in varie operazioni di pirateria cibernetica.
Tra i vari membri ce n’erano due in particolare che sono poi diventati noti all’opinione pubblica e che hanno avuto la “sfortuna” di morire proprio dopo che la loro compagnia aveva aiutato gli ucraini ad invadere la regione russa del Kursk.
Il primo era Stephen Chamberlain, ex dirigente della società cibernetica inglese, morto in un strano incidente di auto nell’Inghilterra Orientale il 17 agosto del 2024.
Stephen Chamberlain
Appena appresa la notizia, Darktrace ha rilasciato un comunicato stampa nel quale ha espresso il suo cordoglio per la perdita di Chamberlain, al quale viene riconosciuto un ruolo strategico nella creazione e gestione della società.
Due giorni dopo, avvengono i noti fatti del Bayesian.
Il favoloso yacht di 56 metri con un albero di 72 metri costruito dal gruppo Perini per resistere alle traversate oceaniche affonda inspiegabilmente nel giro di due minuti nella rada di Porticello, dove le acque sono tranquille e non c’è nessun particolare rovescio meteorologico.
Sulla barca ci sono altri nomi illustri.
C’erano personaggi dell’alta finanza come Jonathan Bloomer, presidente della celebre banca d’affari Morgan Stanley, ma soprattutto c’era Mike Lynch, altro fondatore di Darktrace e che i media inglesi avevano ribattezzato come il “Bill Gates” britannico per via della sua influenza nel settore dell’informatica della Gran Bretagna.
Mike Lynch
Lynch come il suo “omologo” americano non era rimasto però immune da scandali e controversie di vario tipo, come quella che lo vedeva accusato di frode assieme al suo collega Chamberlain negli Stati Uniti per l’acquisto della nota società Hewlett Packard.
Il suo yacht è affondato però senza una spiegazione logica.
I media, probabilmente già istruiti in anticipo come ai tempi dell’affondamento del Goduria, diffondono la stessa storia di copertura del lago Maggiore e provano a imputare la colpa del disastro ad una “tromba d’aria” che non c’era, per poi invece provare a raffigurare l’esperto capitano della barca, James Cutfield, come un navigatore della domenica alle prime d’armi e il suo equipaggio come una ciurma di ubriachi che avrebbe lasciato inspiegabilmente aperti i boccaporti dell’imbarcazione.
Si è entrati ancora una volta nel territorio della tragicomica stoltezza dei servizi Occidentali che dettano le loro assurde versioni di facciata agli organi di stampa che si limitano a diffonderle pedissequamente nella speranza, ormai sempre più debole, che il pubblico le creda.
A questo blog, fonti vicine all’intelligence serba e russa avevano fatto giungere una ricostruzione molto diversa dell’accaduto.
Ancora una volta, non c’è stata una improbabile ed inesistente causa naturale a provocare l’affondamento, ma un intervento esterno che è ricorso ad una tecnologia simile a quella utilizzata con il Goduria, e che ha portato la inaffondabile barca del gruppo Perini a depositarsi sui fondali di Porticello in un batter d’occhio.
L’intervento esterno sarebbe stato nuovamente eseguito dai servizi russi per mandare un altro segnale a Londra e al suo apparato di spie impegnato in una continua serie di provocazioni contro Mosca.
Non appena il Bayesian è affondato a Porticello infatti sono arrivati nugoli di spie britanniche, e una di questa ha persino, illegalmente, sequestrato il cellulare di una lettrice di questo blog che ha avuto la “colpa” di passare lì vicino con un cellulare in mano, strappatole con la forza da un uomo con il forte accento inglese.
Talmente era elevato il nervosismo delle barbe finte inglesi che evidentemente ci tenevano a tutti i costi a impedire che qualcuno scattasse una foto e mandasse definitivamente a farsi benedire la storia di comodo della “tromba d’aria”.
In questa partita geopolitica internazionale, l’Italia è diventata comunque in tutta evidenza il terreno nel quale è in corso la guerra tra la decaduta anglosfera, da un lato, e la Russia dei BRICS, dall’altro.
La crisi strutturale della classe politica italiana
Nonostante la visita a Trump negli Stati Uniti, la Meloni continua fedelmente ad eseguire gli ordini dell’apparato atlantico come fatto sin dall’inizio del suo mandato e del suo governo “fantasma” che ha collezionato vari record di viaggi in giro per il mondo.
Nemmeno per un istante la pasionaria di Fdi ha mai pensato di abbandonare la nave della NATO, semplicemente perché Giorgia Meloni è stata sin dagli inizi fedele ai gruppi Euro-Atlantici che hanno costruito la sua carriera politica fino ad aprirle le porte dell’istituto Aspen della famiglia Rockefeller, una sorta di anticamera obbligatoria per consentirle di entrare a palazzo Chigi.
Il centrodestra in questo gioco si limita a seguire le stesse linee guida del centrosinistra, salvo poi cercare di dare a bere al pubblico che Meloni e Salvini flirtino con Trump e Vance, quando in realtà non si discostano in nulla dalle azioni pratiche del partito dell’establishment italiano, il PD.
Il sistema politico italiano è in tutta evidenza travolto da una inedita congiuntura politica.
I precedenti equilibri geopolitici degli ultimi 80 anni sono difatti travolti dalla fine dell’impero americano e dal ritorno sulla scena degli Stati nazionali.
Perduto quindi l’appoggio di Washington adesso si cerca di aggrapparsi all’altro debole braccio dell’anglosfera, quello di Londra, anche se questo poi significa esporre il Paese a possibile rappresaglie da parte di Mosca, sempre più stufa dei giochini di Meloni e Crosetto, e delle scomposte provocazioni di Sergio Mattarella.
Non si può pero riportare indietro l’orologio della storia.
Londra davvero illude sé stessa se pensa che si possa tornare ai tempi dell’impero britannico sul quale non tramontava mai il sole, soprattutto se si pensa che la famiglia Windsor è attraversata da una profonda crisi dopo la morte della regina Elisabetta, membro chiave del comitato dei 300, e con le sempre più precarie condizioni di salute di suo figlio, re Carlo, altro assiduo frequentatore del famigerato gruppo Bilderberg.
Il mondialismo ha poche carte in mano e appaiono tutte perdenti.
La sconfitta appare certa perché gli avversari sono troppo forti e gli alleati non ci sono, a meno che non si prenda in gioco il Canada post-Trudeau che poco può fare per rovesciare le sorti di questa partita e che rischia di essere travolto per primo dai dazi di Trump.
Il fortino di Londra presieduto dal premier Starmer, uomo integrato con ambienti ebraici britannici e con la solita famiglia Rothschild, è accerchiato ovunque.
Adesso non resta che attendere la futura risposta di Mosca che sarà probabilmente altrettanto ferma e risoluta come quelle già viste in passato.
Gli auspici sono quelli che tale decadente e corrotta struttura crolli il prima possibile senza fare altro male agli italiani e agli europei che già hanno sofferto abbastanza per causa di una spregiudicata classe politica che ha lavorato incessantemente alla dismissione degli Stati nazionali.
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Buongiorno Cesare. Innanzitutto complimenti per l’ennesimo illuminante articolo. Scusi se esco dal tema. Provo a farle una domanda di fanta-politica: secondo Lei, cosa avrebbero in mente gli oligarchi dell’ormai putrescente UE, nelle cosiddette 72 ore di resistenza a una fantomatica guerra contro la Russia? Isolarci per tre giorni e quando noi siamo ignari di tutto, instaurare la dittatura degli Stati Uniti d’Europa assieme alla moneta digitale? Grazie.
Ti ringrazio, Maurizio. Dubito che si possa arrivare ad uno scenario simile. Gli Stati Uniti d’Europa richiedono una forza, un sostegno e una volontà che gli stessi Paesi dell’UE non hanno. Se gli Stati Uniti avessero sostenuto il progetto, teoricamente sarebbe stato possibile. Senza il sostegno americano, appare impossibile.
Buongiorno, Cesare.. Ogni volta che ti leggo, con attenzione e con RINNOVATA AMMIRAZIONE, celebro il fatto che rendi sempre CHIARE le cose che accadono. La geopolitica è così labirintica e tentacolare che addentrarsi al suo interno senza perdersi è un’impresa erculea. Grazie a te, da questo angolo più a sud del pianeta, posso accedere a informazioni di altissimo livello che né la televisione né la stampa bastarda condividono nella mia patria. Grazie come sempre e ti auguro un sereno fine settimana.
Grazie mille, Isabel. Lieto di aiutarti a capire meglio.
Articolo magistrale che collega cronologicamente i fatti.
Un saluto
Ti ringrazio, Davide.
Egregio dottor Sacchetti buonasera e complimenti per l’ennesimo ottimo articolo.
Come faccio quotidianamene, dedico un pochino di tempo ad informarmi su “canali”alternativi a quelli della propaganda ufficiale, concludendo (in genere, come ciliegina) la rivista con questo sito.
L’oggetto di questo articolo si concilia perfettamente con una notizia letta appena prima, proprio oggi riportata da uno di questi siti, il quale riferiva di una dichiarazione (od una serie di dichiarazioni) da parte russa; non ricordo se si tattasse dello stesso Putin, di Maria Zacarova (semplifico la grafia per evitare errori) od altri.
Secondo tale dichiarazione, la Russia da per certo un attacco diretto (o roba simile) da parte franco-inglese entro maggio. Il ché mi pare come il logico paragrafo conclusivo del presente articolo, forse anche più appropriato di che quello che Lei stesso ha scritto (che peralro esprime il mio stesso auspicio di lunga data), considerando almeno il contenuto della prima parte dell’articolo: mi spiego?
Forse che Lei abbia “fiutato” qualcosa in tal senso e quindi ci sta preparando (a noi, suoi lettori ed estimatori) ad accadimenti del futuro prossimo?
La saluto con stima.
MarTino.
Salve Martino, la ringrazio. Posso dirle che non ho fiutato nulla di specifico su questo, ma mi pare evidente che quel che resta del blocco Euro-Atlantico è entrato in modalità harakiri e hanno eseguito tutta una serie di provocazioni. Resto però scettico su un attacco anglo-francese, che, qualora si avverarsi, porterebbe alla distruzione degli stessi che lo lancerebbero. Senza considerare che appunto Trump è fermamente contro l’UE e la NATO. In altre parole, non hanno vie di scampo.
Dimenticavo: ovviamente la conclusione era che la Russia non sarebbe stata a guardare!
Come si organizzerà Trump? Manderà i criminali pedofili cazaro-aschenaziti al macello per loro stessa mano? Li bloccherà, magari facendoli precipitare dall’interno? Certo il tempo è poco…..!
Di nuovo.
MarTino.
Ottima analisi. Particolarmente e personalmente interessante, per chi, come il sottoscritto osserva l’Europa solo ‘da lontano’. Ivi inclusa l’analisi concernente l’affondamento dell’iper-sfarzoso yacht in Sicilia l’anno scorso. Pur non avendoci pensato troppo a quei tempi, le giustificazioni apportate dai media di regime sembravano logiche. La colpa sarebbe stata del capitano che, con criminale negligenza, non aveva fatto chiudere in tempo porte e portelli. Mi era rimasto in mente il fatto che il padrone del barcone, suppostamente grazie a un avvocato anche lui ospite del barcone, era riuscito ad evitare lunga prigionia a seguito di un processo per una delle solite megatruffe. L’analisi condotta in questo articolo sposta l’attenzione sulla mefitica melma politico-ideologica corrente. Melma che, anche grazie alle indagini di abili scrittori e ricercatori, come qui con “La Cruna dell’Ago”, sale e satura l’aria, invece di rimanere rumore, o meglio ‘miasma’ di fondo del momento storico contemporaneo.
Grazie Jimmie. Da ricordare che il capitano di quella nave ha un’esperienza di anni al servizio di personaggi di alto profilo.