La Bce pronta a denunciare la Germania: l’euro sta per crollare definitivamente?

di Cesare Sacchetti

Lo scenario al quale si sta preparando la Bce è quello peggiore in assoluto che potrebbe portare ad una probabile rottura definitiva dell’eurozona.

L’istituto di Francoforte, secondo la Reuters, starebbe infatti già pensando ad un piano di emergenza che vedrebbe la Bundesbank, la banca centrale tedesca, non partecipare più al QE, il piano di acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi dell’euro.

In questo caso, la Bce sarebbe poi pronta a portare Berlino davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea per violazione dei trattati europei.

Per capire per quale motivo si sia giunti a questo scenario di scontro aperto tra Berlino e Bruxelles, occorre ripartire inevitabilmente dalla sentenza della corte costituzionale tedesca, di cui si era già parlato in precedenza.

Sostanzialmente, i togati della Corte di Karlsruhe hanno stabilito che il QE non può andare avanti a meno che non si dimostri la sua effettiva proporzionalità rispetto agli scopi originari per i quali fu lanciato.

Per la corte, il programma di acquisto dei titoli ha superato ampiamente lo scopo iniziale, tramutandosi in uno strumento di politica economica piuttosto che in uno di politica monetaria come avrebbe dovuto essere sin dal principio.



A questo punto, i togati hanno stabilito in pratica che la Bundesbank non può più andare avanti a queste condizioni e hanno imposto un termine ultimo di 90 giorni, superato il quale, la banca centrale tedesca potrebbe ritirarsi definitivamente dal QE.

La corte si pronunciò così a questo proposito.

La Bundesbank potrebbe non partecipare ulteriormente all’attuazione e all’esecuzione delle decisioni della Bce, a meno che il consiglio direttivo della Bce adotti una nuova decisione che dimostri in una maniera comprensibile e sostanziata che gli obbiettivi di politica monetaria perseguiti dall’acquisto di titoli del debito pubblico non siano sproporzionati rispetto agli effetti fiscali e di politica economica del programma.”

Gli effetti della sentenza sono stati pari a quelli di un terremoto aprendo alla possibilità concreta di una fine della partecipazione della Germania all’acquisto dei titoli.

L’uscita della Bundesbank farebbe crollare l’euro

A Francoforte quindi avrebbero approntato un piano per sopperire alla mancata partecipazione della Bundesbank al QE, imponendo alle altre banche centrali dell’eurozona di acquistare i titoli tedeschi.

Il principio alla base dell’acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi dell’euro è stato quello dell’acquisto per quota parte. I titoli sono stati acquistati dalla Bce in base alle quote detenute dalle singole banche centrali che partecipano all’azionariato dell’istituto di Francoforte.




La Bundesbank, la banca centrale tedesca, è il primo azionista della Bce, e la Bce quindi ha comprato in proporzione maggiori i titoli del debito pubblico tedeschi, ovvero i bund.

Se la Germania esce da questo schema, è praticamente impossibile che il programma di acquisto dei titoli del debito dei Paesi dell’eurozona possa andare avanti.

I bund tedeschi servono da riferimento per tutti gli altri. Il famigerato spread si basa sul differenziale di rendimento tra i titoli tedeschi e tutti gli altri dell’eurozona.

Se si tolgono questi, è impensabile che il programma possa andare avanti perchè verrebbe meno il parametro di riferimento principale al quale fanno riferimento tutti gli altri titoli di Stato dei Paesi appartenenti alla moneta unica.

L’intera struttura crollerebbe su sè stessa perchè verrebbe meno la partecipazione del suo pilastro principale.

Senza la Germania, questa già pericolante struttura non può semplicemente sussistere.

La Bce quindi sarebbe già pronta a denunciare la Germania davanti alla Corte di Giustizia UE per poterla eventualmente costringere di nuovo a rientrare nel programma.

Ed è una possibilità quanto mai concreta. La stessa Ursula von Der Leyen, rispondendo ad una lettera dell’eurodeputato Sven Giegold, aveva fatto capire che si stava considerando apertamente questa ipotesi.

Anche la Commissione europea sarebbe pronta a portare Berlino davanti ai giudici comunitari per la sentenza della corte costituzionale tedesca.

La Germania non ha più interesse a tenere in vita l’euro

A questo punto, è del tutto evidente che l’idillio tra l’UE e la Germania sembra giunto al termine.

Lo scontro va avanti da tempo e si basa tutto su un semplice assunto. Le élite mercantiliste tedesche che hanno voluto l’euro non sono disposte a riformare la moneta unica e a trasferire gli enormi avanzi commerciali accumulati in questi anni al Sud Europa.

La Germania ha voluto l’euro perchè questo è stato pensato espressamente per aumentare enormemente le esportazioni del Paese.

Il cambio artificialmente svalutato dell’euro ha consentito all’industria tedesca di fare un enorme balzo in avanti a discapito soprattutto dell’Italia che di converso ha visto affossare la sua industria per un cambio troppo pesante.

Se si cambia questa struttura e si va verso una unione monetaria fondata sui trasferimenti di fiscalità da Nord (Germania) a Sud (Italia e Grecia), le élite mercantiliste tedesche non hanno sostanzialmente più interesse a che resti in vita.

E’ questo lo scontro durissimo che si sta combattendo nel cuore dell’Europa. Da un lato, ci sono le élite di Bruxelles che vorrebbero riformare l’eurozona per approdare verso gli Stati Uniti d’Europa.

Dall’altro, c’è la Germania che ha sfruttato al massimo il beneficio artificiale conquistato grazie alla moneta unica e sarebbe quindi pronta anche a staccare la spina.

Il paradosso quindi è il seguente. I falchi tedeschi che sono stati i più agguerriti difensori dell’euro fino a poco tempo fa, sono gli stessi che oggi mettono seriamente a rischio la sopravvivenza di questa moneta.

La crisi da coronavirus non sta solo portando all’instaurazione di una società totalitaria. Le élite europee vogliono servirsi di questa crisi per sostituire l’UE guidata dai falchi tedeschi con gli Stati Uniti d’Europa che significherebbero la definitiva fine della sovranità degli stati nazionali, compresa quella della Germania.

La Germania, che ha vinto la partita truccando le regole, potrebbe quindi essere l’ultima speranza per porre fine all’euro e impedire la nascita di questa entità sovranazionale ancora più potente e antidemocratica della stessa UE.

La partita tra Berlino e Bruxelles deciderà il destino dell’Europa. Le residue speranze di chi vuole tornare ad un’Europa democratica fondata sul primato della nazioni sono incredibilmente assegnate ai falchi tedeschi.

Il Paese che ha voluto la nascita dell’euro è l’unico oggi che può farlo morire.

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7 pensieri riguardo “La Bce pronta a denunciare la Germania: l’euro sta per crollare definitivamente?

  • 28 Maggio 2020 in 0:28
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    È di ieri sul Sussidiario l’analisi del prof. A mangia della sentenza della CC tedesca.
    Condivisibile o no lui divide le reazioni, per il sovranazionale, tra commissione e BCE…
    Per quanto riguarda invece la Germania dice che la sentenza della CC è stata concordata col governo. https://www.ilsussidiario.net/news/germania-contro-bce-leuro-fragile-si-salva-per-ora-solo-grazie-a-draghi/2028018/. Io di mio dico, e per quello è documentato, che la CC Italiana è un organo politico e lo stesso ho pensato della CC tedesca nata allo stesso modo per volere USA vincitore della II GM.
    Per cui credo che sia molto più probabile che ciò che succederà darà prova, come scrivi, «Il Paese che ha voluto la nascita dell’euro è l’unico oggi che può farlo morire». Ma in più, in caso di morte, certificherà che gli equilibri post II GM sono morti in quanto il mercantilismo tedesco è sovrannazionale e globalista e non necessita più del € e EU (che è stato “riserva di caccia” mentre ora è “fardello”) per competere nel mercato globale.

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  • 28 Maggio 2020 in 6:35
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    Ciao sappiamo già c’è finirà. L’euro è troppo importante per la Germania. Quindi la Bundesbank troverà una scusa bevibile per giustificare il QE fatto, la corte costituzionale si berrà questa spiegazione e il programma continuerà.

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  • 28 Maggio 2020 in 8:19
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    intanto in Italia brindano ai 150 miliardi di euro che ci avrebbe promesso la Von Der Leyen: illusi, innanzitutto sono solo promesse, poi ce li faranno, se mai ce li dessero, sputare col sangue…

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  • 28 Maggio 2020 in 11:08
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    Non ho parole solo tanta arrabbia che nostri politici non ci presentano per niente pensano solo alloro interessi

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    • 28 Maggio 2020 in 11:20
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      Pamela, il ministero ha allegato il link originale dell’ECDC. Lì trovi le infezioni citate.

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  • 28 Maggio 2020 in 16:02
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    Lo scenario prospettato – uscita della BundesBank dal programma di QE (acquisto di titoli del debito pubblico nazionale), quindi abbandono della Germania dall’euro prima, e dall’UE dopo – è teoricamente possibile, ma di fatto è già scartato da molti. Il collasso dell’intera economia europea sarebbe di tali, da creare il caos degli assetti geopolitici mondiali. “E’ bene ricordare che se c’è un Paese che ha avuto più benefici degli altri dal Quantitative Easing e dagli altri meccanismi di acquisto titoli promossi dalla Bce questo è proprio la Germania”, cioè è un interesse primario tedesco evitare qualsiasi divorzio Germania-UE (fonte: https://it.insideover.com/economia/la-bce-pronta-a-reagire-in-caso-di-addio-di-bundesbank.html). Un saluto da Gotham, il Pinguino.

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  • 28 Maggio 2020 in 17:48
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    Anche i tempi dell’Europa sono , volutamente
    , troppo lunghi . Aspettiamo con la fame gli ” aiuti ” , e quando arriveranno saremo gia morti .

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