Il Si al referendum consegnerà l’Italia alla troika di Mario Draghi

di Cesare Sacchetti

L’appuntamento referendario del prossimo 20 settembre sarà un giro di boa per il Paese.

In vista di una eventuale e probabile approvazione del Si al taglio dei deputati, stimata intorno al 66% dagli ultimi sondaggi, il volto dell’Italia non sarà più lo stesso.

Verrà reciso l’ultimo fragile filo che lega questo Paese all’architettura costituzionale del 1948.

Verrà ultimato un lavoro di smantellamento di quel sistema politico portato avanti in maniera scientifica negli ultimi 40 anni.

La riduzione della rappresentanza parlamentare sarà, in altre parole, la definitiva consacrazione del potere delle oligarchie e delle tecnocrazie sull’Italia.

Non che ora questo potere attualmente non sia preminente e predominante in ogni aspetto della vita pubblica italiana.



Ma la riduzione della rappresentanza parlamentare chiuderà l’ultimo spiraglio e verranno completamente spente quelle già flebili possibilità di mandare alla Camera o al Senato dei deputati o dei senatori che in qualche modo vogliano sottrarsi ai poteri che attualmente hanno in mano l’Italia.

Quando negli anni’70, i grandi gruppi mondialisti del gruppo Bilderberg e della Trilaterale auspicavano una radicale fine delle democrazie costituzionali che avrebbero dovuto lasciare il posto a dei tecnocrati eterodiretti da apparati sovranazionali, avevano già in mente nella loro agenda programmatica di ridurre il numero di eletti nei due rami del Parlamento.

Non è stato certo un caso se questo obbiettivo sia stato appositamente inserito nel programma della Loggia massonica P2, intitolato “Piano di rinascita democratica”.

Il titolo del manifesto programmatico di questa loggia era già un ipocrita ossimoro perchè in esso non c’era alcuna “rinascita” nè traccia di democrazia.

La P2 era infatti una espressione della NATO e della palude di interessi industriali, finanziari e militari che infesta Washington da molti decenni, nota da un po’ di tempo a questa parte con la locuzione di “deep state”, lo stato profondo che è, in altre parole, il governo occulto di Washington.

E il deep state, a sua volta, è uno dei bracci operativi del sistema di potere mondialista che ha praticamente indirizzato il destino politico ed economico dell’Unione europea e degli stessi Stati Uniti negli ultimi decenni.

La riduzione del numero degli eletti pertanto è direttamente proporzionale ad accrescere ancora di più la già enorme influenza delle grandi lobby transnazionali che saranno in grado di tappare le ultime fessure aperte, ed evitare così che nel sistema politico possa infiltrarsi qualcosa o qualcuno che non sia stato accuratamente selezionato da queste in largo anticipo.




Il referendum appartiene all’antipolitica alimentata dalle élite mondialiste

Sarà, più semplicemente, il trionfo dell’antipolitica, e non è stata affatto una mera casualità se negli ultimi 35 anni il regime mediatico e la stessa rappresentanza politica post-1992 abbia dato così tanto spazio a questa ideologia anti-istituzionale.

Per prendere il posto della vecchia classe dirigente della Prima Repubblica e del sistema partitico precedente, era necessario alimentare il sentimento di disprezzo del popolo nei confronti della politica.

L’operazione Tangentopoli, una rivoluzione colorata partorita proprio dal deep state di Washington, ha avuto in questo senso un ruolo determinante.

I magistrati del pool di Mani Pulite hanno iniziato scientificamente ad abbattere il sistema politico italiano scagliando una pioggia di avvisi di garanzia contro praticamente ogni politico in vista di allora, ovviamente con la dovuta eccezione del PDS che nelle logiche di potere sovranazionali era stato già scelto per eseguire l’agenda mondialista in Italia.

Da quel momento in poi, la figura del politico è stata letteralmente vilipesa, associata in pratica a quella di un delinquente di professione.

Sotto questo aspetto, il sistema mediatico ha giocato un ruolo altrettanto determinante, dedicando il massimo spazio possibile alle tangenti prese da questo o quel politico, mentre taceva convenientemente su tutte le ruberie che la finanza anglosassone perpetrava contro l’Italia, su tutte quella dello smantellamento dell’IRI e delle privatizzazioni a prezzi di saldo, messe in atto dall’allora direttore del Tesoro, Mario Draghi, che già occupava un posto speciale nella gerarchia neoliberista internazionale.

Fu un saccheggio mille volte superiore al costo di tutte le tangenti, ma i media ovviamente si guardarono bene dall’evidenziare questa sproporzione.

Era necessario, allora come oggi, mettere alla gogna la politica e rappresentarla come il male assoluto, perchè così facendo si accresceva ancora di più il potere delle grandi oligarchie.

La riduzione dei parlamentari è esattamente in questa direzione che va, ovvero in quella dell’antipolitica che è stata il cavallo di Troia assoluto utilizzato dal mondialismo per conquistare completamente il Paese.

Da allora, e dopo le macerie lasciate dalla magistratura e dai governi tecnici dell’epoca che smantellarono nel biennio 1992-1993 buona parte dell’impalcatura costituzionale che aveva costruito il miracolo economico del dopoguerra, l’antipolitica è letteralmente dilagata.

E’ stata da allora in poi una gara a dichiararsi “non politico” iniziata con l’epoca del berlusconismo neoliberista e proseguita sotto l’egida del grillismo, che alla fine è rivelato essersi null’altro che una derivazione della sinistra radicale giustizialista originaria della Rete di Orlando prima, e dell’Italia dei Valori di Di Pietro poi.

L’Italia da allora vive in un vuoto politico. Viaggia senza una guida perchè ha subito la decapitazione netta della sua classe dirigente che, al netto dei suoi difetti e limiti, aveva portato il Paese ad essere la quarta potenza industriale del mondo.

Sul palcoscenico sono rimasti la sinistra progressista, fedele guardiana del vincolo esterno, e Berlusconi per larga parte dei 28 anni trascorsi, che tra i suoi interessi personali e quelli della nazione, messo alle strette non ci ha pensato molto a scegliere i primi.

Il M5S è stata la creatura che si è presentato come feroce nemico del sistema, quando in realtà è stato il suo migliore alleato, facendo convogliare un enorme bacino di voti verso un partito che aveva come solo obbiettivo quello di alimentare l’antipolitica ed evitare qualsiasi vera riforma che potesse mettere in discussione il vero apparato di potere sovranazionale che ha in mano l’Italia.

Il M5S ha, in altre parole, indebolito ancora di più la politica, potenziando ancora di più le grandi lobby che vogliono esautorare completamente il ruolo del Parlamento.

Il sistema, in pratica, dal 1992 ad oggi non ha fatto altro che alimentare accuratamente il filone anti-istituzionale per accrescere il rancore comune nei confronti della politica e portare così paradossalmente l’uomo della strada a tifare per i poteri che in realtà gli hanno portato via tutto il benessere conquistato con il precedente assetto economico e politico.

L’inesauribile filone editoriale dei libri che denunciano gli sprechi del barbiere di Montecitorio o delle condanne dei vari deputati o senatori è servito esattamente a questo.

A concentrare l’attenzione popolare su quelli che in realtà sono scandali o costi di bassissimo rilievo se confrontati invece con quelli pagati sull’altare del vincolo esterno, tradotto nell’appartenenza all’euro e all’UE.

Il Parlamento difatti costa circa 1 miliardo di euro, ma se si prova a paragonare questo costo con quelli, ad esempio, dell’UE o dell’euro, si constaterà facilmente che i secondi sono enormemente superiori al primo.

Basti pensare al conto pagato dall’Italia al fondo salvastati, circa 60 miliardi di euro che avrebbero dovuto finire nelle tasche dei greci e che invece sono finiti nella pancia della banche franco-tedesche esposte con la Grecia, di fatto salvate dall’Italia.

Oppure ai contributi netti versati dall’Italia a Bruxelles negli ultimi 20 anni superiori ai 90 miliardi di euro.

Se poi a questi si aggiunge anche il costo della moneta unica, il costo o meglio danno, assume proporzioni ancora più rilevanti.

Tra i vari studi che si possono citare a questo riguardo c’è quello realizzato dall’istituto tedesco Cep, secondo il quale, il dazio della moneta unica è costato mediamente 73mila euro pro capite per ogni italiano dall’ingresso dell’Italia nell’euro, mentre di converso ha portato mediamente nelle tasche di ogni tedesco 23mila euro.

Se a questo si aggiunge il danno che ha portato l’euro all’industria italiana, i danni sono ancora maggiori.

Da quando l’Italia è entrata nell’euro la deindustrializzazione provocata da un tasso di cambio reale troppo pesante per i fondamentali macroeconomici dell’Italia è stata devastante.

Se dunque si fa una stima approssimativa dei danni del sistema UE – Euro comparato ai cosiddetti costi della politica, si può affermare che i primi superano tranquillamente secondi di duecento volte.

Dunque ridurre il numero dei deputati non porterà nessun beneficio reale al cittadino medio che con il suo voto favorevole darà ancora più potere al sistema che invece ingenuamente pensa di punire.

E’ per questo che oggi è fondamentale schierarsi nettamente contro il Si e a favore del No.

Il No al referendum non metterà di certo fine al potere smisurato delle élite, ma almeno non lo accrescerà ancora di più.

L’opposizione schierandosi per il Si aiuta le tecnocrazie

L’opposizione avrebbe dovuto per questo pronunciarsi subito con un No chiaro e netto e fare campagna a favore di questa scelta nel tentativo di spostare più voti possibili verso questa scelta.

Salvini, leader della cosiddetta opposizione di centrodestra, invece ha deciso di schierarsi per il Si, dichiarando che si potrà lavorare anche meglio con meno eletti.

Qualcuno ha fatto notare che il leader del Carroccio ha lasciato libertà di voto, ma questa non è di certo una sua generosa concessione, quanto una semplice evidenza che sarà possibile fino a quando sarà possibile esercitare liberamente questa facoltà.

Più semplicemente, l’elettore leghista che vuole votare No lo farà indipendentemente da ciò che dice Salvini.

Il compito di Salvini sarebbe stato quello di schierarsi contro il referendum e lottare fino all’ultimo voto per impedire che questo disastroso referendum passi.

Un’altra obiezione che viene fatta a questo proposito è quella che il leader della Lega non può fare retromarcia in nome della coerenza, dal momento che in Parlamento si è espresso a favore del taglio.

Ma perchè la coerenza viene chiamata in causa proprio ora, quando lo stesso Salvini lo scorso anno assicurava che il governo giallo-verde non sarebbe caduto, fino a quando non decise di farlo cadere proprio ad agosto dell’anno scorso sul bagnasciuga del Papeete?

E’ vero che questo punto è nel programma della Lega, ma è altrettanto vero che nel programma della Lega è anche enunciato chiaramente come obbiettivo il recupero della sovranità monetaria ed economica, dei propositi che ormai sembrano essere completamente tramontati da quando la Lega ha intrapreso la via del moderatismo.

Resta come obiezione quella che se Salvini si schierasse per il No, i media a quel punto darebbero vita ad una campagna contro di lui, accusandolo di essersi rimangiato il voto in Parlamento.

Ma se l’opposizione vuole definirsi tale ed andare realmente contro il sistema, non può certo aspettarsi il plauso dell’apparato mediatico che è gestito da quelle stesse persone che sono schierate a salvaguardia degli interessi tecnocratici in Italia.

Se gli interessi nazionali richiedono una scelta di coraggio e di sostegno al No al referendum, è in quella direzione che si deve andare.

Non si può solo sperare che il proprio elettorato e quello altrui votino No.

Si deve spingere sia i propri elettori sia quelli degli altri partiti verso quella scelta in nome di interessi comuni.

Ma è proprio questo che manca al Paese. Manca una visione del bene nazionale. Gli attuali partiti non sono altro che espressione di quel sistema di potere sovranazionale che domina l’Italia.

Nessuno ha il coraggio di uscire dal perimetro assegnatogli perchè nessuno vuole irritare quei poteri e vedersi pregiudicata così la sua carriera nei partiti dominati dalle oligarchie.

La differenza tra uno statista e un politico di ventura è tutta qui. Il primo non guarda alle contingenze politiche immediate, ma ha una visione del Paese che si staglia sui decenni. Non ha paura di prendere una decisione controcorrente oggi per assicurare meglio gli interessi nazionali domani.

Il secondo invece tira a campare e non fa un passo senza prima dare uno sguardo al sondaggio del lunedì sera.

Il primo era al servizio della nazione. Il secondo invece è al servizio delle élite e si rimette alla loro mercé.

Il Sì di Salvini dunque è un ennesimo enorme regalo al sistema, dopo i complici silenzi-assensi sulla dittatura sanitaria,  che potrebbe dare vita ad uno scenario ancora più agghiacciante.

Se infatti dovesse passare il Si, a quel punto si dovrebbero ridisegnare i collegi elettorali entro il termine di 60 giorni, previsto dalla Costituzione.

Di questi tempi, dove la legalità costituzionale è già saltata, non è affatto garantito che tale termine sia rispettato e i partiti potrebbero approfittarne per tirare a campare.

Se dovesse esserci un eventuale impasse istituzionale, il terreno già ampiamente favorevole preparato dalle élite per portare Draghi a palazzo Chigi sarebbe ancora più ideale.

A settembre, esploderà la coda della crisi economica scaturita dalle chiusure dei mesi scorsi e il Paese potrebbe trovarsi nel caos totale, tra proteste di piazza e probabili violenze.

A quel punto, quando la destabilizzazione socio-economica avrà raggiunto il suo culmine potrebbe affiancarsi ad essa quella istituzionale, e l’intero regime mediatico e partitico avrebbe gioco facile a chiedere l’ingresso in scena del “salvatore”, ovvero Mario Draghi.

Nei piani delle élite, Draghi è designato come colui che dovrà finire il lavoro iniziato nel 1992 e accompagnare l’Italia verso l’ultimo stadio del nuovo ordine mondiale, nel quale non esisterà più possibilità di dissenso e dove le differenze economiche saranno paragonabili a quelle di un Paese dell’America Latina.

Paradossalmente a favorire la realizzazione di questo terribile scenario potrebbe essere proprio Salvini, colui che sulla carta dovrebbe invece contrastarlo, anche se non è chiaro se questo è quello che vuole veramente il leader della Lega.

Era lui infatti a marzo a scrivere parole entusiaste dedicate a Mario Draghi, considerato autore di una presunta conversione al keynesismo che in realtà non è mai realmente esistita.

Ora Salvini ultimamente aveva parlato dell’eventualità di arrivare alle urne anticipate, ma se si schiera per il Si non è certo questa strada che propizierà.

Se si vuole dare un avviso di sfratto al governo, è fondamentale sostenere il No con tutte le proprie forze.

In caso contrario, le probabilità che passi il Si salgono ancora di più, perchè se davvero il 66% degli italiani vuole tagliare i deputati, è piuttosto probabile che lì dentro ci siano anche molti elettori leghisti che andrebbero invece convinti del contrario.

Se ci sarà il Si e non si arriverà ad una rapida ridisegnazione dei collegi, ci si avvicina ancora di più al 4 agosto 2021, la data oltre la quale Mattarella non potrà sciogliere le Camere perchè si entrerà nel semestre bianco.

Da quel momento, sarà praticamente finita e la legislatura arriverà quasi certamente alla sua scadenza naturale.

Il Paese si gioca tutto in questo lasso temporale, e nessuno sembra avere il coraggio di fare quello che andrebbe fatto.

Tutti sono troppo presi dal curare il proprio piccolo orticello. L’Italia continua a viaggiare senza guida alla disperata ricerca di statisti che ancora non si affacciano.

Forse per tornare a vederli, bisognerà attendere che questa mediocre classe di politici di ventura crolli definitivamente, e lasci il posto a qualcos’altro che possa portare l’Italia fuori da questo pantano.

La speranza è questa. Dopo un declino, c’è spesso una rinascita. L’Italia ha oggi come mai un disperato bisogno di rinascere.

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32 pensieri riguardo “Il Si al referendum consegnerà l’Italia alla troika di Mario Draghi

  • 31 Agosto 2020 in 11:26
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    Ho trovato acuta la sua sintesi
    ?…..ma non la soluzione …….votare per il danno minore !!!!!
    Sarei stato piuttosto proteso per una visione per il Bel Paese …….ridotto cmq ad un colabrodo ……..
    Venduto a prezzo di saldo e stracio ………e senza via di ritorno ……..stato d animo ” triste , angosciato”
    Per non dire delle ultima truffa “coronainculata

    Rispondi
  • 31 Agosto 2020 in 12:00
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    Le considerazioni dell’articolo a favore del ‘No’ al Referendum sono, senza ombra di dubbio, logiche e condivisibili, tuttavia anche quelle a favore del ‘Sì’ sono animate da valide motivazioni: impedire il tentativo clientelare di alcuni partiti di garantire la poltrona ai propri parlamentari ad esempio, oppure la considerazione che, salvare 345 parlamentari degli attuali 945, sono un argine ridicolo per arrestare l’avanzante dittatura globalista. Sarà sufficiente ‘comprare’ il consenso dei vari ‘capigruppo’ e ‘portavoce’ dei partiti affinché il resto della mandria si adegui, sia essa composta da 945 o 600 parlamentari. Che fare ? Neanche l’astensione, in questo caso, potrebbe essere una via di fuga perché, trattandosi di un Referendum confermativo sulle modifiche costituzionali, non c’è alcun limite di ‘quorum’. Ancora una volta, il popolo italiano viene consultato su un falso problema: il numero dei parlamentari. E, qualunque esso sia, ridotto o no, non cambierà il destino del nostro infelice Paese. Il problema vero è prendere coscienza di quale sia la nostra Patria: è l’Europa globalista a trazione germanica, oppure la Repubblica Italiana fondata sui valori della Costituzione del 1948 ? Valori che, è bene ricordarlo, vengono sistematicamente picconati per adeguarli alle direttive di Bruxelles. Ti senti Europeo oppure Italiano ? Rispondere a questa domanda significa che, l’ unico Referendum utile, veramente democratico e rispettoso della volontà dei cittadini è quello che risponde al quesito: Italexit Sì oppure Italexit No ? Se la maggioranza deciderà per il No, vorrà dire che, ad ogni elezione politica andremo a votare non per i nostri rappresentanti in Europa, ma per quelli che rappresenteranno l’Unione Europea in Italia.

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    • 1 Settembre 2020 in 9:42
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      Come dice la discussione sul numero dei parlamentari è un falso problema.
      Vorrei che mi sia evidenziata scientificamente una relazione tra numero e benessere della società/stato.
      Ovviamente è impossibile.
      Quindi il taglio non serve a quello per cui viene giustificato, allora serve ad altro

      Rispondi
    • 2 Settembre 2020 in 7:25
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      Finché non ci si rende conto che la rappresentanza è la base della democrazia, ci sarà sempre qualche mente che crede che risparmiare UN EURO per ogni avente diritto al voto, sia la battaglia del secolo!
      Aprite la MENTE: in una azienda, che avesse il consiglio di amministrazione, la riduzione del numero dei consiglieri è la strada perché l’amministratore non abbia qualcuno che gli possa metterei bastoni tra le ruote!

      Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 7:40
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    Se guardaste la Gazzetta Ufficiale n.240 del 12 ottobre 2019 vi rendereste conto che i 100 senatori erano nel referendum 2016 che portava molte altre variazioni costituzionali mentre l’attuale riduce solamente senato e camera, con questo non voglio dire che sia opportuno votare si o no ma semplicemente invito ad informarsi su come stiano realmente le cose per poi prendere decisioni consone.

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    • 1 Settembre 2020 in 8:06
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      Michele, ma questo non c’entra nulla con il fatto che il referendum del 20 settembre sul taglio dei parlamentari, se approvato, provocherà grossi danni.

      Rispondi
      • 1 Settembre 2020 in 9:12
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        Concordo sul fatto che non sia assolutamente positiva là eventuale vincita del si è riguardo ai 100 parlamentari e un mio refuso perché ho letto un post che parlava di ciò e linkava a questo articolo

        Rispondi
      • 1 Settembre 2020 in 11:58
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        Caro Cesare ti leggo e ti seguo volentieri, in quanto a mio parere fai molto bene informazione alternativa. Tuttavia sono convinta che a volte bisogna cercare un po’ di bello nel brutto e un po’ di brutto nel bello. Dai tuoi articoli traspare sempre la volontà di intuire e documentare con serietà ciò che sta avvenendo a livello mondiale e nazionale. Più che condivisibile per chi si fa due domande….ma in tutto questo non vedo un alternativa fattiva. Possiamo sperare nella vittoria di Trump a novembre, in una alleanza con Putin contro il deepstate, considerata la Cina come nemico attuale, ma tutte le nazioni ad oggi possono disertare scegliere di essere vittime o complici di un sistema consolidato.Mi auguro che Draghi non diventerà il prossimo presidente del consiglio, per tutte le ragioni che già sappiamo, in primis perché l Italia è nel mirino come imminente vittima. Il problema è la risposta, la speranza, la voglia di migliorare una situazione già alla frutta…come possiamo fare senza riferimenti politici di spessore e pro popolo, a creare una nuova civiltà che metta d accordo tutti. Si può votare No a questo referendum, ma l opposizione è schierata per il si, eccetto alcuni dissidenti. Dunque tutti unanimi…la vedo dura affinché vi sia uno spiraglio che possa cambiare le cose.
        Siamo nel labirinto, ogni uscita può apparentemente sembrare quella giusta, ma di fatto vi è solo una via che permette di uscirne. Ad oggi senza conoscenza e consapevolezza non sappiamo dove andare. Per cui ti ringrazio del tuo esemplare lavoro, ma se non arriviamo alle televisioni e ai giornaloni e cioè alla maggioranza della gente ,con l informazione che mette in evidenza le false notizie, il lavaggio del cervello dei più metterà in difficoltà chiunque la pensi diversamente.
        Solo la buona fede dei nostri pensieri potrà fare la differenza. Al riparo dei saccenti convinti che a volte bazzicano nel tuo sito, rispettando solo le proprie convinzioni, citano le lobby massoniche ma sono convinti che l esoterismo appartenga alle streghe del medioevo, o fanno dell antipatica personalizzazione a chi non é in linea con le loro elucubrazioni, scusa ma era dovuto…
        Grazie per il tuo lavoro, non è scontato l appello che ogni giorno ti prodighi a segnalare.

        Rispondi
        • 1 Settembre 2020 in 14:48
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          “Solo la buona fede dei nostri pensieri potrà fare la differenza. Al riparo dei saccenti convinti che a volte bazzicano nel tuo sito, rispettando solo le proprie convinzioni, citano le lobby massoniche ma sono convinti che l’esoterismo appartenga alle streghe del medioevo, o fanno dell’antipatica personalizzazione a chi non é in linea con le loro elucubrazioni, scusa ma era dovuto …”
          La massoneria impera ovunque sia nella Chiesa che altrove, gli stessi massoni praticano l’esoterismo … basti pensare alla sala nervi, poi tutti conoscono il castigo di babilonia nell’Apocalisse; tuttavia per quanto riguarda la Chiesa mi domando che fine farebbero milioni di cristiani praticanti se perdessero la fede … questo non significa che debbano vivere nella menzogna servendo pastori infedeli ma neanche che debbano passare dalla padella alla brace … la preghiera richiesta dalla Vergine Maria riguarda proprio la Chiesa e il mantenersi fedeli alla vera dottrina cristiana, riguarda la preghiera per i pastori affinché continuino a guidare correttamente i fedeli; ora personalmente non appartengo a quella cerchia di persone che pensano si possano salvare solo i cristiani, per me si salveranno spiritualmente in tutto il globo tutte quelle persone che anche se non hanno avuto la possibilità di conoscere il Signore sono pure di cuore e fanno e vogliono solo il vero bene proprio e degli altri, certamente il discorso cambia per chi conosce Dio e lo rifiuta, cambia per i falsi pastori e profeti che confondono le menti, cambia per chi vuole portare all’ateismo o addirittura al satanismo … chi afferma di conoscere le scienze esoteriche non può affermare che Dio non esiste altrimenti significa o che lavora per il nemico oppure che lo hanno già intortato ma lui/lei non possono ancora capirlo. Sono trascorsi secoli dai tempi delle streghe, da allora milioni di persone hanno fatto esperienza … chi pensa che i demoni li vedono solo i cristiani si sbaglia di grosso … gli altri non li vedono perché è nell’interesse del nemico nascondersi, anzi … tanti testi famosi esoterici portano al nemico, chi è nel bene cerca di avvisare, poi ognuno faccia quel che vuole e crede compreso il fatto di credere che i cristiani siano solo ingenui e ignoranti …

          Rispondi
          • 1 Settembre 2020 in 17:58
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            Non so Giuliana se hai ripreso alcune frasi del mio commento, perché ti sono parse poco opportune o semplicemente hai fatto un collegamento.
            Quello che dici è assolutamente condivisibile non esprimo giudizi sul credo intimo delle persone, ognuno è assolutamente libero di identificarsi o meno con quello che più rispecchia il proprio sentire.
            L importante è applicare la vecchia regola d oro non fare agli altri, quello che non vorresti che facessero a te.
            Basterebbe applicarla un pochino più spesso per essere tutti un pochino più sereni.
            E comunque la si voglia girare l attuale situazione è diventata precaria per tutti, possano dunque le preghiere di ognuno pronunciate con fede, in.qualsiasi direzione vadano essere accolte dal cielo, dalla terra e in armonia.
            Buona serata.

  • 1 Settembre 2020 in 10:02
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    Buongiorno,
    Premetto che, al momento, non è mia intenzione andare a votare, la vedo semplicemente come una presa per i fondelli.
    Se votare servisse a cambiare alcune cose, non ce lo farebbero fare, quindi…
    Salvini e Meloni si sono rivelati l’altra faccia della stessa medaglia, purtroppo.
    “Dopo un declino, c’è spesso una rinascita.”
    Lei è molto ottimista, Cesare!
    Comunque, vedo che dice “spesso”, non sempre, anche se nel ciclo degli avvenimenti quando si comincia a cadere i casi sono 2: o si cade all’infinito (poco probabile) o si trova un appiglio per risalire.

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 10:38
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    Indipendentemente dall’esito del referendum, a me pare che gli strozzini della finanza si stiano spartendo allegramente la torta senza intoppi, da anni. Dall’epoca di tangentopoli, il “deep state”, tramite mezze tacche vendute, sta cambiando gli Stati e la democrazia “da dentro”.
    Le privatizzazioni e la cessione di sovranità ad organi sovranazionali (cioè che della democrazia se ne fregano) sono avvenute con accordi in stanze chiuse. In Parlamento, non accede più nessuno che abbia cultura, unita ad onestà e determinazione. Solo ignoranti, cialtroni e mezz’uomini, in grado a malfatica di firmare il proprio nome. la battaglia dovrebbe essere ben altra che la difesa di poltrone, perchè se in Parlamento ci entrano solo portaborse, pochi o tanti saranno solo scalda sedie. Non è il numero che conta, ma la qualità.
    Riguardo l’arrivo di Draghi, come crede la si possa scampare, se sia il PD che il PD-L sono già pronti con cencetto e cera per lucidargli le scarpe?
    L’articolo comunque è eccellente, lo salverò in pdf.
    Grazie

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 11:08
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    magaldi-il-neo-piduista-di-maio-attua-il-piano-di-licio-gelli-con-il-taglio-dei-parlamentari-si-comprime-la-rappresentanza-democratica.html
    il partito trasversale
    Ho scritto su un blog censorio
    sapere è potere. Le persone non sanno e non hanno potere.
    sapere dà la consapevolezza di cosa si vuole e cosa fare per ottenerlo.
    Non sapere da solo insicurezza su cosa si vuole e cosa fare per ottenerlo.
    Il Tavistock è una realtà che inculca tramite primo, secondo, terzo e quarto potere il germe dell’insicurezza che è l’elaborato del non sapere.
    Eppure la realtà è sotto gli occhi di tutti ma a chi ha occhi il primo, il secondo il terzo e il quarto potere gli tagliano la lingua…
    detto questo, il sapere è anche condivisione (come la moneta è circolazione) e un sapere che è sotto gli occhi di tutti non circola (e i motivi sono senz’altro quelli di sopra… o altri ancora) non può dirsi affermata né la libertà di espressione e meno ancora la condivisione/circolazione.
    Bene sapere che è un vecchio progetto piduista e chi sopra loro (in ogni caso era già evidente a tutti che né Di Maio, né Renzi né altri a loro simili hanno, a mio avviso, intelligenza per concepire simili piani).
    In maniera semplice si tratta di “pecore” laddove dieci pecore (che puoi pure selezionare) sono più facili da controllare che cento (fosse già così – rectius 10 pecore- neanche ci sarebbe la timidissima “fronda” interna al m5s, timidissima anche per attaccamento alla poltrona)… non è un caso è una scelta del partito trasversale: M5s si allea con Renzi che col referendum del 04.12.2016 mirava allo stesso risultato (rectius: la camera soggetta al governo e 100 senatori scelti tra gli eletti nelle amministrazioni locali) e pure lui speculava sulla creduloneria del risparmio. Pure la lega è d’accordo e se si guarda bene anche l’alleato Berlusconi aveva mire di stravolgere la rappresentanza…
    La domanda è “che fare”? mettere in circolo e dare valore (come la moneta) alle idee e ai fatti, a tutte le idee e fatti eretici e indigesti al primo, secondo, terzo e quarto potere.
    Ripropongo quanto già scritto: nell’impossibilità la rivoluzione è nel credere, creare e lavorare per una nuova narrativa che fissi in maniera semplice e intelligibile i termini e la concretezza del conflitto.
    il partito trasversale II
    Aggiungo qui, sempre che siate interessati, l’ennesino parallelismo tra Di Maio e Renzi.
    su questa conta di pecore e pecorai il genio ultimo del sig. Di Maio dice che “chi non vota (la conta e/o la riduzione dei parlamentari) sceglie la poltrona” https://www.repubblica.it/politica/2019/10/06/news/taglio_parlamentari_m5s_fdi_governo_di_maio-237844047. Lo dice chi alla poltrona è attaccato col vinavil e anche in ciò è uguale all’altro zombie che diceva che il fronte del no al referendum è un’accozzaglia. https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&ei=lw6bXa2kCc7i6QThlY3ABQ&q=renzi+il+fronte+del+no+al+referendum+%C3%A8+un%27accozaglia&oq=renzi+il+fronte+del+no+al+referendum+%C3%A8+un%27accozaglia&gs_l=psy-ab.3…72174.78223..79210…0.0..0.598.3781.0j8j5j0j2j1……0….1..gws-wiz…….33i10.936Gh7aX-Io&ved=0ahUKEwjty4fb84nlAhVOcZoKHeFKA1gQ4dUDCAo&uact=5
    fino a quanto abuseranno della nostra pazienza… (Cicerone a Catilina)
    saluti

    Rispondi
  • 1 Settembre 2020 in 13:42
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    La penso in toto come Lei.
    E finchè ci saranno omuncoli venduti come questi, non avranno difficoltà alcuna a portare a termine l’agenda del Piano Kalergi.

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  • 1 Settembre 2020 in 17:19
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    Il 12 Nov. 1920,venne sottoscritto il Trattato di Rapallo che riconosceva Fiume come stato indipendente.
    L’indignazione sei Legionari Fiumani fu fortissima e la risposta piccata da parte loro si palesò attraverso l’azione di volo di Guido Keller.
    Il pilota italiano, il 14 Nov. 1920,salì sul suo velivolo e si diresse verso Roma. Dapprima lanciò delle rose sul Vaticano, quindi sul Quirinale con tanto di dedica alla Regina e successivamente sorvoló il palazzo del Parlamento, sopra di esso scaricó un pitale in ferro smaltato al cui manico erano legate un mazzo di carote ed un mazzo di rape.

    “Giunto a destinazione offro delle rose rosse per Frate Francesco, sul Quirinale lancio altre rose rosse alla Regina e al Popolo, in pegno di amore. Su Montecitorio scagliò invece un arnese di ferro smaltato, con uno striscione di stoffa rossa, delle rape legate al manico e un messaggio: “Guido Keller – Ala Azione nello splendore – dona al Parlamento e al Governo che si reggono da tempo con la menzogna e la paura, la tangibilità allegorica del Loro Valore. Roma, 14 del terzo mese della Reggenza.”

    A buon intenditor, poche parole.

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  • 1 Settembre 2020 in 22:10
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    Cara Giusi, seguo gli articoli di Sacchetti e i relativi commenti da tempo e ho ripreso la tua frase perché penso sia rivolta a “Filippo Scolari” e penso anche che tu abbia difeso la Sig.ra o Sig.na Iris perché non hai letto bene tutti i suoi commenti precedenti, altrimenti sono certa che avresti avuto da dire almeno prima anche con lei, questo se vogliamo parlare di applicare la vecchia regola d’oro … sai, a volte si possono offendere giudicare o ferire le persone senza bisogno di usare toni o parole dispregiative … e mi fermo qui. Sì la situazione è disastrosa, anch’io penso come molti altri che indipendentemente da chi sale e scende sul podio, chi tira le fila proseguirà finché non verrà fermato da qualcuno più in alto, insomma, non si sa più cosa desiderare per fermare tutto questo, io idee ne ho tante, legalissime ma non voglio dirle qui, però sono sola in questa lotta e sono imbranata coi social, se qualcuno ha voglia di partecipare lo dica. Intanto anch’io ti saluto e saluto tutti

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  • 2 Settembre 2020 in 17:17
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    “Verrà reciso l’ultimo fragile filo che lega questo Paese all’architettura costituzionale del 1948.” Tanto è sciocco quanto è sostenuto in questo articolo, che nella costituzione del 48 non si fa affatto cenno al numero dei parlamentari. Infatti questo numero è stato deciso nel 1963, pensa un pò….

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    • 2 Settembre 2020 in 21:25
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      Peccato che chi ha scritto questo commento, ignora che i costituenti avevano stabilito originariamente la proporzione di un deputato ogni 80mila abitanti. È la stessa persona che ignora cosa sono i tassi di cambio reali, perciò non mi sorprende.

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      • 2 Settembre 2020 in 22:29
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        Devo dedurne che la catastrofe della rappresentatività sia iniziata nel 63, visto che l’Italia all’epoca aveva 50 milioni di abitanti e oggi ne ha 60. Quindi già oggi siamo sopra gli 80.000 abitanti per deputato (numero del tutto arbitrario) scelti nel 1948, anzi, siamo a 95.000. Che facciamo, proponiamo di aumentare i deputati a 750 e i senatori a 375? Così avremmo più democrazia? Vogliamo ridere?

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        • 3 Settembre 2020 in 8:16
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          Lei ha detto che non c’era un criterio numerico, e già ha detto una cosa inesatta. L’assemblea decise di adottare un numero variabile all’inizio ma poi nel 1963 si decise di fissare il numero a 630 e 315. Ad ogni modo, la sua contestazione era relativa al fatto che il referendum non reciderebbe l’ultimo filo che la lega alla Costituzione, ed è errata, come le altre fatte. Il principio è semplice. I padri costituenti erano interessati a garantire un adeguato numero di rappresentanti. Non di certo a ridurlo. Ecco perchè il referendum rimuoverebbe l’ultimo principio che lega questo sistema a quello precedente.

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  • 2 Settembre 2020 in 17:20
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    “la deindustrializzazione provocata da un tasso di cambio reale troppo pesante per i fondamentali macroeconomici dell’Italia è stata devastante.” E’ evidente che qui non si hanno proprio i fondamentali. Il rapporto di cambio dell’Euro non fa altro che raffigurare esattamente la media dei sei mesi precedenti la sua introduzione, media alla quale si è arrivati dopo un percorso di decenni di assestamento delle varie valute. Il problema è che è comodo dare la colpa a qualcosa di esterno, anzichè, ad esempio, far notare che una nazione che elegge a suo rappresentante un signore che ha rubato un’azienda comprando giudici non può andare molto lontano.

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    • 2 Settembre 2020 in 21:19
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      Direi che I fondamentali mancano a chi ha scritto questo commento e che non sa nemmeno cosa sono i tassi di cambio reali, ovvero la differenza tra i livelli di inflazione. Suggerirei di studiare prima di dire sciocchezze in libertà.

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      • 2 Settembre 2020 in 22:23
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        Lei ha parlato di “tasso di cambio reale troppo pesante per i fondamentali”. Cosa intendeva? Che all’Italia si sarebbe dovuto lasciare la libertà di esportare senza limiti negli altri paesi europei e per di più ogni tanto anche la possibilità di svalutare? Sia serio.

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        • 3 Settembre 2020 in 8:09
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          All’Italia “si sarebbe dovuta lasciare la libertà di esportare”. Le se si sarebbe dovuta lasciare di fare i propri interessi senza agganciarsi ad una moneta costruita e pensata per la Germania. Ma vedo che lei scrive pensando agli interessi dei tedeschi e non a quelli dell’Italia. Sia serio lei.

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          • 3 Settembre 2020 in 10:56
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            Ok, mollo. Se lei non capisce che in un mondo ci sono anche gli interessi degli altri, di cui tener conto, e non solo i propri, le consiglio di maturare, che significa saper accettare anche le cose che non piacciono. Deve aver passato momenti molto brutti all’asilo e alle elementari, mi spiace.

          • 3 Settembre 2020 in 11:11
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            Molla perché non ha argomenti e continua a sparare sciocchezze in libertà. Per quello che riguarda asilo e elementari, lei parla della mia infanzia ma è evidente che sta pensando alla sua.

  • 2 Settembre 2020 in 17:21
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    Cara Giuliana, lasci perdere, chi parla di ” energie” ,recupero del “femminino divino ” ,luce contro oscurita’, per poi lasciarsi andare ad un turpiloquio da caserma da evidente fase anale genitale non superata, con tali manifestazioni da ampia descrizione di se stesso/a e del proprio ( barocco)status mentale.
    Infantilismo condito da fantasiosa megalomania sibillino favolistica.
    Quando poi, tali soggetti/e , che si dipingono come difensori della libera espressione, arrivano a chiedere al gestore del blog, interventi censori, allora il quadro di cio’ che sono e’ completato con tanto
    di cornice fatta di intolleranza , del resto che chi e’ megalomane sia anche intollerante ,e’ cosa conseguente della quale poco c’ e’ da meravigliarsi.
    Rifacendosi a certi canoni e tradizioni che amano citare a sproposito, mostrando di “conoscerli”
    assai poco potrei definirle
    Dei poveri repinche tirannitos pieni di un risibile senso di importanza personale.
    Dei vani vaticinatori del nagual inchiodati nel loro ipertrofico tonal.
    S ingordano di se stessi e del proprio senso d importanza
    Un ottimo pasto per i voladores.
    Come e’ logico che sia…..se glielo fai notare….. si offendono e trascendono ( nel senso di passare alle offese e al turpiloquio, non certo alla trascendenza che tanto amano sbandierare)
    Tanti cari saluti alle carol tiggs e alle florinda donner, denoantri,

    Salute e saluti anche a lei Giuliana.
    Ps. Non stia a prendere sul serio certe persone, gia’ sono in molti,troppi ,a farlo.

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  • 3 Settembre 2020 in 13:26
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    Articolo molto ben documentato, quello di Sacchetti. Molto buono anche questo provocatorio ma accorato intervento di
    Vittorio Sgarbi alla Camera contro quello che lui chiama “suicidio non assistito” del parlamento stesso, tenutosi nell’ottobre 2019. Il quale ricorda anche l’intimidazione del “voto palese”, voluto dai 5 stelle per meglio far passare la loro “riformetta” pro tecnocrazia:

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  • 7 Settembre 2020 in 8:30
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    Salve a tutti,
    tanti anni di attività politica e sindacale, condotta in rima persona, mi hanno condotto ad una visione pessimistica, ahimè, circa il trend della conduzione di questa Nazione, a partire dai livelli territoriali, fino a quello centrale e le considerazioni inevitabili non conducono ad ottimismi circa l’attuale situazione mondiale.
    Quello in parola è effettivamente un “falso problema”, peraltro rischioso per la democrazia. Ma in realtà mi sentirei ottimista a parlare di “democrazia” riferendomi a quella italiana, che lo è certamente sulla carta, ma che grazie ai politicanti che si susseguono da anni alla conduzione del Paese, non lo è di fatto, per loro convenienza; lo dimostra la mancanza di volontà di porre in essere una riforma elettorale che nessuno di loro vuole realmente. Cambia poi tanto se ci sono 1.000 o 500 o 200 parlamentari (enfatizzo il discorso) quando comunque tutti DEVONO rispondere alle politiche di partito? questo è uno dei principali nodi, sciolto il quale, probabilmente, una maggiore rappresentanza potrebbe consentire una maggiore rappresentatività del popolo.
    Nota positiva? Le discussioni che blog che sembrano “fuori dal potere costituito” (speriamo!!). Lasciano ben sperare che l’ignavia non regni sovrana tra gli Italiani… La migliore politica è quella svolta dalla “base”.
    Buona politica a voi tutti!

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  • 21 Settembre 2020 in 19:09
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    Sì hai ragione Cesare. Aggiungo: Salvini ha prima proposto il Governo nazionale con tutti poi ha proposto Draghi. Ha cambiato completamente linea politica. Perché? C’è da dire che è ricattato su 3 fronti: 49 milioni. Caso Russia Savoini. Processi pendenti per i migranti quando era al Viminale. La Magistratura ce l’ha per le palle e gli dice: se fai il bravo, no condanne e processi. Ma se non ubbidisci, ti ritrovi in prigione. Il Senato ha già votato l’autorizzazione a procedere e si è già detto che per la Legge Severino, Salvini decadrebbe anche da Senatore come già accaduto a Berlusconi in passato. Questi aspetti sono da considerare. Che ne pensa? Grazie mille.

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    • 21 Settembre 2020 in 20:54
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      Penso che Salvini non andrà in prigione per questi processi, tanto meno per quello sulla nave dei migranti. Mi sembrano più una mera sceneggiata per continuare a far credere che Salvini stia combattendo il sistema, quando in realtà lo sta preservando. Ad ogni modo, se non se la sente, può anche andarsene. Il Paese ha bisogno di altro.

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