La fine del governo Draghi: verso la fine della liberal-democrazia in Italia?

Di Cesare Sacchetti

E così alla fine non c’è stato nessun colpo di scena come ventilavano i media mainstream. Non c’è stato nessun cambio di fronte all’ultimo momento che potesse riportare in vita l’esecutivo Draghi.

I media nelle ore che hanno preceduto l’ingresso di Mario Draghi a palazzo Madama hanno provato a scrivere un romanzo nel quale alla fine c’era il “lieto fine”, ovviamente per gli interessi dello stato profondo italiano che sosteneva l’esecutivo dell’uomo del Britannia.

Non si è trattato altro che di una pura messinscena, peraltro di bassissima lega. La crisi è finita con la caduta del governo perché l’uomo che aveva voluto questo esito sin dal principio era proprio lo stesso Draghi.

In queste ore, i media stanno scrivendo una nuova falsa narrazione. Quella secondo la quale l’ex governatore della BCE sarebbe stato espulso dalla politica in una sorta di “draghicidio” così come vuole far intendere Lucia Annunziata, giornalista appartenente alle fila dell’istituto Aspen, il think tank della famiglia Rockefeller che governa la politica italiana.

L’epilogo di questa storia era già scritto dal febbraio di quest’anno e ci era capitato di anticiparlo sulle pagine di questo blog. Non perché chi scrive sia dotato di qualche particolare dote taumaturgica. Semplicemente si è provato a seguire le regole che ogni buon giornalista indipendente dovrebbe seguire.

Ci si è affidati a fonti qualificate, alla logica e al buon senso. Mario Draghi era stato chiamato dai poteri finanziari per portare a termine un determinato compito.

L’ex governatore della BCE è un esperto in liquidazioni e dismissioni. È questo il suo privilegiato campo di azione ed è attraverso la famigerata svendita del 1992 a bordo del panfilo Britannia della Regina Elisabetta che la carriera di Draghi finì per decollare negli anni successivi.

A Draghi la finanza anglosassone, o forse sarebbe meglio dire anglosionista, aveva chiesto di portare a termine la “missione” iniziata trent’anni addietro.

Spolpare economicamente ciò che restava dell’Italia agganciandola al cappio dei prestiti a interesse del cosiddetto PNRR e, al tempo stesso, procedere poi ad un altro tipo di devastazione, quella che ha assunto le forme della campagna vaccinale.

Non si contano i danni subiti dai sieri distribuiti dal governo Draghi. Sieri che analisi scientifiche indipendenti hanno provato contenere il grafene, una sostanza tossica per l’organismo e che le case farmaceutiche hanno messo nei “vaccini” senza dichiararlo.

È uno scandalo così grosso che non potrà non richiedere una seria commissione d’inchiesta sia sugli organismi che hanno autorizzato tale distribuzione, governo ed Aifa, sia sulle case farmaceutiche che hanno messo in atto un reato di gravissima portata; quello dell’attentato alla salute pubblica.

A Draghi erano stati questi compiti e lui, da “buon” banchiere centrale che ha un cuore, ma che pulsa solo quando si tratta di gonfiare il portafoglio, ha eseguito senza alcuna remora.

C’era però un accordo, nemmeno troppo tacito. Alla fine del “lavoro”, o quando buona parte di esso fosse stato già completato, la sua “ricompensa” era quella di essere trasferito al Colle.

Questo l’originario patto con il mondo della massoneria. Patto che è stato infranto. La politica ha preferito lasciare Draghi lì dove si trovava. La situazione è sfuggita di mano quando le proteste popolari e il malcontento nei confronti dell’esecutivo e dei partiti che lo sostenevano ha raggiunto vette senza precedenti.

Ovunque Draghi si spostasse, veniva accolto da salve di fischi. L’uomo del Britannia non è abituato a tali pressioni. Lui è più abituato a lavorare dietro le quinte, a stare seduto nelle fredde stanze della BCE e ad eseguire il compito degli ambienti finanziari stando lontano dai riflettori della opinione pubblica.

Draghi ha molti difetti ed è probabilmente l’uomo che ha inferto i maggiori danni economici e sanitari all’Italia nella storia di questo Paese, però non è uno stolto.

Sapeva a che gioco stava giocando la politica. Sapeva che alla politica, mai stata così debole e separata dal Paese reale, faceva comodo avere un parafulmine dietro il quale potersi nascondere.

È questa la ragione per la quale l’ex presidente del Consiglio ha passato gli ultimi sei mesi a lavorare al suo piano di fuga. Un piano che idealmente avrebbe dovuto portarlo verso i lidi della NATO o dell’Unione europea, ma in entrambi i casi le porte per lui sono rimaste saldamente sbarrate.

Draghi inseguiva un pretesto per lasciare palazzo Chigi

Ciò non gli ha fatto cambiare minimamente idea. La sponda, o meglio il pretesto per uscire, gli è giunto da Conte e dal suo sbrindellato M5S che non ha partecipato al voto di fiducia lo scorso 14 luglio. Impossibile a questo proposito non notare l’ironia delle date. In uno dei giorni più cari alla massoneria, quello che portò alla presa della Bastiglia, cade un esecutivo espressione proprio di quei poteri.

A volte la coincidenza delle date può forse voler dire qualcosa di più di una semplice coincidenza, e può consentire di vedere una mano soprannaturale che guida il fiume della storia.

Draghi avrebbe potuto tranquillamente proseguire senza il M5S. Il suo governo aveva i numeri per continuare e non aveva bisogno della partecipazione dei grillini per poter esistere. Invece l’ex presidente del Consiglio ha prontamente rassegnato le dimissioni e lì si è avuta la conferma di quanto ci era capitato di osservare in precedenza. A Draghi serviva il pretesto dietro il quale ripararsi per occultare la sua reale e ferma intenzione di lasciare.

Nulla è cambiato il 20 luglio, quando si è presentato davanti all’aula del Senato. Nel suo discorso, l’uomo del Britannia ha immediatamente alzato la posta in gioco chiedendo come condizione imprescindibile per proseguire la ricostituzione dell’originario “patto di unità nazionale” che in realtà non è stato altro che l’atto finale di devozione dell’intera classe politica italiana alla causa del forum di Davos.

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Successivamente, Draghi ha rilanciato ancora di più, se possibile, nel suo discorso mettendo tra i punti dell’agenda di governo il sostegno all’Ucraina attraverso la fornitura di armi, la revisione del reddito di cittadinanza, la riforma delle pensioni e la concessione delle spiagge.

È stato un vero e proprio guanto di sfida rivolto ai punti sensibili del M5S e della Lega. Draghi sapeva che questi due partiti, prosciugati dal tracollo di consensi degli ultimi due anni, non potevano permettersi di dire sì alle sue richieste. Draghi in pratica ha chiesto ai grillini e ai leghisti di spararsi alle tempie, e l’ex governatore della BCE sapeva perfettamente che entrambi gli avrebbero ovviamente detto di no.

È stato quindi come agitare uno straccio rosso davanti ad un toro, ma Draghi voleva che quel toro caricasse e colpisse.

E così è stato. Lega e M5S hanno ricevuto il messaggio e si sono rifiutate di votare la fiducia all’esecutivo. C’è stata quindi una convergenza di interessi di Draghi, della Lega e del M5S dal momento che a tutti faceva comodo che la crisi si chiudesse così.

L’uomo del Britannia è riuscito a lasciare palazzo Chigi nascondendosi dietro il paravento della politica che non ha voluto assecondare le sue richieste, mentre Lega e M5S provocano lo strappo nel tentativo di andare alle urne e cercare di salvare quella poca base elettorale rimastagli.

Lo scenario internazionale: la fine della globalizzazione

Adesso la domanda che è sulla bocca di tutti è questa: cosa accadrà? Per poter dare una risposta completa ed esaustiva, è necessario allargare lo sguardo sull’orizzonte internazionale che è quello che orienta a sua volta il corso della politica italiana.

La classe dirigente della seconda Repubblica e le sue successive mutazioni è probabilmente la più spregevole compagine di capitani di ventura e mercenari che si sia mai vista nella storia di questo Paese.

Essa non ha avuto remora alcuna negli ultimi 30 anni ad eseguire tutte le richieste che giungevano da Oltreoceano e Oltremanica. Londra e Washington ordinavano, e costoro prontamente eseguivano anche se questi ordini significavano mandare al macero l’immenso patrimonio economico che questo Paese aveva accumulato precedentemente grazie alle politiche dell’economia mista ispirate alla dottrina sociale della Chiesa e allo Stato imprenditore.

Occorrevano dei sicari spietati che eseguissero fedelmente il copione della globalizzazione che prevedeva appunto la morte economica, e morale, dell’Italia. Giunse così la generazione dei Prodi, Amato, Ciampi e D’Alema, il cosiddetto braccio sinistro della globalizzazione che massacrò il Paese attraverso l’austerità per poi trascinarlo nel baratro dell’euro e della fine della sovranità monetaria.

La musica non cambiò nemmeno negli anni 2000 con i governi di centrodestra che a parte la resistenza flebile del 2011 finì poi per aprire le porte del Paese ad un altro sicario economico, Mario Monti.

Negli anni successivi, lo spartito non cambiò nemmeno di una virgola perché qualsiasi personaggio si sia seduto sulla poltrona di presidente del Consiglio ha sempre finito con l’eseguire gli ordini di questi poteri.

A palazzo Chigi, c’era il pilota automatico di gruppi quali il Bilderberg e Davos. Venne il 2020 e venne il più grave attacco perpetrato contro l’Italia da quel potere che le stesse massonerie definiscono come “Nuovo Ordine Mondiale”.

In Italia si applicarono le restrizioni COVID tra le più dure al mondo. Tali ambienti hanno in odio l’Italia per tutto ciò che essa rappresenta sul piano religioso e storico e l’attacco fu particolarmente violento. La classe politica non si oppose ancora una volta. Fece in modo che questi piani potessero riuscire prima attraverso il governo Conte e poi attraverso quello Draghi, giunto per dare la pugnalata finale.

Il piano sarebbe riuscito soltanto ad una condizione. Che al di fuori dei confini si fosse proceduto sulla stessa via. Si sarebbe dovuto dare una spinta decisiva e definitiva alla globalizzazione degli anni 90 attraverso la fine degli Stati nazionali. Tutto ciò non è accaduto. Non c’è stata la stretta di mano di tale potere autoritario globale.

Per dirla con le parole di un personaggio che ha servito questo sistema di potere per oltre 30 anni, Massimo D’Alema, si è presa “una gigantesca vista”.  D’Alema afferma esplicitamente che “avevamo tutti pensato che con la fine della guerra fredda e il crollo del comunismo ci sarebbe stato un nuovo ordine mondiale. Ma c’era un deficit di politica ora riempito dal ritorno brutale del Novecento e dell’Ottocento.”

Ciò significa che coloro che si sono posti al servizio di tale piano eversivo, si sono resi conti che i disegni originari non si sono attuati. Ci sono state forze che si sono opposte alla sua realizzazione specialmente da quando alla Casa Bianca è iniziata l’era Trump nel 2016 che ha messo fine alla partecipazione dell’America, la prima potenza mondiale, all’esecuzione del piano che avrebbe dovuto dare vita al governo globale.

La farsa pandemica avrebbe dovuto portare a questo fine, ma gli attori che si sono opposti erano troppi e troppo influenti. Si sono opposti gli Stati Uniti, si è opposta la Russia, e si è opposta persino la Cina che ha consumato un divorzio da quelle élite occidentali che hanno di fatto avuto un ruolo decisivo nel costruire la sua espansione economica.

Si è invece entrati in una fase interamente nuova. Non più una accelerazione della globalizzazione, ma piuttosto una de-globalizzazione e la leadership di politici quali Vladimir Putin, Xi Jinping, Victor Orban, Jair Bolsonaro, Narendra Modi, e Recep Erdogan ha dato una accelerazione impressionante a questo fenomeno.

Ciò non vuol dire che ognuno di questi leader, specialmente nel caso del presidente turco e cinese, siano dei modelli di assoluta moralità, ma è indubbio che questa alleanza allargata dei BRICS ha un minimo comun denominatore. Quello di garantire la sovranità degli Stati nazionali e di spostare il centro delle decisioni dall’unipolarismo atlantico a quello del multipolarismo internazionale.

Tale fase porta con sé la progressiva perdita d’influenza della finanza internazionale e vediamo che questo processo è già in atto. Goldman Sachs ha registrato una perdita di 2,6 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre e BlackRock, il più grande fondo di investimenti al mondo, ha perduto l’astronomica cifra di 1,7 trillioni di dollari.

Si sta chiudendo un’epoca, quella del globalismo, e se ne sta aprendo un’altra, quella del ritorno degli Stati nazionali sulla scena mondiale.

La classe politica italiana priva di protezioni internazionali

In questa storica transizione, la classe politica italiana si ritrova scoperta, nuda e disorientata. Essa aveva puntato tutto su Davos e ora si ritrova con un pugno di mosche e senza più elettori. Il conto da pagare lasciato dai due esecutivi Conte e Draghi è altissimo. Ci sono morti sul piatto, morti causati dalle politiche dei due governi e nessuno si illuda che sarà possibile ripartire come se nulla fosse.

Gli stessi italiani ormai guardano con assoluta diffidenza e ostilità a tutti i partiti. Sanno che ognuno di essi è compartecipe delle loro sofferenze. C’è poi un altro elemento che rende ancora più vulnerabile questa classe politica, ed è quello della mancanza del suo garante internazionale a Washington.

E’ il potere del governo parallelo degli Stati Uniti che ha assicurato la permanenza al potere del sistema politico italiano, ma a Washington non ci sono più i referenti di un tempo.

La cosiddetta amministrazione Biden non ha cambiato nulla, perché gli Stati Uniti e lo stesso governo americano sembrano guidati da altre forze che non sono più quelle del cosiddetto stato profondo.

Dunque ovunque si guardi intorno, la politica vede vuoto e si impaurisce. Si impaurisce perché sa che sarà chiamata a rispondere del più grave attacco mai perpetrato alla sovranità della nazione italiana e non ci sarà nessuno che verrà in suo soccorso.

Verso la fine della democrazia liberale?

Sono già iniziate le rese dei conti interne alle bande dei partiti che si accusano a vicenda di scelte che vanno in interessi opposti e contrari. È solo il principio.  Nei prossimi mesi tali conflitti interni aumenteranno e l’appuntamento delle urne in programma per il prossimo settembre si rivelerà un probabile bagno di sangue.

I partiti rischiano di arrivare completamente consumati dalle loro faide e da quello che si preannuncia come un astensionismo record. C’è poi da considerare la variabile degli scandali internazionali, quali Spygate e Italiagate, che pendono sulla testa dell’intero stato profondo italiano. La crisi delle istituzioni liberali e democratiche non è una passeggera o di poco conto. Essa è profonda e strutturale. Sullo sfondo c’è quindi sì un reset, ma è quello della politica italiana. L’esito più probabile a questo punto sembra essere quello di una tabula rasa della stessa democrazia liberale.

Il futuro immediato sarà quindi attraversato dalla instabilità ma essa sarà un fenomeno necessario per potersi scrollare il fardello di un sistema che ha causato questo cumulo di macerie.

Un sistema che trova tutti i suoi errori nella stessa Repubblica liberaldemocratica del 1946-1948, creazione spuria che nulla ha a che vedere con i valori fondanti cristiani e romani della nazione e della civiltà italiana.

La transizione di disordine servirà con ogni probabilità per poi poter giungere all’ordine successivo, quello di un Paese finalmente restaurato e che torni ad ispirarsi alla sua unica e storica identità che gli ha permesso di avere un primato morale nel mondo.

Sono in molti a chiedersi chi saranno gli uomini che guideranno tale processo. Saranno probabilmente uomini che ancora oggi non sono sulla scena pubblica ma che possono mettersi al servizio dell’Italia e degli italiani per guidare il Paese verso il suo risanamento economico e morale.

È una fase storica unica quella che l’Italia e il mondo stanno vivendo. Sta passando un fiume che va in una determinata direzione e quando ciò accade non bisogna assolutamente mettersi controcorrente. Occorre lasciarsi guidare e restare saldi durante il passaggio.

La corrente sta conducendo l’Italia verso la ricostruzione graduale della sua sovranità perduta. Ciò che c’è da fare in questa fase, è quella di guardare al patrimonio fondante di valori del Paese. Lì c’è la risposta su ciò che va fatto. Lì c’è la rotta da seguire.

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43 thoughts on “La fine del governo Draghi: verso la fine della liberal-democrazia in Italia?

  • 22 Luglio 2022 in 8:50
    Permalink

    Ora tocca al francese e al Tedesco
    Poi possiamo chiederci perché stanno cadendo e su ordine di chi?

    I servi Atlantici possono essere buttati giù dal sistema Atlantico…ma perché,?
    Perché ora e dopo il viaggio in treno dallo scemo ucrozionista,?
    Mi fanno riflettere le parole di Kissinger…
    Chi sta rimuovendo questi fantocci? Perché?

    La politica italiana deve essere
    Resettata il reset dobbiamo farlo noi a loro
    Astensione totale
    Nessuno di loro mi rappresenta.
    Dio benedica l’Italia libera da euro europei angli Sion e traditori interni…

    Risposta
    • 23 Luglio 2022 in 13:46
      Permalink

      Una risposta alla domanda “possiamo chiederci perché stanno cadendo e su ordine di chi?” credo possa essere che il castello di carte che certi attori hanno edificato e volevano estendere è troppo ardito. Alla fine è solo un castello di carte, un’illusione che svanisce quando in molti smettono di crederci. I veri valori come la fede, la devozione alla famiglia al contrario non costuiscono un fragile edificio, tutt’altro… Accadrà ciò che deve accadere.

      Il passaggio

      “È una fase storica unica quella che l’Italia e il mondo stanno vivendo. Sta passando un fiume che va in una determinata direzione e quando ciò accade non bisogna assolutamente mettersi controcorrente. Occorre lasciarsi guidare e restare saldi durante il passaggio.”

      lo ritengo magistrale (specialmente il terzo periodo).

      Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 8:51
    Permalink

    Padre Pio profetizzò il ritorno della monarchia in Italia. Chissà quale sconquasso sarà necessario perché ciò avvenga.

    Risposta
    • 22 Luglio 2022 in 10:12
      Permalink

      La repubblica ha fallito.
      Padre pio è il più grande santo del ventesimo secolo quindi la sua profezia è completamente vera.

      Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 9:41
    Permalink

    Sintesi perfetta, ora dobbiamo continuare a tesister e aspettare la caduta totale delle élites. Già la perdita di triliardi da parte di quelli che detengono il potere finanziario globale è un ottimo segno; seguono le elezioni di metà mandato negli USA e il capolavoro di Trump e Putin sarà completo.

    Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 10:05
    Permalink

    Le persone devono rendersi conto che siamo innanzitutto in una guerra spirituale. Siamo nelle fasi terminali della grande apostasia. La “chiesa” post-concilio Vaticano 2° infatti NON è la Chiesa Cattolica ma una contro-chiesa apostata. Il seggio di San Pietro è vacante dal 1958. E’ necessario professare la tradizionale fede cattolica per conseguire la salvezza. La vera Chiesa Cattolica è oggi ridotta ad un remnant di pochi cattolici tradizionalisti. Esorto tutti a guardare il seguente video che è di cruciale importanza per comprendere gli eventi attuali: https://endtimes.video/it/e-il-mondo-in-procinto-di-finire-apocalisse-spiegata/

    Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 10:16
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    Niente da eccepire, ma un consiglio da chiedere: ha senso rifugiarsi nell’astensionismo per gonfiare i voti del partito più globalista, atlantista, anti-italiano della scena politica?
    Non vorrei votare per una falsa opposizione ma nel contempo mi spaventa il non scegliere.
    Grazie per il tempo che impieghera’ a leggere queste poche righe

    Risposta
    • 22 Luglio 2022 in 10:21
      Permalink

      Quel partito di cui lei parla è in dismissione come gli altri.

      Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 11:06
    Permalink

    I padroni e i loro sgherri chiamati partiti ma divenuti in realtà oligarchie
    Hanno paura dell’ astensione
    Fino ad oggi agli occhi del mondo ipocritamente parlavano di esportazione di democrazia…
    In realtà esportazione di disvalori e sistema economico basato sul debito a usura.
    Ma le votazioni erano la foglia di fico per loro…
    E se il popolo non li segue più e li schifa in toto le loro istituzioni farlocche crollano perché siamo noi a tenerle in vita….e cosa potrebbero fare?
    Una svolta autoritaria?
    Cosi crolla la facciata ipocrita e avrebbero il problema di mostrare al mondo la loro dittatura.
    Nessuno li seguirebbe più
    Astensione massiccia unica risposta
    Il reseto lo facciamo noi.
    Il loro autoritarismo lo han mostrato con le loro decisioni in questi due anni.
    E sono pronti a farlo per il caldo l’acqua io l gas….
    Non. Finiranno piu…noi dobbiamo dire basta.

    Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 11:17
    Permalink

    Chiaro ed ineccepibile come sempre. Solo, mi permetto, cambierei quel ‘preternaturale’ in ‘sovrannaturale’, del resto, solo chi è spiritualmente accecato non ha visto Quella mano in azione in questi ultimi anni.

    Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 14:32
    Permalink

    Cosa ne pensa della recente notizia della positività al covid di Joe Biden? Pensa che il deep state americano ora tenterà l’accelerata rimuovendo il senile Biden in favore della fanatica Kamala Harris?

    Risposta
    • 22 Luglio 2022 in 17:35
      Permalink

      Non credo, Patrizia. Se fossero stati in controllo, lo avrebbero tolto già nel 2021.

      Risposta
  • 22 Luglio 2022 in 17:30
    Permalink

    sinceramente io non ho capito cosa intende dire, dovremmo auspicare una nuova dittatura per ristabilire una sovranità Italiana ? agghiacciante come auspicio ….

    Risposta
    • 22 Luglio 2022 in 17:35
      Permalink

      La dittatura c’è ora, nella democrazia liberale…

      Risposta
  • 23 Luglio 2022 in 7:10
    Permalink

    Lei scrive poco, ma bene.
    Fermare il fiume in piena non si può. Lascerò che la corrente porti via tutto mantenendo salde le radici nel socialismo cristiano. Per lasciare qualcosa di buono alle generazioni che verranno.
    Però è dura assistere alla tragedia di figli, nipoti e giovani travolti. Senza poter fare niente. Facendo finta di niente, come da loro esplicita richiesta.
    Mi viene da piangere ad ammettere che il fiume in piena trascinerà via con sé anche la mia umanità, lasciandomi impersonale, spietato, disumano. Come lo è il mondo, la vita.
    Se questo è lo spirito del mondo, così sia. Il fiume in piena, cioè lo spirito del mondo, va assecondato, diventando tutt’uno con esso. Solo così si può comprendere cosa lo spirito vuole da noi.

    Risposta
    • 23 Luglio 2022 in 7:17
      Permalink

      Temo che lei non abbia colto il messaggio del mio articolo..

      Risposta
      • 23 Luglio 2022 in 13:28
        Permalink

        Un buon testo è quello che ti permette di proiettarci dentro quello che in te stesso cerca una via di uscita, piuttosto che una copia fedele del pensiero dell’autore. I grandi autori fanno questo.
        Lo so che non ho ricalcato il suo pensiero. Ho espresso il mio sentimento, suscitato dal suo testo.
        Capire un testo è cosa del tutto diversa dal comprendere un con testo.
        Il suo testo mi ha fatto comprendere un mio sentimento, suscitato dal contesto creato dal suo testo.
        Riconosco di essere andato fuori tema. Grazie lo stesso.

        Risposta
  • 23 Luglio 2022 in 20:05
    Permalink

    Bel “pezzo” davvero, ma dire che ad oggi “gli Stati Uniti e lo stesso governo americano sembrano guidati da altre forze che non sono più quelle del cosiddetto stato profondo.” mi sembra un prematuro e sbagliato. Fino a quando non torna zio Donald e fa piazza pulita in maniera definitiva di certi grumi di poteri (sempre che non lo stendano prima) in USA è come se avesse vinto la Clinton o Obama , con naturalmente tutta la melma DEM legata al deep state : ed infatti che Biden sia ancora e solamente un ridicolo pupazzo di quella gente lo ha capito anche il mio cane.E poi c’è sempre Kamala…

    Risposta
    • 23 Luglio 2022 in 20:08
      Permalink

      Il punto è proprio questo, Milo. Se Biden fosse veramente in controllo di quei poteri, a quest’ora saremmo in pieno Grande Reset e Putin non avrebbe mai autorizzato la sua operazione in Ucraina.

      Risposta
      • 24 Luglio 2022 in 5:48
        Permalink

        Io credo che tra quei poteri vi sua stata una frattura con una risultante “guerra tra bande” , che comunque vede Biden ancora in mano ai falchi più globalisti e fedeli del transumanesimo . Riguardo a Putin ci andrei molto cauto nel pensare che anche lui non faccia parte del Sistema e che non stia solo facendo la sua parte in commedia…..

        Risposta
        • 24 Luglio 2022 in 8:01
          Permalink

          Io invece andrei molto cauto nel dire castronerie del tipo che Putin fa parte del sistema..

          Risposta
      • 24 Luglio 2022 in 7:45
        Permalink

        Una delle cose più vergognose è senza dubbio l’assenza o il silenzio della Magistratura indipendente italiana e mondiale.cosa ne pensa di questa vera e propria “classe politica silente”?

        Risposta
        • 24 Luglio 2022 in 8:02
          Permalink

          La corruzione delle toghe è legata a quella della politica. Dal momento che la seconda è nelle mani della finanza e delle massonerie, le seconde, a loro volta, dipendono dagli stessi gruppi di potere.

          Risposta
    • 25 Luglio 2022 in 10:53
      Permalink

      Purtroppo mi trovo d’accordo con Milo. Secondo me sia la Russia sia l’Ucraina sono pagati per partecipare allo spettacolo dei pupazzi. Qui in America stanno arrivando le elezioni a novembre. Secondo me vorrebbero non solo rubarle come hanno fatto nel 2020 ma addirittura annullarle con un pretesto. Una guerra mondiale servirebbe a dare al (p)Residente la scusa di invocare il War Powers Act e cancellare le elezioni, se non bastasse il virus delle scimmie che stanno tentando di usare per mettere paura alla gente con un numero incredibile di adesioni. Comunque grazie del suo bel intervento. Ho smesso di leggere i quotidiani all’inizio del Covid perche’ e’ troppo deprimente ma leggo sempre i suoi articoli con interesse.

      Risposta
      • 25 Luglio 2022 in 12:07
        Permalink

        Biden non ha nemmeno sostenuto Zelensky nella crisi ucraina, figuriamoci uno scenario bellico globale..Non diciamo stupidaggini, per favore..

        Risposta
  • 24 Luglio 2022 in 14:47
    Permalink

    Buongiorno Dott.Sacchetti, seguo con interesse i suoi articoli su questo sito e adesso la sto seguendo anche su Telegram. Vorrei sentire il suo parere in merito ad un messaggio pervenutomi su Telegram che non riesco ad inviarle, glielo riassumo brevemente. “Pochi lo sanno ,ma la legge prevede la possibilita’ di rifiutarsi di votare e metterlo a verbale. Quando si va al seggio e dopo che le schede sono vidimate si dichiara che ci si rifiuta di votare e si vuole che sia messo a verbale. Le schede di rifiuto vengono contate e sono valide, contrariamente alle schede nulle o bianche o all’astensione dal voto. C’e’ ancora di piu’ , ma mi sembra piu’ che sufficiente. Grazie

    Risposta
    • 24 Luglio 2022 in 16:05
      Permalink

      Non serve, Vanda, e aumenta l’affluenza. Meglio non partecipare stando a casa.

      Risposta
      • 24 Luglio 2022 in 16:41
        Permalink

        No Sacchetti! Non ci siamo, rimanere a casa aspettando che crolli tutto non serve a nulla, anzi così il crollo viene rinviato dato che chi vota PD con obiettivo di rimanere nel suo status quo andrà sicuramente a votare e avrà vittoria facile rappresentando lo zoccolo duro della media borghesia italiana; stia a vedere…

        Risposta
  • 24 Luglio 2022 in 16:11
    Permalink

    Concordo in parte con la sua proposta di astensionismo,ma se dovesse esserci la maggioranza di astensioni,poi concretamente cosa accadrebbe a livello politico? Non riesco a capire i meccanismi perché una tale eventualità finora non si è mai verificata e con i referendum pare non conti. Grazie

    Risposta
    • 25 Luglio 2022 in 12:04
      Permalink

      Nella ultima parte del mio articolo spiego i possibili, e direi probabili, scenari in arrivo. Andiamo verso la disgregazione del sistema politico.

      Risposta
  • 25 Luglio 2022 in 13:45
    Permalink

    Ciao Cesare,
    una piccola precisazione. Quando parli della perdita di Goldman Sachs ( 2,6 miliardi di dollari) in realtà si tratta di 2600 miliardi di dollari, ovvero 2,6 trilioni di dollari (secondo la metrica statunitense, 1 trilione = 10^12, mentre da noi 1 trilione = 10^18), una perdita equivalente (ed anzi superiore) a quella del fondo BlackRock.
    Negli USA, infatti, la virgola è separatore delle migliaia.
    Saluti.

    Risposta
  • 25 Luglio 2022 in 16:26
    Permalink

    Quale sistema politico secondo lei potrà instaurarsi, in sostituzione della democrazia liberale ed in funzione di “ordine successivo” a questa citato nella parte finale del suo articolo? grazie

    Risposta
    • 25 Luglio 2022 in 17:00
      Permalink

      Due alternative plausibili potrebbero essere il presidenzialismo sul modello russo e la monarchia, non guidata ovviamente dal ramo dei Savoia che mandarono allo sfascio l’Italia nel 1943.

      Risposta
      • 28 Luglio 2022 in 8:54
        Permalink

        il ramo dei Savoia si è seccato…”ma un virgulto”…lei crede alla profezia di Padre Pio?? Santo in vita ,scelto dal Cielo e il Cielo non mente

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  • 31 Luglio 2022 in 11:11
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    Egregio
    Cesare Sacchetti
    I suoi articolo sono sempre interessanti anche se talora non propriamente condivisibili stante naturalmente le umane differenze e visioni individuali. Detto questo mi permetto di criticare il modo in cui mi ha negato l’accesso ai commenti di Telegram, in ragione di un unica mia considerazione espressa nel pieno limite del decoro formale e sostanziale. Certo è nel suo diritto (comprensibile in ragione dei soprusi da lei subiti, si veda perquisizione), escludermi considerandomi forse un troll, ma la cosa non volge certo a suo merito e ai principi di democrazia e libera espressione a cui penso Lei si richiami. Perlomeno prima di agire in tal senso e di cassarmi dai commenti in modo assimilabile a quello tanto criticato di Facebook, poteva quanto meno verificare ciò che scrivo in rete. Detto cio, la ringrazio se avrà la compiacenza di escludermi anche da queste sue pagine.
    Tanto dovevo
    Bernardo Luraschi

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    • 4 Agosto 2022 in 8:53
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      Salve Bernardo, se vuole chiarimenti riguardo al canale telegram scriva in privato nella sezione contatti e non qui. Non so francamente cosa sia successo con lei su Telegram, dovrei chiedere agli amministratori..

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  • 1 Agosto 2022 in 11:32
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    a proposito della nuova comunità politica e sociale aperta ed inclusiva , VITA, di cui la Cunial si fa portavoce , cosa ne pensa ?

    Risposta
    • 4 Agosto 2022 in 8:51
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      La mia posizione è per l’astensione, Davide, e sulla Cunial le suggerisco di guardare cosa ho scritto al riguardo su Telegram.

      Risposta
  • 2 Agosto 2022 in 10:57
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    salve Sacchetti,
    mi fa piacere che continua a mostrare alla gente tutti i contradditori dei falsi oppositori, anzi credo che questo debba essere fatto fino all’ultimo attimo fino al 25 settembre cosi da far capire bene a tutti che non bisogna votare nessuno, io non voterò mai infatti chi ancora crede in queste illusioni dimostra di non aver compreso nulla del sistema.
    Però le volevo allegare un video di twitter e vorrei capire secondo lei per quale motivo Trump (penso qualche anno fa) si presenta insieme a klaus Swab mr. Davos e dice “hai fatto un buon lavoro”……
    non capisco, è una strategia? mi farebbe piacere una Sua analisi visto che con estrema precisione azzecca sempre tutto, soprattutto accurato nel mostrare i falsi e ridicoli antisistema.

    video https://twitter.com/OccultRejects/status/1552984559712616448?fbclid=IwAR1ZlF4AvqxZmXDYQZ7XLUpgYSvihRYaJ-nZ1VdmNtZxUKWdRCeIRH3r6w4

    Cordiali saluti

    Risposta
  • 2 Agosto 2022 in 11:01
    Permalink

    salve Sacchetti,
    mi fa piacere che continua a mostrare alla gente tutti i contradditori dei falsi oppositori, anzi credo che questo debba essere fatto fino all’ultimo attimo fino al 25 settembre cosi da far capire bene a tutti che non bisogna votare nessuno, io non voterò mai infatti chi ancora crede in queste illusioni dimostra di non aver compreso nulla del sistema.
    Però le volevo allegare un video di twitter e vorrei capire secondo lei per quale motivo Trump (penso qualche anno fa) si presenta insieme a Carl Swab mr. Davos e dice “hai fatto un buon lavoro”……
    non capisco, è una strategia? mi farebbe piacere una Sua analisi visto che con estrema precisione azzecca sempre tutto, soprattutto accurato nel mostrare i falsi e ridicoli antisistema.

    video https://twitter.com/OccultRejects/status/1552984559712616448?fbclid=IwAR1ZlF4AvqxZmXDYQZ7XLUpgYSvihRYaJ-nZ1VdmNtZxUKWdRCeIRH3r6w4

    Cordiali saluti

    Risposta
    • 4 Agosto 2022 in 8:56
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      Presumo che il video in questione sia di qualche anno fa, ma se c’è qualcuno che ha profondamente in odio Trump, Veronica, quello è proprio Davos dal momento che Trump ha sventato il Grande Reset da essi pianificato.

      Risposta

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