La Corte dei conti UE:”i migranti potrebbero restare per anni in Italia”

di Cesare Sacchetti

Un rapporto della Corte dei Conti europea lancia l’allarme sulla situazione dei migranti in Grecia e in Italia. Il documento pubblicato in questi giorni descrive la situazione di limbo dei migranti bloccati nei due Paesi in questione.

Sostanzialmente, allo stato attuale non può esserci alcuna redistribuzione dei migranti per la mancata cooperazione degli altri Stati membri, e soprattutto nel caso dell’Italia per la montagna di ricorsi dei richiedenti asilo che hanno letteralmente intasato i tribunali.

Il preaccordo trovato a Malta lo scorso settembre dal ministro dell’Interno Lamorgese su una redistribuzione dei migranti su base volontaria dall’Italia verso gli altri Paesi europei rischia di fatto di rimanere lettera morta anche in caso di una sua successiva ratifica da parte degli altri partner comunitari.

Occorre ricordare che l’intesa di Malta fino ad ora è stata adottata solamente da Irlanda, Portogallo e Lussemburgo, escludendo dallo schema redistributivo i due Paesi UE più rilevanti, Francia e Germania.

Ma la situazione descritta dai rappresentanti della Corte dei Conti europea pregiudicherebbe qualsiasi ipotesi futura di un trasferimento dei migranti, dal momento che questi non lasciano l’Italia per la continua serie di ricorsi presentati di fronte ai tribunali italiani.

Una trappola infernale che rinvia di anno in anno sia l’ipotesi di uno spostamento dei migranti dall’Italia ad altri Paesi europei, sia la loro stessa espulsione in caso di un mancato accoglimento della richiesta di protezione internazionale presentata dai migranti in prima istanza alle competenti commissioni territoriali.



Durante l’inaugurazione dell’ultimo anno giudiziario è stato lo stesso presidente della Cassazione, Giovanni Mammone, a ricordare come i ricorsi presentati dai richiedenti asilo nel 2018 siano aumentati a dismisura fino a raggiungere la soglia enorme del +512,4%.

Il motivo di questo aumento fuori controllo va individuato nella possibilità che viene concessa ai migranti di ricorrere ai dinieghi delle richieste di asilo fino all’ultimo grado di giudizio, ovvero in Cassazione, nonostante gli esiti spesso negativi delle commissioni territoriali incaricate di esaminare le richieste di protezione internazionale.

I nuovi arrivi di migranti in Italia rischiano quindi di ingolfare ancora di più i tribunali con nuovi possibili ricorsi presentati dagli ultimi richiedenti asilo.

L’aumento degli sbarchi con il nuovo governo PD-M5S

La fine del governo gialloverde e il successivo passaggio di consegne al governo giallorosso PD-M5S ha portato ad un radicale cambio di politica per quello che riguarda le Ong e il traffico di esseri umani nel Mediterraneo.

Da quando si è insediato il nuovo governo, i numeri del Viminale riportano difatti un aumento significativo degli sbarchi nei mesi di settembre e ottobre, passati rispettivamente dai 947 e 1.007 dell’anno precedente, agli attuali 2.498 e 2.017 di quest’anno.

Aumenti che hanno quindi toccato nel mese di settembre la soglia del +163% e ad ottobre del 100%.
La nuova ondata di sbarchi appare la conseguenza soprattutto della linea morbida del ministro dell’Interno Lamorgese nei confronti delle Ong, invitate al Viminale dal ministro.




Ad ogni modo, il documento della Corte dei conti europea conferma come sia una mera chimera individuare nella redistribuzione dei migranti la soluzione al fenomeno migratorio.

Fino a quando i tribunali non esamineranno le richieste dei richiedenti asilo già presenti sul territorio italiano, e con la prospettiva di nuove ondate di sbarchi, i migranti rischiano di rimanere per anni in Italia.

L’aspetto più grave e allarmante della nuova linea del governo giallorosso è che si è scelto di legittimare un metodo di immigrazione nel Paese, in larga parte illegale e pericoloso per la stessa sicurezza nazionale.

Il dipartimento di Stato USA ha a questo proposito messo in guardia l’Italia dai rischi connessi all’arrivo di migranti sui barconi, sui quali si infiltrano terroristi pronti a realizzare attentati una volta giunti in Europa.

Quando di fatto il governo PD-M5S ripete il mantra che il problema migratorio è un problema europeo, non fa altro che avvallare la posizione immobilista che autorizza continui sbarchi di immigrati irregolari sulle coste italiane.

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