I file declassificati di Kennedy: Giovanni XXIII e Paolo VI uomini della CIA?

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03/04/2025

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Di Cesare Sacchetti

Alcuni storici stanno affermando che i file di Kennedy stanno aiutando a riscrivere la storia, ma, a volerla dire tutta, tali storici non hanno fatto molto bene il loro mestiere fino ad ora.

Non lo hanno fatto, ad esempio, quando a gennaio ignorarono una registrazione del braccio destro del presidente Lyndon Johnson, salito al potere dopo la morte di Kennedy, che in una conversazione con l’imprenditore Billie Sol Estes, già condannato per frode, confessava candidamente che Johnson gli aveva chiesto di uccidere il presidente Kennedy.

Non lo hanno fatto nemmeno quando molti anni prima Jack Ruby, vero nome Jacob Rubenstein, rivelava che aveva ucciso il capro espiatorio falsamente accusato dell’omicidio di JFK, Lee Harvey Oswald, per impedire un pogrom contro gli ebrei.

Le impronte sioniste intorno all’omicidio del presidente erano lì, rimaste ignorate per anni perché molti storici e giornalisti non hanno interesse a fare il loro mestiere con coscienza e amore per la verità, ma piuttosto preferiscono seguire le false narrazioni del potere della finanza e del mondialismo che da troppo tempo racconta indecenti bugie ai popoli.

Non fa eccezione la storia dell’elezione dei due pontefici Roncalli e Montini.

Mai si è scritto di tutti gli intrighi e dei veri e proprio golpe che furono attuati contro il cardinal Siri per impedirgli di diventare pontefice della Santa Romana Chiesa.

In Vaticano sono state ordite delle vere e proprie cospirazioni ai danni dell’arcivescovo di Genova che aveva vinto le elezioni del conclave in ben due occasioni, ma una potente macchina eversiva, e soprattutto massonica, si mise in moto contro di lui per negargli il soglio di Pietro.

Se già diverse informazioni e retroscena in esclusiva erano stati forniti da questo blog riguardo l’elezione dei due controversi pontefici nel 1958 e nel 1963, ora, proprio tra l’enorme mole dei file di Kennedy, esce un altro documento che forse può davvero scrivere la parola fine sul doppio golpe che si consumò in Vaticano contro il cardinal Siri, ma soprattutto contro la Chiesa stessa, portata sulla via dell’apostasia dopo la morte del compianto Pio XII.

Il documento inedito della CIA

Il documento in questione è firmato da Walter Elder, un agente della CIA in servizio presso l’agenzia durante gli anni’60.

Elder ripercorre alcuni interessanti retroscena durante il suo periodo presso l’intelligence americana e rivela, ad esempio, dei contrasti, sotto certi aspetti, inediti tra l’amministrazione Kennedy e la Francia.

L’anno è il 1963. Kennedy ormai è circondato dai nemici sia dentro la stessa CIA, sia in ampi settori del Pentagono, ma soprattutto presso la potentissima AIPAC che dopo il suo netto rifiuto di avallare il programma nucleare israeliano ormai lo considerava alla stregua di un pericoloso nemico da rimuovere ad ogni costo.

In quegli ultimi mesi della sua amministrazione, i rapporti tra Kennedy e l’agenzia di Langley si erano incrinati non poco, perché la CIA aveva tentato due anni prima un colpo di mano attraverso l’invasione di Cuba che poi finì nel famigerato disastro della Baia dei Porci, causato dal fermo rifiuto di fornire copertura aerea a quell’operazione che non aveva ricevuto il suo benestare.

A Langley sono furiosi. Considerano il presidente come decisamente troppo “benevolo” nei riguardi non solo di Castro, ma in generale lo giudicano troppo poco propenso a ricorrere agli interventi armati e ai colpi di Stato per rovesciare i presidenti e i primi ministri sgraditi al vero potere di Washington.

E’ un potere che proprio lo stesso JFK aveva denunciato in un celebre discorso che metteva sul banco degli imputati le società segrete e il loro ruolo occulto nelle società contemporanee.

Kennedy era uno di quegli elementi poco graditi a questo status quo. In quegli anni, lo scontro tra lui e questo apparato era arrivato al culmine, ed Elder ricorda nella sua informativa che suo fratello Robert, ministro della Giustizia, aveva persino autorizzato a mettere sotto controllo i telefoni di due giornalisti, Robert S. Allen e Paul Scott, che erano riusciti ad avere informazioni di carattere privilegiato che soltanto chi aveva accesso a documenti segreti poteva avere.

Le talpe erano ovunque, e persino lo stesso direttore della CIA, McCone, che aveva preso il posto del famigerato Allen Dulles, silurato da JFK, era sorvegliato.

Elder scrive nella sua relazione segreta che lo studio, il salotto e gli altri luoghi frequentati dal direttore dell’agenzia di intelligence erano tutti sottoposti a intercettazioni ambientali, anche se però non si sofferma a spiegare chi aveva deciso di mettere quelle spie negli uffici del direttore.

Forse si può pensare che erano stati i Kennedy che avevano nemici ovunque e volevano essere sicuri che il nuovo capo della CIA fosse a loro leale, o forse erano stati quei poteri vicini allo stato ebraico che volevano a tutti i costi rimuovere il presidente Kennedy ormai diventato chiaramente un intralcio per il progresso dell’agenda sionista.

Sta di fatto che il clima era di diffidenza generale, ma nel corso di questa analisi di differenti situazioni, tra le quali anche il tentativo di avvelenare il cibo dei cubani, Elder sgancia una bomba e la lascia lì alla fine della relazione.

L’agente della CIA scrive infatti che McCone aveva una stretta rete di contatti e informatori in Vaticano, ma tra questi c’erano apparentemente persino i due pontefici che erano saliti sul soglio pontificio in quei due disgraziati conclavi del 1958 e del 1963.

Sono i nomi dei citati Giovanni XXIII e Paolo VI. Sono due, forse, tra i pontefici più controversi della storia che hanno cambiato completamente la faccia della Chiesa attraverso l’apertura del famigerato Concilio Vaticano II fondamentale per la creazione di questa falsa chiesa, come la definì San Pio, che in poco o nulla assomiglia a quella autentica degli ultimi 2000 anni.

E’ una chiesa del compromesso. E’ una chiesa che ama entrare nelle sinagoghe e riferirsi agli ebrei come “fratelli maggiori” quando soltanto prima di Giovanni XXIII, e per più di 1900 anni, ogni pontefice aveva sempre rimarcato le distanze che separano il cattolicesimo e l’ebraismo.

Un tempo era possibile leggere queste verità anche su una rivista come Civiltà Cattolica che in un numero pubblicato nel 1890, scriveva quale problema rappresentava il talmudismo e perché esso era chiaramente ostile al cattolicesimo.

Il Concilio cambia tutto. Inizia l’era della commistione e dell’ecumenismo presente nei documenti conciliari come Nostra Aetate, nei quali si scrive chiaramente che la salvezza si può raggiungere anche attraverso altre fedi, svuotando così completamente il sacrificio di Cristo, morto e risorto per redimere l’umanità dai suoi peccati.

E’, in altre parole, la chiesa costruita a immagine e somiglianza del 1789 francese che sostituisce il diritto naturale di derivazione divina al culto illuminista e massonico dei diritti.

La transizione del mondo moderno si può sintetizzare così. Come quella che ha consentito il passaggio dall’adorazione divina a quella umana, e Roncalli e Montini hanno avuto l’indubbio “merito” di sfigurare la missione autentica del cattolicesimo.

Washington aveva tutto l’interesse a favorire tale processo. Il mondo dello stato profondo di Washington, permeato dal protestantesimo, naturale alleato del mondo ebraico, già guardava con attenzione il conclave del 1958 e le parole di Elder trovano perfetta corrispondenza in un altro documento emerso qualche mese prima del dipartimento di Stato americano.

Washington non voleva un pontefice fedele alla tradizione

Si tratta di una relazione dell’11 ottobre 1958, nella quale un informare vaticano dell’amministrazione Eisenhower riferisce alla segreteria di Stato americana che il prossimo pontefice sarebbe stato con ogni probabilità eletto da un accordo tra i cardinali al di fuori del Conclave, ma la parte più interessante è quella che segue.

Il documento del dipartimento di Stato americano

L’informatore dell’amministrazione presidenziale di quel periodo esprime viva preoccupazione perché ci sono almeno tre candidati quali Siri, Ottaviani e Ruffini che, se eletti, a suo dire sarebbero stati una “disgrazia” per la Chiesa perché troppo in linea con il magistero di sempre, e troppo poco aperti al rinnovamento del mondo moderno.

Le ingerenze su quel conclave furono molteplici e alquanto violente come raccontato in un precedente contributo.

Siri aveva vinto l’elezione, e aveva anche scelto il nome con il quale si sarebbe chiamato, Gregorio XVII, fino a quando una fronda guidata dai francesi e soprattutto dal cardinal Thysserant ventilò l’ipotesi che dall’altra parte del muro, i vescovi cattolici sarebbero stati uccisi a causa di un pontefice troppo poco portato al dialogo con il mondo comunista, così come non lo era stato papa Pacelli, fiero avversario di questa dottrina nemica del cristianesimo e della verità.

Erano in molti a non volere che l’arcivescovo di Genova diventasse il successore di Pio XII.

Il cardinal Siri

Erano certamente gli ambienti della massoneria ecclesiastica che era già, purtroppo, penetrata a fondo nelle mura del Vaticano, ed erano anche senza dubbio i membri della massoneria ebraica del B’nai B’rith che ebbe un’influenza decisiva nei conclavi del 1958 e del 1963.

Ci sono diverse testimonianze di come proprio questa massoneria esercitò fortissime pressioni per impedire che Siri salisse al soglio pontificio, ma le convergenze contro il porporato genovese erano, come si vede, molteplici e anche apparentemente contraddittorie come si vedrà meglio a breve.

Alla fine infatti riuscì a spuntarla attraverso gravi irregolarità e minacce di morte a Siri, il patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, già iniziato alla massoneria attraverso la sua iscrizione al Grande Oriente di Francia, e vicino agli ambienti del partito comunista, tanto che si guadagnò l’appellativo di Nikita Roncalli nel libro dal medesimo titolo firmato da Franco Bellegrandi, membro della guardia pontificia e firma dell’Osservatore Romano, che ha rivelato nel suo scritto interessanti retroscena.

Appare anche densa di significati la scelta del nome di Giovanni XXIII.

Roncalli scelse proprio il nome di un antipapa del Medioevo a dimostrazione, probabilmente, che egli stesso voleva far sapere che la sua elezione era stata irregolare e che la sua missione non era quella di preservare i dogmi della Chiesa, bensì di piegarli alle “esigenze” del mondo attuale e di quel modernismo che aveva e ha fatto dell’ecumenismo la sua guida.

Tra i primi atti di Giovanni XXIII ce n’è uno che fa subito capire che il pontefice chiamato impropriamente “papa buono” da una certa stampa liberale, non aveva nessuna intenzione di respingere le varie dottrine nemiche del cattolicesimo, ma al contrario Roncalli partorisce anche qui un ecumenismo politico, per così dire, quando con la sua enciclica Pacem in Terris pubblicata l’11 aprile del 1963, afferma esplicitamente che “può e deve esserci cooperazione tra i regimi comunisti e cattolici sul piano sociale e politico”.

Il cattolicesimo apre così la porta al marxismo e se qualcuno definisce Giovanni XXIII come il padre della cosiddetta teologia della liberazione, inaugurata ufficialmente con il Consiglio Episcopale latinoamericano del 1968 in Colombia, difficilmente gli si può dare torto.

Il “papa buono” lavora alacremente a questa commistione impossibile tra cattolicesimo e marxismo e l’apertura del Concilio Vaticano II nel 1963 è l’occasione che la massoneria ecclesiastica attendeva da tempo per erigere una chiesa progressista e liberale che di cattolico a quel punto, e ancor di più ora, aveva soltanto il nome.

218 vescovi di 54 Paesi diversi rappresentati da Antonio de Castro Mayer chiesero invano al Concilio e al “Santo Padre” di condannare nuovamente il comunismo, il socialismo e ogni ideologia figlia del materialismo storico marxiano, ma né il primo né il secondo ne vollero sapere.

I vertici della Chiesa erano totalmente inebriati da questa volontà di trasformare questa istituzione divina in una umana, troppo umana, tanto che proprio una delle menti del Concilio, il giovane Joseph Ratzinger, disse nel 1967 che il Vaticano II era riuscito nella “impresa” di favorire “l’incontro positivo tra la Chiesa e il mondo.”

Non sussistono dubbi quindi sul fatto che Roncalli abbia vestito i panni di una quinta colonna, un agente infiltrato delle massonerie che aveva il compito di distruggere la Chiesa dall’interno in nome degli ambienti che lo avevano irregolarmente posto sul soglio pontificio.

Resta da spiegare però la contraddizione apparente di un Giovanni XXIII vicino alla CIA e al tempo stesso all’ex Unione Sovietica.

La contraddizione è appunto apparente soltanto se si ignora la storia del comunismo e del bolscevismo che sin dai suoi primi istanti di vita, ha ricevuto l’appoggio delle massonerie – gli stessi Marx ed Engels erano iscritti alle logge – e dell’alta finanza askenazita che nel 1917 fece arrivare ai bolscevichi di Lenin e Trotskij milioni di dollari dalle banche di Max e Paul Warburg e di Jacob Schiff.

Mai i bolscevichi espulsi dalla Russia zarista già anni addietro alla rivoluzione avrebbero potuto sognare di salire al potere senza aver ricevuto fiumi di denaro dalla finanza di Wall Street, e mai sarebbero potuti rientrare in Russia se gli Stati Uniti, allora sotto la presidenza di Woodrow Wilson, non avessero consentito a Trotskij di tornare nella sua “patria” grazie ad un passaporto americano gentilmente concesso proprio da Wilson.

I comunisti, come si può vedere, avevano le loro protezioni e i loro appoggi nei luoghi che secondo la vulgata liberale avrebbero dovuto essergli ostili, quando in realtà i due poli della politica moderna, liberalismo e appunto marxismo, partono da punti diversi per giungere alla stessa destinazione, ovvero quella della fine della sovranità degli Stati nazionali e della rimozione delle radici cristiane e soprattutto cattoliche, che sono la vera bestia nera della massoneria.

Montini, anch’egli in fortissimo odore di massoneria, si trova in una situazione pressoché identica a quella di Roncalli.

Schedato negli anni’20 per via della sua omosessualità già segnalata da altri sacerdoti nel 1933 che videro in lui uno ”sconfinamento disturbante nell’ambito dei propri associati”,il giovane ecclesiastico era già a stretto contatto con i vari nemici della Chiesa.

Una volta entrato nella segreteria di Stato verso la fine degli anni’30, durante la guerra tesse una fitta tela di rapporti con il precursore della CIA, l’OSS, e i dirigenti del partito comunista da lui incontrati nell’estate del 1944.

Montini aspirava a costruire una “grande” alleanza che portasse ad un governo composto dalla Democrazia Cristiana e dallo stesso PCI, a dimostrazione, ancora una volta, di come gli ambienti della libera muratoria si servano di entrambi i rami delle democrazie liberali per giungere ai loro scopi.

Pio XII, informato delle camarille del segretario di Stato, lo fece allontanare da Roma,  nominandolo arcivescovo di Milano in omaggio alla massima latina “promoveatur ut amoveatur”,  ma era purtroppo soltanto un esilio temporaneo.

Una volta morto papa Pacelli ci fu l’assalto che si vide nel conclave del’58.

Giovanni XXIII inaugura il Concilio e intanto prepara la strada al suo successore, l’arcivescovo di Montini, attraverso la nomina cardinalizia avvenuta soltanto due mesi dopo il golpe di ottobre ai danni di Siri.

Nel conclave del 1963, va in scena lo stesso copione di quello già visto nel’58. Ancora una volta, Siri viene minacciato e la massoneria ecclesiastica riesce a far eleggere papa Montini.

Il Vaticano era caduto in mano ai suoi nemici, e sotto il pontificato di Paolo VI i membri della massoneria ebraica del B’nai B’rith trovarono ancora più accoglienza di prima, mentre gli esponenti della Tradizione fedeli al magistero di sempre, come monsignor Lefevbre, non venivano nemmeno ricevuti dal “Santo Padre”.

Non c’è da stupirsi dunque se questo documento conferma che Giovanni XXIII e Paolo VI erano informatori o agenti della CIA.

Già prima dei loro pontificati risultavano ben integrati sia negli ambienti dell’intelligence americana sia ovviamente nelle solite massonerie che hanno preparato i loro pontificati con largo anticipo.

C’è stato un piano per infiltrare la Chiesa, che non è stato concepito in un giorno, ma molto tempo addietro come provano i documenti di una massoneria privilegiata come l’Alta Vendita già intorno alla metà dell’1800.

Roncalli e Montini sono il risultato di questa infiltrazione, e sono il risultato di due pontefici infedeli alla loro missione.

Il pontificato bergogliano non è altro evidentemente che una “naturale” continuazione ed “esaltazione” del processo apostatico del Concilio iniziato nel 1963 e mai interrottosi.

Si attende adesso soltanto di capire quale sarà il futuro della Chiesa e se questa lunga infiltrazione è finalmente giunta alla sua fine.

Intanto gli storici per una volta potrebbero provare a fare il loro lavoro e a scrivere le verità da questi taciute per più di mezzo secolo.

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11 Commenti

  1. Isabel.

    Buongiorno, Cesar. Le tue informazioni sono molto dettagliate, come sempre. Infatti: la VERA Chiesa è stata ATTACCATA PER decenni. Attualmente è in corso una persecuzione tenace e riprovevole contro i sacerdoti che sventolano la bandiera della TRADIZIONE. I tentacoli di questi satrapi (massoni e falsi cattolici) si estendono su tutti i continenti. Nel mio paese abbiamo il caso di un giovane sacerdote di nome JAVIER OLIVERA RAVASSI, che viene criticato ferocemente dai nemici della VERITÀ perché difende la verticalità della sua FEDE. Sarebbe interessante se potessi intervistarlo per renderti conto che questo giovane sacerdote argentino è un VERO portabandiera della nostra Fede. Da Mendoza, Argentina: un grande saluto.

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Ciao Isabel, ti ringrazio. Per caso, questo sacerdote ha un sito o è presente su X o Facebook? Un saluto e a presto.

      Rispondi
  2. Massimo

    Ciao Cesare.Verita’ nascoste per molto tempo, troppo.Dopo le tue analisi , non riesco più ad accettare alcune cose che succedono.Le infiltrazioni sioniste a quanto pare proseguono anche al di fuori della Chiesa: mi spieghi perché Nethanyau ( sempre se è lui ma dubito fortemente ) si è presentato ieri in Ungheria accolto nella patria di Orban? Di regola ha un mandato di cattura, o mi sbaglio?

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Ciao Massimo, grazie. L’Ungheria non esegue il mandato della CPI.

      Rispondi
  3. gladiatordelicately9aa764d2dd

    Lo seguo tramite Youtube. Il suo Canale si chiama QNTLC Que No Te La Cuenten (NON LASCIARTELO DIRE) Penso che sia anche sui social media, ma non li frequento, quindi non ho altre informazioni. Se potete, visitate il suo Canale e vedrete che è un giovane bastione della nostra FEDE.
    https://www.youtube.com/@QNTLC

    Rispondi
  4. brisklypostf156f9d433

    Che perfino un pagano possa salvarsi, lo dice nella Divina Commedia anche Dante, medioevalista di ferro. Quanto alla dottrina marxista, uno dei suoi punti cruciali (il rapporto dialettico teoria-prassi) è tutt’altro che disprezzabile, anzi. Se non nell’uso disorto che ne fece lo statalismo.

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    • La Cruna dell'Ago

      Un conto è dire che un pagano può salvarsi perché Dio, nella sua infinita grazia e sapienza, meglio di ogni altro sa cosa c’è dentro l’anima di una persona. Altro è dire che ci si salva attraverso altre fedi. Questo è falso e contro il magistero della Chiesa.

      Rispondi
  5. Gustavo

    Le linee fondamentali delle vicende sono quelle che hai tracciato. Potrei aggiungere dei dettagli di mia conoscenza riguardo agli incontri di Roncalli a Venezia. Oppure i dati che l OVRA prima e la polizia di Roma e Milano poi avevano di Montini, che lo rendevano ricattabile, che certamente sai se hai letto Chiesa Viva. potei persino concedere che l attuale pontificato di Papa Francesco sia una sorta di grandiosa presa in giro planetaria in attesa dei tempi che stanno attivando e che costituiranno una svolta per la chiesa. ildubbio di tutti ora è: a part la informazione e le indagini che stiamo svolgendo, esiste un punto di azione politica, o almeno di dialogo affidabile e accessibile?

    Rispondi
    • La Cruna dell'Ago

      Salve Gustavo, se vuoi aggiungere altri dettagli, fai pure. Per quello che riguarda l’azione politica, personalmente credo che una nuova classe politica uscirà appena i vecchi partiti in dismissione crolleranno definitivamente.

      Rispondi

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