Bill Gates sapeva già della pandemia del coronavirus

di Cesare Sacchetti

Per qualcuno l’arrivo di un nuovo misterioso letale virus della famiglia dei coronavirus non è stato affatto inaspettato.

Eric Toner, scienziato del Johns Hopkins Center per la sicurezza della salute, aveva infatti elaborato uno studio già 3 mesi fa dove si prevedeva la diffusione di questo tipo di virus su larga scala.

La simulazione elaborata da Toner per il World Economic Forum e per la fondazione di Bill Gates, la Bill and Melinda Gates Foundation, ha delle somiglianze impressionanti con quello che sta accadendo oggi.

Nello studio dello scienziato americano, il coronavirus, denominato con la sigla CAPS, non si propaga dalla Cina al resto del mondo, ma piuttosto dal Brasile per poi espandersi in tutti i grandi centri urbani dell’America Latina.

Le caratteristiche del CAPS sono pressochè identiche a quelle del suo parente cinese. Si trasmettono entrambi dall’animale all’uomo per poi mutare successivamente e diffondersi da uomo a uomo.

Nel caso preso in esame da Toner, l’infezione si contrae dai maiali mentre nel caso di Wuhan si pensa ad un probabile contagio originato dai serpenti o dai pipistrelli.



Il CAPS dà gli stessi sintomi del virus cinese. All’inizio si manifestano problemi respiratori e freddo, sintomi pressochè identici a quelli dell’influenza e piuttosto difficili da riconoscere. Il virus brasiliano successivamente si diffonde sempre di più e inizia a mietere vittime in tutta l’America Latina.

Il tasso di mortalità del CAPS brasiliano è piuttosto elevato tanto da portare, nelle previsioni dello studio, alla morte di 65 milioni di persone nel giro di 18 mesi.

Fino ad oggi, il misterioso coronavirus di Wuhan ha ucciso 41 persone e si sono già registrati i primi casi di contagio anche in Francia, in Giappone, in Arabia Saudita e negli Stati Uniti.

Neil Ferguson, virologo dell’Imperial College di Londra, ha affermato che il virus cinese potrebbe avere lo stesso tasso di mortalità dell’influenza spagnola e portare conseguentemente alla morte di 195 milioni di persone.

Nonostante quindi i casi inizino ad manifestarsi in tutto il mondo, le organizzazioni sanitarie non hanno ancora definito l’attuale situazione come quella di una pandemia.

Ad ogni modo, è piuttosto singolare come i grandi think-tank e fondazioni globaliste si siano interessati alla diffusione dei virus della famiglia dei coronavirus.

Il forum economico mondiale che ha contribuito alla realizzazione della simulazione in questione difatti è considerato il gotha delle élite finanziarie mondiali che si sono da poco incontrate nel loro consueto appuntamento annuale a Davos, in Svizzera.




A Davos è stata ospitata anche la nota attivista ambientalista Greta Thunberg che ha caldamente raccomandato un modello economico ad emissioni zero.

Tra i sostenitori delle teorie del cambiamento climatico come Greta si sta facendo anche largo un’altra proposta. L’ambientalista femminista Verena Brunschweiger, ha recentemente proposto di mettere fine alla propria riproduzione umana pur di salvare l’ambiente.

In altre parole, l’uomo dovrebbe scegliere la sua estinzione a favore della presunta protezione dell’ecosistema.

Sostanzialmente, il vero obbiettivo di questo movimento non sembrerebbe essere tanto quello di salvare l’ambiente, quanto quello di ridurre la popolazione della Terra.

Una tesi che non pare affatto dispiacere alla élite globaliste di Davos che mostrano a quanto pare un vivo interesse nei virus letali in grado di raggiungere questo obbiettivo.

Gli enormi profitti di Bill Gates dai vaccini

La fondazione di Bill Clinton invece è impegnata da tempo in prima linea per la diffusione dei vaccini e ha investito considerevoli somme di denaro per la loro diffusione.

E’ stato lo stesso Bill Gates al forum di Davos del 2019 a spiegare come abbia ricavato enormi profitti da questa attività.

La fondazione dell’imprenditore statunitense ha investito circa 10 miliardi di dollari nella diffusione dei vaccini che gli hanno garantito un ritorno economico di 20 a 1, che significa l’enorme cifra di 200 miliardi di dollari.

L’interesse mostrato quindi dalle grandi multinazionali per la diffusione dei vaccini non sembra essere legato solamente a scopi di natura filantropica, quanto soprattutto a quelli di natura speculativa.

La coincidenza è che gli stessi centri di potere economico globale interessati ad avere crescenti profitti dai vaccini abbiano collaborato ad uno studio che di fatto ha predetto la diffusione del coronavirus già ad ottobre dello scorso anno.

Gli scienziati si sono affrettati a dire che un vaccino potrebbe essere già pronto tra 3 mesi.

Non dovrebbe destare sorpresa quindi se a investire sulla produzione di questo futuro vaccino sarà proprio il papà di Microsoft che ha realizzato profitti da capogiro con questa attività.




Ma la simulazione di Toner non si limita solo ad esaminare gli effetti sulla salute umana del coronavirus. Si prendono in considerazione difatti anche le conseguenze sui mercati finanziari. Una pandemia di questo tipo porterebbe ad un crollo dei mercati, stimato dal 20 al 40%, e ad una caduta verticale del PIL mondiale pari all’11%.

Sapere in anticipo cosa potrebbe accadere in una situazione simile potrebbe rivelarsi estremamente vantaggioso per gli speculatori finanziari che potrebbero piazzare numerose scommesse al ribasso sull’andamento dei mercati.

La borsa di Hong Kong ha subito un crollo del 2,8% dopo la diffusione del virus cinese a causa della cancellazione di massa di voli e prenotazioni.

Secondo il virologo americano, tutto questo non deve destare stupore dal momento che “viviamo in un’età di epidemie”.

A quanto pare, in questa era le grandi élite sembrano essere informate perfettamente di quello che potrebbe accadere con questo tipo di epidemie e sembrano anche essere le prime a ricavarne i benefici maggiori.

https://www.paypal.me/CesareSacchetti

 

Un pensiero riguardo “Bill Gates sapeva già della pandemia del coronavirus

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *