La rivolta dei generali: il deep state è pronto a far fare a Trump la fine di Kennedy?

di Cesare Sacchetti

Qualcuno l’ha chiamata la “rivolta dei generali”. E’ quella che si sta consumando nelle ultime settimane a Washington, da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha esplicitamente avanzato la possibilità di ricorrere all’uso delle forze armate per placare le rivolte.

I moti degli Stati Uniti non assomigliano per nulla a innocue proteste pacifiche. Le devastazioni hanno provocato già gravi danni, e uomini delle forze dell’ordine hanno perduto la vita nel tentativo di porre un freno alle violenze.

E’ esattamente quanto accaduto all’ufficiale di polizia afroamericano, David Dorn, sul quale i media italiani non hanno detto praticamente nulla, troppo impegnati evidentemente nel processo di beatificazione del criminale pluricondannato George Floyd.

Ma gli alti ranghi militari degli Stati Uniti non si sono schierati con il loro comandate in capo.

Hanno preferito schierarsi dalla parte di chi sta mettendo a ferro e fuoco le strade americane.

Il primo a guidare la rivolta è stato il segretario alla Difesa, Mark Esper, che ha praticamente smentito il suo presidente in una dichiarazione nella quale si è dichiarato contrario all’uso dell’esercito per frenare le rivolte.



Trump non ha gradito troppo l’uscita del suo segretario che è stato prontamente convocato all’ufficio ovale per rispondere della sua posizione ostile.

Esper non ha mostrato un atteggiamento di aperta condanna nei confronti delle rivolte che stanno manifestando sempre di più il loro chiaro tentativo di destabilizzare il Paese per portare ad una fine non democratica della presidenza Trump.

I due gruppi in prima linea nei disordini sono sostanzialmente Antifa e Black Lives Matter, entrambi finanziati da George Soros. Il primo annunciò nel 2017 che era necessario dare vita ad una strategia antidemocratica per portare alla fine del “regime” di Donald Trump.

Una chiamata al golpe vera e propria che non venne pubblicata su uno dei volantini dei gruppi di estrema sinistra, ma sulle pagine del New York Times, uno dei quotidiani più celebri al mondo e probabilmente il più ostile a questa amministrazione presidenziale.

Questo sicuramente è un’importante conferma di come quanto stia accadendo fosse già stato in realtà preparato largamente in anticipo.

La morte di George Floyd, le cui circostanze restano da chiarire dal momento che il referto autoptico ha escluso l’omicidio, è stato il segnale atteso per scatenare il caos.

E il deep state, lo stato profondo di Washington dove si intrecciano inestricabilmente interessi industriali, militari e finanziari sta appoggiando questa strategia eversiva.




Esper non è rimasto isolato. Sono subito giunti in suo soccorso i massimi vertici militari delle istituzioni americane.

Il Capo di Stato maggiore, il generale Mark Milley, all’indomani della dichiarazione di Trump ha emesso una sorta di memorandum diretto agli alti vertici delle forze armate nei quali li esorta a ricordare il giuramento fatto di proteggere la Costituzione e “il diritto alla libertà di parola e alle riunioni pacifiche.”

La dichiarazione di Milley è sembrata un attacco al comandante in capo, dal momento che ha difatti dato una legittimazione politica alle rivolte definendole “pacifiche.”

Il dovere delle forze armate è quello di proteggere e di obbedire al loro comandante in capo, Donald Trump.

Gli alti ranghi militari sono giunti all’insubordinazione manifesta e si sono in teoria già macchiati di una condotta che potrebbe costargli la corte marziale.

Dopo il Capo di Stato maggiore, è arrivato un altro fendente contro il presidente scagliato direttamente dal precedessore di Esper, il generale Mattis, soprannominato “cane pazzo”.

I contrasti tra Mattis e Trump erano all’ordine del giorno. Il generale non sopportava la politica di disimpegno militare del suo comandante.

A portare alla rottura definitiva fu la decisione di Trump di ritirare il contingente militare in Siria. Il presidente fu costretto ad allontanare Mattis per il suo ostruzionismo.

Mattia scrisse una lettera al veleno contro di lui, accusandolo di favorire con questa decisione un potenziale ritorno dell’ISIS.

Il generale, sicuramente una delle espressioni più rappresentative del deep state militare, ha ovviamente capovolto nel suo atto d’accusa causa ed effetto.

L’ascesa dell’ISIS è stata possibile solo grazie al tentativo di rovesciare Assad e nel corso della lunga guerra civile siriana sono emerse chiare contiguità tra i terroristi islamici e le forze armate americane in Siria.

Ma il deep state non ha interesse a porre fine alle interminabili guerre scatenate da Washington dalla fine della seconda guerra mondiale.

Al contrario, deve continuare a destabilizzare e aggredire tutti coloro che si mettono sulla sua strada.

Chi si è opposto, è stato ucciso o rovesciato con un colpo di Stato, come già capitato a Salvador Allende o a Slobodan Milosevic.

La ragione è che le élite globaliste hanno assegnato agli Stati Uniti il ruolo di guardiano del nuovo ordine mondiale come scrisse chiaramente qualche tempo fa l’Economist, settimanale di proprietà di due famiglie tra le più influenti del comitato dei 300, gli Agnelli e i Rothschild.

Senza la potenza militare degli USA il piano rischia di naufragare definitivamente. Le élite hanno bisogno dell’America per poter arrivare al loro “sogno” di un governo unico mondiale.

E’ per questo che Trump rappresenta una minaccia mortale per questi poteri, probabilmente la più pericolosa in assoluto dai tempi di Kennedy nei primi anni’60.

Le analogie tra questa presidenza e quella del presidente democratico non sono trascurabili.

Kennedy ebbe scontri durissimi con il deep state dopo il fallito tentativo nel 1961 di invasione di Cuba naufragato sule sponde della baia dei Porci.

E’ rimasta celebre la fase del presidente di “fare in mille pezzi la CIA e di spargerla al vento”.

Il deep state non si arrese. Un anno dopo, nel 1962, il capo di Stato maggiore dell’epoca, il generale Lyman Lemnitzer, presentò al presidente un piano denominato “Operazione Northwood”.

Il piano prevedeva la realizzazione di attacchi terroristici contro obbiettivi civili americani, eseguiti presumibilmente attraverso il coordinamento delle agenzie di intelligence come la CIA.

In un secondo momento, sarebbe stato accusato Fidel Castro di aver concepito gli attentati fornendo così a Washington il pretesto per un’altra invasione.

E’ quella che nel gergo dell’intelligence si chiama “false flag”, la falsa bandiera che prevede anche la possibilità di auto-attentati tali da creare il casus belli necessario per poter attaccare un Paese nemico.

Gli alti vertici militari erano pertanto pronti ad attaccare il loro stesso Paese e ad uccidere americani innocenti. Una circostanza da ricordare a chi ricorre alla categoria del “complottismo” per descrivere una simile eventualità.

Ad ogni modo, Kennedy rifiutò il piano e licenziò Lemnitzer. Un anno dopo, a Dallas, il presidente veniva ucciso.

JFK rappresentava una minaccia per il ramo militare del deep state e per le grandi élite internazionali che non potevano permettersi che ci fosse un presidente ostile ai loro piani.

Quasi 60 anni dopo, alla Casa Bianca c’è un altro presidente che vuole separare gli Stati Uniti dal nuovo ordine mondiale.

E’ per questo che a Washington tra i vertici militari si respira aria di congiura.

E’ per questo che Trump rappresenta l’ultimo ostacolo sulla strada di questi poteri.

Se il presidente si dovesse aggiudicare un secondo mandato, riuscirebbe con ogni probabilità a realizzare il disimpegno definitivo della presenza militare USA nel mondo.

E le probabilità che Trump vinca sono alte, considerata la debole candidatura di Joe Biden.

Il deep state si è messo in moto. Le élite potrebbero essere pronte a porre fine alla presidenza Trump esattamente come fecero per la presidenza Kennedy.

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13 pensieri riguardo “La rivolta dei generali: il deep state è pronto a far fare a Trump la fine di Kennedy?

  • 18 Giugno 2020 in 16:41
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    Me lo chiedo anch’io, però credo anche che ammazzarlo ora sarebbe compiere un gesto da dementi certificati.
    Questi non sono più i tempi di Kennedy dove si potevano inventare che ad ammazzarlo fosse stato un tizio filo russo, se fanno fuori Trump anche quelli meno svegli ci mettono pochi minuti a capire che se lo volevano morto è perché era davvero pericoloso per il sistema, e si darebbero una delle tante zappate sui piedi collezionate negli ultimi mesi.
    È che quelli si sentono proprio franare la terra sotto ai piedi (e questo è niente, il meglio arriva tra qualche mese), e quindi si, potrebbero tentare l’ultimissima carta della folle disperazione, in questo modo scoperchiando completamente tutta la merda del loro putrido vaso di Pandora una volta per tutte. E confermando così chi sono e cosa vogliono da sempre.

    Non so quanto gli convenga rendere Trump un martire agli occhi di milioni e milioni di persone, ma ripeto ormai sono alla frutta e hanno una fretta indiavolata, ma Trump lo ripeto, è iper protetto dentro e fuori degli Stati Uniti e non è il pazzo che ama far credere di essere, tutt’altro.

    Secondo me dorme dentro ad un arsenale atomico 😄

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    • 18 Giugno 2020 in 16:49
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      Considera che nel 2001 hanno detto al mondo che un gruppo di tizi dall’interno di una grotta in Afghanistan avrebbe pianificato l’11 settembre.

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      • 18 Giugno 2020 in 17:04
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        Si, vero ma hai visto anche tu quante cose sono cambiate dal 2001 ad oggi.

        Tanta gente si è svegliata proprio grazie a quelle menzogne, sono stati aperti migliaia di blog e canali Youtube che prima non esistevano e che da allora fanno contro informazione, te incluso.

        Se poi speriamo nelle masse figuriamoci, basta la massa critica a fare la differenza, anzi ne basta uno (Trump, appunto).

        Sa perfettamente di non poter fare alcun passo falso, e scemo non è.

        Rispondi
  • 18 Giugno 2020 in 16:53
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    Si
    Sarà rieletto
    Secondo il volere di Dio.

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    • 19 Giugno 2020 in 15:07
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      L’articolo presenta informazioni alterate e incorrette sia sulla violenza delle proteste( eccetto che i primissimi giorni dopo la morte di Floyd si solo svolte in modo pacifico – oggi assisto alla quasi totale assenza della polizia perché considerata non necessaria ( esperienza di prima mano ) , gli episodi più violento so some verificati dove altri incidenti di omicidi da parte della polizia sono accaduti dopo la morte di Floyd e nonostante le proteste . I vertici militari si sono distanziati dalle posizioni di Trump per non creare un incidente dipolomatico, alla luce della sfiducia mostrate da parte dei cittadini americani in seguito alle risposte alle proteste degli anni 70. Sebbene io sia d’accordo con la considerazione che esiste un deep state e Trump e’ solo una pedina nel gioco dei veri poteri( nazionali e internazionali). Volevo anche aggiungere che chiamare la risposta indignata all’uccisione a sangue freddo di un essere umano soffocato a morte da un poliziotto razzista( mentre gli altri lo stavano a guardare) “ beatificazione di un criminale pluricondannato” e’ la stasera retorica di chi risponde all’assassinio – senza alcuna conseguenza legale – o incarcerazione di massa di minorità specialmente afroamericane dicendo “ white lives matter” nel paese del “white priviledge” dove il concerto di schiavismo e’ stato sublimato, ma mai superato . Il poliziotto di colore ucciso menzionato dall’articolo e’ una goccia nell’oceano, invece l’uccisione delle vite innocenti dei civili e’ all’ordine del giorno- altri 6 ne sono morti dall’omicidio di Floyd a oggi- e vogliamo dimenticare i numeri e mettere tutti sullo stesso piano ?? Questa è’ l’Amerikkka. Anche dichiarare George Solos il proprietario di “ Black Lives Matter” e’ palesemente falso. Soros appoggia il movimento , come molti altri , ma questo è quanto . Il movimento si è formato spontaneamente dopo l’uccisione da parte della polizia di Trayvon Martin nel 2013, I fondatori ufficiali sono Opal Tometi, Patrisse Cullors, and Alicia Garza. Black Lives Matter e’ sempre stato un movimento orizzontale e decentralizzato , come le black panthers , con la differenza che esclude ogni azione non pacifica . Associare Black Lives Matter con la chiamata per un colpo di stato da parte dell’estrema sinistra e’ non solo inaccurato, ma un errore grossolano che riduce un movimento di massa spontaneo alla pedina di forze di governo che vogliono eliminare Trump. Questa considerazione è non soltanto inaccurate , ma palesemente erronea e sembra essere sono uno sforzo da parte di una “ cospiracy theory che punta a minimizzare gli sforzi dei manifestanti e annacquare l’impatto di questo momento storico che potrebbe rappresentare una svolta nella risoluzione dei conflitti razziali all’interno della società americana .

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      • 19 Giugno 2020 in 15:23
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        Di alterato e non corretto c’è solo questo commento lungo e pasticciato. Intanto Soros ha dato 30 milioni di dollari a Black Lives Matter, quindi non lo definirei “uno dei tanti.” Se non ci fossero stati i soldi dei grandi capitali industriali e finanziari, non sarebbe mai nato. Altro che “nascita spontanea.” Parlare di “privilegio bianco” è veramente risibile proprio perché è la classe media bianca la vera sconfitta della globalizzazione negli USA. Black Lives Matter non c’entra un accidente con le Black panthers. BLM è un movimento molto vicino alla comunità LGBT e non rappresenta affatto la maggioranza dei sentimenti degli afroamericani. Sono stati questi movimenti a proporre una rimozione violenta di Trump dalla Casa Bianca pertanto ridurre il tutto a una dimamica razziale vuol dire non aver capito, o far finta di non aver capito, cosa sta accadendo negli USA.

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      • 19 Giugno 2020 in 16:50
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        Palese esempio di come l’ideologia di sinistra oltranzista, globalista, immigrazionista, LGBT offuschi completamente il pensiero critico.

        Poveri neri con le Nike ultimo modello ai piedi, sennò che rivoluzione cool è?
        Nike omaggiate dalla casa of course!
        E Soros dove li manderà in vacanza per il buon lavoro svolto? A Capri a cantare -male- O sole mio stavolta?

        Ripeto, ma come siete messi?

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      • 20 Giugno 2020 in 1:24
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        Cara signora vorrei farle notare che nei USA ogni anno ci sono + o – 900.000 di omicidi, stupri, rapine, aggressioni varie da parte dei negri contro i bianchi, se invece guardiamo la stessa cosa da parte dei bianchi verso i negri i numeri si fermano intorno a 60.000 ma lei naturalmente non ha questa di “esperienza di prima mano”.
        Morti ammazzati da parte della polizia sono intorno a 1000 al anno di cui 550-600 BIANCHI 250-300 negri e il resto i latini, sono sicuro che non ha nemmeno questa di “esperienza di prima mano”, non solo, ma non ha mai nemmeno sentito una sola parola sui tg nostrani perche i bianchi ammazzati sia dai negri sia dalla polizia non sono mai nominati perche non fa notizia.
        Coppia.incolla dal suo commento: “ white lives matter” , Black Lives Matter , la vita bianca in minuscolo mentre quella negra in maiuscolo, questo si chiama razzismo inverso, tipico dei sorosiani o troll qualunque.
        Ultima considerazione, se le piacciano cosi tanto i negri, vada in Africa non ci rompa i cosiddetti con il suo perbenismo peloso.

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  • 18 Giugno 2020 in 17:46
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    E’ importante che chi, come noi, ha capito, faccia la sua parte fino in fondo. Enjoy the show.

    Rispondi
  • 18 Giugno 2020 in 20:49
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    Non credo che vogliano ritrovarsi con un cadavere fra i piedi.
    Del resto, il Nuovo Ordine Mondiale esiste già e stanno lavorando alacremente per perfezionarlo.
    Le masse lo hanno accolto con entusiasmo ovunque. E l’entusiasmo è destinato ad aumentare.
    Nessun stupore. Forse che le masse sono piene di Fede, Speranza e Carità?
    Noi siamo in pochi e non possiamo ribaltare la situazione.
    Solo Dio può farlo con un miracolo.
    Che il Sacro Cuore di Gesù ci doni la serenità nella sventura!
    Oremus invicem.

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    • 19 Giugno 2020 in 2:42
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      Tu dunque pensi che il nuovo ordine mondiale vincerà? Dove lo vedi ?

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  • 18 Giugno 2020 in 21:45
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    un’umile opinione:Penso che purtroppo, troppa gente pur patendo tremendamente l’epidemia, le molte misure sbagliate, ed antidemocratiche se non colpevoli per contenerla, non ultime le conseguenze economiche che non hanno ancora esplicato tutta la loro potenza devastatrice, rimanga ancora ipnotizzata dalle insulsaggini degli suqallidi soggetti bollinati blu tipo Mentana,Gruber & C. . Pochi sono semisvegli, e questi poprio in virtu di occhi semichiusi credono ancora nella lega di Salvini che Nessuna posizione esprime su 5g e vaccini temi estremamente delicati e nessuna soilidarietà esplicita ha sin’ora espresso a Sara Cunial e Sgarbi ed alle loro sane denuncie lasciandoli esposti a vili attacchi di ogni tipo. Per non parlare della Meloni che in TV ancora pochi mesi fa ha affermato l’idiozia che Debito pubblico è vivere al disopra delle proprie possibilità. Se e quando potremo votare, e vinceranno questi ultimi, scommetterei che nulla modificheranno delle misure Liberticide ereditate da PD e 5*- Spero nell’imponderabile-

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    • 19 Giugno 2020 in 10:39
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      Non posso che darti ragione in pieno.

      Salvini e la Meloni sono della stessa cricca di tutti gli altri, alla fine prendono tutti ordini dagli stessi del Deep state americano, quindi non faranno mai alcuna opposizione.
      Sono tutti burattini pagati per portare fino allo stremo il teatrino illusorio che va avanti da sempre.
      Il debito pubblico è una cagata pazzesca e colossale, una delle menzogne più grandi contro determinati stati europei mentre il Quarto Reich, cioè la Germania usa e abusa dei soldi della BCE e della Deutsche Bank come niente fosse, quando è l’Italia ad avere il più alto avanzo primario in assoluto, ma a tutti conviene portare avanti la pagliacciata che gli italiani amino sperperare e vivere da nababbi non potendoselo permettere. Potremmo permetterci altro che MES se non avessimo dei patetici fantocci senza personalità, patriottismo e anima dentro al Parlamento.
      E meno male che la Germania non doveva più alzare la cresta dopo due guerre mondiali perse!

      Malvezzi d’altronde lo dice chiaro da anni, ma lui, Borghi, Bagnai e Rinaldi sono stati infilati nella Lega solo per dar lustro a quattro peracottari da discoteca capitanati da un magna salame e ciliegie. Nessuno li ascolterà mai.

      Questo cadavere puzzolente chiamato Unione Europea deve cadere o sarà fatta cadere a forza, perché presto non ci saranno più soldi, ben 500.000 famiglie aspettano ancora la cassa integrazione e sono quattro spiccioli poi, e la gente quando ha fame diventa giustamente pericolosa.

      L’intero Parlamento va ripulito da questa feccia, onestamente non ci farei restare nemmeno chi come la Cunial e gli altri si sono lasciati intortare dai 5 stelle; ci vuole gente davvero sveglia, seria e incorruttibile a governare d’ora in poi, quindi si, ci tocca sperare nell’imponderabile.

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