Il coronavirus è un’arma batteriologica rubata dalla Cina?

di Cesare Sacchetti

Il contagio del misterioso coronavirus di Wuhan non sarebbe avvenuto a causa della vendita di pipistrelli o serpenti vivi nel mercato di Huanan.

Secondo la ricostruzione fornita dalla rivista di geopolitica Great Game India, il letale patogeno cinese sarebbe stato trafugato da scienziati cinesi in un laboratorio del Canada, l’LMN, il Laboratorio di Microbiologia Nazionale del Winnipeg, per poi essere spedito proprio al laboratorio di virologia di Wuhan, la città da dove è scaturita l’epidemia.

L’inquietante ipotesi darebbe una luce completamente diversa al caso dell’epidemia di Wuhan, ma per comprendere meglio cos’è accaduto occorre fare un passo indietro.

Il caso di coronavirus del paziente saudita

Nel giugno del 2012, un 60enne viene ricoverato ad un ospedale privato di Gedda, in Arabia Saudita, manifestando sintomi come fiato corto, febbre e forte tosse. L’uomo non aveva manifestato precedenti problemi respiratori nè tantomeno questi sintomi erano attribuibili ad una sua dipendenza dal fumo, dal momento che non è un fumatore.

Il dottor Ali Mohamed Zaki che ha in cura l’uomo, dà il via ad una serie di analisi di laboratorio per comprendere quale tipo di patologia avesse contratto l’uomo, e trova nei suoi polmoni un virus sconosciuto della famiglia dei coronavirus.



Il virologo egiziano per capire a quale agente patogeno appartenga il virus si rivolge al suo collega olandese, Ron Fouchier, del centro medico Erasmus di Rotterdam, al quale invia il campione del coronavirus trovato nei polmoni del 60enne saudita.

Il professor Fouchier, attraverso la tecnica di reazione a catena della polimerasi, risale alle caratteristiche distintive del coronavirus cinese e comunica i risultati della sua analisi al collega egiziano.

Questo campione di coronavirus compie successivamente un ulteriore trasferimento. Viene infatti inviato nel maggio del 2013 dal virologo olandese al professor Frank Plummer, direttore dell’LMN in Canada.

Gli scienziati cinesi hanno rubato il coronavirus dal Canada?

Il centro diretto dal professor Plummer è uno dei laboratori più altamente specializzati del Nord America nell’analisi dei più letali agenti patogeni conosciuti, tra i quali l’Ebola, la SARS e lo stesso coronavirus.

E’ in questo avanzato centro di ricerca canadese che lavorano dei prestigiosi virologi cinesi di fama internazionale.

Tra questi, c’è la dottoressa Xiangguo Qiu, che dal 2006 compie sofisticate ricerche sui campioni di virus presenti nel laboratorio del Winnipeg, assieme a suo marito, il dottor Keding Cheng, già studioso nel campo della batteriologia poi passato successivamente al settore di ricerca della moglie, ovvero la virologia.




La dottoressa vanta un curriculum di altissimi studi accademici. Formatasi all’università di Hebei nel 1985, ha poi proseguito i suoi studi in Canada nel 1996 per poi proseguire le sue ricerche e studi nel qualificato centro di virologia canadese del Winnipeg.

                           La dottoressa Xiangguo Qiu con suo marito, il dottor Keding Cheng

L’LMN è difatti considerato all’avanguardia proprio nello studio dei coronavirus, sui quali la virologa cinese stava realizzando ricerche già dal 2014.

A marzo del 2019, diversi campioni dei più noti letali virus per l’uomo, escono dal laboratorio canadese e vengono spediti proprio in Cina, già sotto accusa per i suoi programmi illegali di sviluppo di armi batteriologiche.

Il Canada ha ufficialmente negato che il trasferimento di questi agenti patogeni sia avvenuto per favorire in qualche modo le ricerche top secret dei cinesi sulle guerre batteriologiche, ma diversi esperti hanno sollevato dubbi a questo proposito.

Dany Shoham, esperto di guerre chimiche e batteriologiche dell’università Bar-Ilan, non ha esitato a definire le attività cinesi “altamente sospette per le loro ricerche su come utilizzare questi virus come armi batteriologiche.”

La stessa preoccupazione è stata manifestata da James Giordano, professore di neurologia all’università di Georgetown e anche lui esperto nel settore della guerra batteriologica per il commando per le operazioni speciali degli Stati Uniti.

Nonostante le smentite ufficiali del Canada, a luglio del 2019 accade qualcosa di irrituale. I permessi di ingresso al laboratorio canadese della dottoressa Xiangguo Qiu, di suo marito e degli altri membri del suo gruppo di ricerca vengono revocati e tutti gli scienziati vengono portati fuori dall’edificio.

Cosa è accaduto? Secondo la ricostruzione fornita da Great Game India, la dottoressa e il suo gruppo sarebbero stati allontanati dall’LMN per le loro attività di spionaggio batteriologico.

Le autorità canadesi hanno aperto un’inchiesta al riguardo, ma si sono rifiutate di fornire ulteriori dettagli.

La virologa cinese non sarebbe quindi stata una semplice scienziata interessata agli studi sul coronavirus, ma qualcosa di peggio.



La dottoressa sarebbe stata un’agente del governo cinese con il compito di trasferire in Cina i campioni dei virus che stava studiando, i quali a loro volta avrebbero dovuto essere studiati per un loro potenziale utilizzo come armi chimiche.

I viaggi della dottoressa Xiangguo Qiu al laboratorio di Wuhan

La virologa cinese, sotto accusa per aver trafugato illegalmente il coronavirus, ha compiuto ben 5 viaggi durante l’anno accademico 2017-2018 al laboratorio per la sicurezza biologica di Wuhan.

Il laboratorio in questione si trova presso l’istituto di virologia di Wuhan, nel quale si starebbe sviluppando il programma cinese per la guerra batteriologica.

Questo centro si trova a soli 31 km distanza dal mercato degli animali vivi di Huanan, dal quale poi è partita l’epidemia del coronavirus.

                                      La distanza tra l’Istituto di Virologia di Wuhan e il mercato di Huanan

Semplici coincidenze? E’ difficile dirlo, ma i sospetti che il governo cinese abbia avuto un qualche ruolo in questa nuova epidemia aumentano.

Una nuova micidiale arma batteriologica potrebbe essere stata rilasciata da un laboratorio militare cinese, e c’è già chi pensa che sia stata più di una banale svista.

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4 pensieri riguardo “Il coronavirus è un’arma batteriologica rubata dalla Cina?

  • 16 Febbraio 2020 in 15:41
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    E quindi i cinesi avrebbero rubato un virus, e l’avrebbero modificato in laboratorio per uccidere… i cinesi? Eh si, perche il 2019-nCoV si lega al recettore ACE2 – enzima di conversione dell’angiotensina 2. Gli asiatici ne hanno mediamente più del doppio dei caucasici. Difficileche i ricercatori conesi non lo sapessero…
    Un po’ strano, vero? A meno di non intenderla come una nuova politica di controllo della popolazione…

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  • 8 Marzo 2020 in 21:21
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    E’ una vergogna. I cinesi esportano continuamente materiali tossici, di ogni genere; sono un popolo di assassini, che oggi, con la ricerca , per la traduzione del virus, in arma batteriologica, hanno cercato di creare un’arma batteriologica capace di uccidere tutta l’umanità. Che la Cina sia messa al bando e che tutti nel mondo si allontanino dalla Cina, ricostruendo un rapporto con il resto del mondo, sereno e positivo.Basta essere dei cinadipendenti; siamo in grado di sopravvivere, commercialmente, finanziariamente, anche senza la Cina. Che la Cina paghi per quello che ha creato, perchè ciò vuol dire che vivono con l’unico scopo di annientare l’umanità, per essere e restare i soli padroni della terra.

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  • 21 Marzo 2020 in 22:00
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    Vorrei dire, che piu logics mi sembra la teoria Di in vaccino fall I to, e anchor piu terrificante il gioco di capitalisti, tipo Bill Gates, per arricchirsi in faccia ai popoli del mondo, quello che non sanno e che quando giocano a fare gli Dei pagheranno il dazio! Sicuramente! Oggi e il 21 Marzo 2020, e il Covid19 è ormai pandemia!!!

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