Trump è stato vittima di un tentato avvelenamento?

di Cesare Sacchetti

Una visita irrituale di Trump, al di fuori del normale protocollo presidenziale, ha avuto luogo all’ospedale militare Walter Reed lo scorso sabato a Bethseda nello stato del Maryland.

Secondo fonti di informazione vicine all’amministrazione presidenziale, il presidente Trump si sarebbe recato al centro specialistico per effettuare una serie di test medici che non avrebbero potuto essere effettuati alla Casa Bianca.

La visita non era pianificata e pare essere stata la diretta conseguenza di quanto accaduto all’assaggiatore di cibi del presidente, che ha manifestato dei sintomi di avvelenamento così gravi da aver lasciato pensare all’ipotesi che qualche agente chimico possa essere stato introdotto nelle pietanze mangiate da Trump.

Il sito di informazione USA Fox59.com riporta che “il personale medico del centro Walter Reed non ha ricevuto una comunicazione riguardo ad una visita presidenziale.”

Secondo la stessa fonte, visite da parte di personalità pubbliche di questo tipo vengono pianificate con largo anticipo, a conferma che si è trattato di un evento non programmato, probabilmente frutto di una decisione dell’ultimo minuto.

Il servizio segreto che accompagna il presidente nei suoi spostamenti avrebbe dato precise istruzioni ai giornalisti al seguito del corteo presidenziale di non rivelare la visita di Trump al centro specialistico non prima del suo arrivo.



I test chimici effettuati avrebbero accertato la presenza di una tossina derivata da un qualche tipo di residuo molecolare. Nonostante questo, Trump non ha manifestato gli stessi sintomi avuti dal suo assaggiatore, le cui condizioni di salute ad oggi non sono state rese ancora note.

La notizia è stata ignorata dalla maggioranza dei media americani ed europei i quali non hanno riportato l’eventualità di un possibile tentativo di avvelenamento contro il presidente degli Stati Uniti.

A quanto pare, non sarebbe nemmeno la prima volta che un assaggiatore del presidente accusa malori.

A giugno dello scorso anno, un altro membro del servizio segreto con il ruolo di assaggiatore, è morto in Scozia in seguito ad un ictus.

Secondo le informazioni a disposizione, l’agente morto in Scozia aveva un’esperienza di 19 anni e aveva prestato servizio già sotto tre diversi presidenti americani.

Le sue condizioni di salute apparentemente erano buone prima di aver sofferto questo malore.

I marines USA in allerta per minacce alla sicurezza nazionale




Secondo alcuni osservatori quanto accaduto agli uomini del servizio segreto sarebbe in relazione con la situazione di crescente tensione attorno alla Casa Bianca.

Solamente lo scorso ottobre infatti è stato emanato l’ordine esecutivo 550/19, firmato dal generale Daniel L. Shipley, che prevede il dispiego immediato delle unità di riserva dei marine USA a “sostegno delle autorità civili”, nel caso di “una emergenza negli Stati Uniti” che potrebbe accadere improvvisamente a seguito di minacce sul territorio nazionale.

Quale tipo di minaccia può richiedere l’intervento dei marines sul suolo americano? Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, sarebbe in atto un tentativo di golpe da parte di forze eversive presenti negli Stati Uniti che avrebbero l’obbiettivo di rovesciare il presidente degli Stati Uniti con un colpo di Stato militare.

Sembra uno scenario apocalittico e alquanto irrealistico, ma le espressioni utilizzate nell’ordine firmato dal generale Shipley, fanno chiaramente riferimento a “minacce interne” che potrebbero mettere in serio pericolo la sicurezza nazionale.

Un esempio di queste minacce può essere riscontrato nelle parole pronunciate recentemente dalla deputata democratica Rashida Tlaib, che ha parlato esplicitamente della necessità di arrestare i membri del gabinetto presidenziale di Trump.

Gli Stati Uniti sono dunque vicini ad una grave crisi istituzionale?

In tutto questo, non vanno trascurati due importanti elementi. Il primo è che l’ordine in questione è stato firmato lo scorso ottobre, prima che partisse ufficialmente la procedura di impeachment contro il presidente Trump.

Il secondo è che l’ultimo possibile tentativo di avvelenamento contro l’assaggiatore del presidente è avvenuto dopo che l’impeachment lanciato dai democratici alla Camera dei Rappresentanti sembra già destinato al fallimento.

Il deep state, termine che identifica la palude dei poteri forti che ruota attorno a Washington, è dunque passato alla fase successiva e pensa di rimuovere il presidente con la forza o con un omicidio?

E’ difficile dirlo, ma la storia degli Stati Uniti non è nuova a omicidi presidenziali, da Lincoln a Kennedy, e di tentati omicidi, si ricordi su tutti quello ai danni di Reagan negli anni’80.

Ad ogni modo, un dato è certo. Non c’è mai stato uno sforzo così profuso da parte dell’establishment di rimuovere un presidente americano, come quello messosi in moto contro Donald Trump.

 

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