Certificato verde definitivo in Israele? No, non proprio..

di Cesare Sacchetti

Alcuni lettori hanno chiesto un parere e chiarimenti in merito a questo articolo pubblicato da “Come Don Chisciotte” (CDC) nel quale si annuncia perentoriamente nel titolo che il “green pass in Israele diventa legge” facendo credere quindi che l’eventualità di una sua rimozione nel Paese sia quindi molto distante. Per comprendere se è effettivamente così, allora diamo prima uno sguardo all’articolo originale riportato dal Jerusalem Post, e scopriamo che le premesse del titolo scelto da CDC non rispondono esattamente a quanto scrive il quotidiano israeliano.

Intanto è già sbagliato parlare di “legge” perché questo testo è stato approvato dal Comitato per la Giustizia, la Legge e la Costituzione ma ancora deve essere portato davanti al Parlamento israeliano, la Knesset, per la sua approvazione definitiva. Se poi guardiamo quanto scrive il Jerusalem Post, vediamo che questo testo per prima cosa non amplia i poteri del governo in materia di emergenza sanitaria ma al contrario inizia a restringerli.

Il Jerusalem Post scrive così al riguardo:” la legge propone il ripristino della sorveglianza parlamentare riguardo le decisioni sul COVID-19 e pone dei limiti nella sua facoltà di introdurre nuove restrizioni relative alla pandemia.” Dunque la proposta di legge del Comitato per la Giustizia vuole cercare di contenere i poteri del governo e non di espanderli. Ciò che ha consentito ai governi durante l’operazione terroristica del coronavirus di sopprimere tutte le libertà essenziali è stata l’assoluta mancanza di controlli e limitazioni posti dalle assemblee legislative che hanno avuto il ruolo di passive spettatrici mentre gli esecutivi cancellavano i diritti fondamentali dei cittadini.

Successivamente vediamo che nel testo della legge in questione si vuole fare una distinzione tra “una ondata attiva di coronavirus” e l’intervallo tra le varie ondate dove i cosiddetti casi di COVID viaggiano ad un ritmo ancora più contenuto. Il senso di questa proposta legislativa è quello di fare una differenziazione tra cosiddette emergenze pandemiche e i periodi che non lo sono che vengono definiti “situazioni di sanità speciali.”

Questa proposta impedisce di fatto al governo di attivare a proprio piacimento i poteri emergenziali dal momento che se un organo governativo ha intenzione di mettere mano alle restrizioni COVID durante gli intervalli delle “emergenze pandemiche” non potrà farlo senza prima passare da un’approvazione del Parlamento e del Comitato in questione che dovrà comunque dare il suo consenso definitivo almeno cinque giorni prima che le proposte di modifica del governo entrino in vigore.

Qualora invece dovesse esserci uno stato di emergenza pandemica dichiarato il governo non sarà tenuto a chiedere una approvazione previa delle restrizioni COVID al Comitato per la Giustizia, che potrà comunque essere consultato per discutere le modifiche del governo e dare il suo parere favorevole e contrario entro 48 ore dalle proposte dell’esecutivo. Il limite precedente era di 24 ore.

A questo punto, il testo legislativo del Comitato prevede effettivamente una regolamentazione legislativa del certificato verde che fino ad ora non c’era. È vero che in questa proposta si prevede che il certificato possa essere utilizzato in “luoghi pubblici, posti di lavoro, eventi privati, istituzioni educative” ma al tempo stesso si prevede anche di limitare la discrezionalità del governo di “applicarlo a luoghi che vendono o forniscono servizi essenziali.”

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Ora la linea di demarcazione tra i luoghi pubblici citati nel primo paragrafo, e quelli che forniscono servizi essenziali citati nel secondo è piuttosto esigua e per comprendere effettivamente dove sarà veramente necessario il certificato verde e dove non lo sarà occorrerebbe attendere che la Knesset elabori meglio questo testo.

Il sito CDC però giunge affrettatamente alle conclusioni già nel titolo e nel testo del suo articolo omette di citare questa distinzione fondamentale. La proposta fatta dal Comitato per la Giustizia è ancora troppo vaga e generica per comprendere se il passaporto vaccinale diventerà necessario per legge in ogni luogo pubblico oppure no.

Soprattutto CDC partendo da premesse completamente sbagliate sostiene che le notizie relative agli allentamenti sul pass verde in Israele siano state riportate dai media italiani che a loro volta avrebbero ripreso un editoriale del Jerusalem Post sulla questione.

Questo però non corrisponde assolutamente al vero perché la notizia della rimozione del certificato vaccinale in Israele non viene dal quotidiano israeliano, ma dallo stesso governo israeliano.

È stato infatti lo stesso ministro della Salute israeliano Avigdor Liberman ad annunciare pubblicamente che il pass verde va rimosso.

Queste la parole del ministro in questione.

“Non c’è alcuna logica medica ed epidemiologica nel certificato verde e molti esperti concordano al riguardo.”

Liberman poi aggiunge che il passaporto vaccinale “è un danno diretto all’economia” e contribuisce significativamente a “diffondere il panico tra il pubblico.”

Il ministro chiosa affermando chiaramente di “essere al lavoro con tutti i partiti per eliminare il certificato verde e preservare una normale routine per ognuno di noi.”

Dunque non si tratta di una malevola interpretazione dei media italiani come sostiene CDC. Si tratta di una dichiarazione ufficiale del ministro che si occupa della gestione della crisi COVID e non può certo essere liquidata come una “psy-op”.

Eppure nonostante questo il sito CDC arriva chiaramente a definire le notizie sugli allentamenti come una sorta di depistaggio.

Queste sono le loro parole in merito.

Israele è la prova di come gli “allentamenti” sono una psy-op, una vera e propria strategia bellica nel contesto dell’instaurazione della dittatura sanitaria con la quale si è spalancata la porta all’aggressione del corpo umano e sua conversione in flussi di dati, cibo primario del capitalismo della sorveglianza, premessa necessaria per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale.”

C’è molta carne al fuoco in queste considerazioni ma ciò che manca di più è il senso logico. Come possono infatti definirsi una “psy-op” le notizie degli allentamenti in Israele quando invece abbiamo visto che non sono i media italiani ad essersele inventate, ma sono stati gli stessi esponenti dell’esecutivo di Israele ad esprimersi in tal senso?

Soprattutto come si possono definire una psy-op gli allentamenti quando tutto l’articolo di CDC parte dalla premessa sbagliata che il certificato verde in Israele è diventato “legge” mentre in realtà siamo ancora lontani da un inquadramento legislativo definitivo e netto in questo senso?

L’arte della psy-op è quella di ingannare per indurre a far credere una determinata circostanza, falsa, al posto di un’altra, vera.

Se il fine ultimo è quello di aumentare le inoculazioni dei sieri sperimentali per poter ridurre la popolazione mondiale allora la cosa più sensata da fare è quella di far credere che le restrizioni diventeranno permanenti in modo così da indurre le persone a cedere e a inocularsi il siero.

Se invece i governi, ufficialmente e non perché lo dichiarano i media, annunciano e mettono in essere delle retromarce sull’applicazione delle restrizioni COVID non si spinge certo i cittadini a inocularsi i vaccini.

Se c’è una psy-op è esattamente al contrario di quella che sostiene CDC e altri canali informativi. La psy-op è quella di chiudere completamente l’orizzonte ai dissidenti facendo credere loro falsamente che non c’è più nulla da fare perché tanto ormai il Grande Reset procede speditamente nonostante le evidenze del contrario siano sempre più numerose.

La battaglia che si sta combattendo in questa fase finale dell’operazione terroristica del coronavirus non è una battaglia combattuta con armi convenzionali, quanto una battaglia psicologica che ha come unico fine quello di controllare il pensiero delle persone.

Esiste un apparato di falsa controinformazione che sta lavorando alacremente a questo fine e ne abbiamo fornito anche nei precedenti contributi numerose prove al riguardo.

L’ultimo esempio, e forse il più clamoroso, è quello relativo alla vera psy-op del caso Biscardi nel quale questo apparato di disinformazione ha cercato di far passare uno sconosciuto truffatore del casertano per un eminente ricercatore scientifico che aveva fatto scoperte scomode sui sieri.

In quel caso, il fine era quello di ingannare il pubblico per fargli credere che chi parla di determinati argomenti muore precocemente in circostanze misteriose.

Ci sono però altri numerosi esempi al riguardo. Su Telegram ormai non si contano i proclami terroristici di questi canali. Da mesi i vari disinformatori dei servizi tormentano le persone con i più assurdi e delinquenziali scenari di deportazioni dei non sierati.

Al potere mondialista ormai in declino è rimasto soltanto questo strumento. Quello di ingannare il lettore facendogli credere che ormai il cerchio del Grande Reset si sta chiudendo quando in realtà i fatti provano il contrario.

L’arte della guerra è soprattutto questa come insegnava Sun Tzu. L’arte della guerra è l’arte dell’inganno.

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2 thoughts on “Certificato verde definitivo in Israele? No, non proprio..

  • 25 Gennaio 2022 in 18:15
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    Ciao Cesare, grazie.
    Quando tu scrivi “Al potere mondialista ormai in declino è rimasto soltanto questo strumento. Quello di ingannare il lettore facendogli credere che ormai il cerchio del Grande Reset si sta chiudendo quando in realtà i fatti provano il contrario.” In quel “Il cerchio del Grande Reset si sta chiudendo”, intendo dire che vogliono continuare a fare credere che il Grande Reset andrà avanti e riuscirà, mentre invece non è vero?
    Scusa per chiudere può anche significare terminare. Potresti spiegare meglio e se puoi dire la tua su come può finire in italia con Draghi, siamo tutti molto provati e stanchi, mio marito verrà sospeso il 15-2-22, pensi che questo provvedimento possa essere ritirato? Grazie

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    • 30 Gennaio 2022 in 21:40
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      Salve, anche io sarò sospeso il 15/02/2022. Qual’è il mio stato d’animo? A leggere certe testate ,ufficialmente, dalla mia parte viene voglia di mollare, a leggere altre vedi la luce ma non sai quanto è distante. Cosa voglio dire? Importantissimo è l’atteggiamento psicologico, è una guerra di nervi, io sono svantaggiato perchè subisco le ”leggi” ma il tempo lavora per me e loro lo sanno, per questo inducono con falsi messaggi la previsione sbagliata. Il mio comandante quando andiamo in guerra esalta il mio coraggio e mi dà forza non certamente mi informa delle super armi che ha il nemico o del loro numero superiore. Serenamente dobbiamo andare incontro al nostro destino, essere freddi e razionali. Venendo ai giorni nostri: in Canada Trudeau scappa, Biden è al minimo del gradimento popolare e la Corte Costituzionale lo ha stoppato, Russia e Cina noti antiglobalisti, l’India ha chiuso col covid, come l’Irlanda, l”Inghilterra e la Spagna, ultima l”Austria si sta svincolando. In tutto il mondo hanno aperto gli occhi. Noi? Ne usciremo per ultimi, perchè siamo un popolo abituato al comando, geni ma servili, i migliori ma incapaci ad autogovernarci, non siamo reattivi, culturalmente sprovvisti, spalle larghe braccia forti e cervello piccolo. La genialità di cui parlavo è una questione di genetica non di cervello. Pazienza e fiducia.

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