In Svezia, un simpatizzante dell’ISIS gestisce una scuola e ne apre altre due

di Cesare Sacchetti

Alla Scuola di Scienze di Goteborg, gli argomenti principali di insegnamento non sembrano avere nulla a che fare con il nome dell’istituzione.

La scuola è salita agli onori delle cronache svedesi per una sua caratteristica unica. Il suo preside, Abdel Nasser El Nadi, un 53enne che vive in Svezia da diversi anni, è un islamista radicale da tempo presente nella lista degli estremisti islamici del SAPO, il servizio segreto svedese, come rivelato dall’osservatorio anti-terroristico Doku.

Secondo le statistiche pubblicate da Doku, attualmente in Svezia risultano esserci circa 2000 estremisti radicali, e ben 300 di questi sono residenti a Goteborg.

La ragione principale di questa presenza di islamisti concentrata nella città svedese, va individuata proprio nella scuola di El Nadi.

Sui banchi della sua scuola di scienze, si insegnano già alle elementari argomenti strettamente attinenti alla religione islamica, nonostante questi non siano presenti nel programma di studi dichiarato dall’istituzione.

Non è un segreto che il preside di questa scuola abbia in passato fatto apertamente campagna per il Daesh, il gruppo islamista radicale operativo in Siria e Iraq, e nel corso della guerra civile che si è combattuta in Siria, ha sostenuto la nascita di un “forte Stato sunnita”.

Secondo il rapporto fornito dal Doku, in questa scuola anche i dipendenti e gli insegnanti sono simpatizzanti della causa dell’ISIS in Medio Oriente, e non nascondono affatto le loro idee.

Nel cuore di Goteborg quindi c’è una istituzione scolastica che di fatto indottrina i bambini alla causa dell’estremismo islamico, e che alimenta il rischio di attentati terroristici nel paese.

Il preside della scuola si è difeso da queste accuse, sostenendo che in realtà la sua unica intenzione è quella di difendere “la società svedese”.

Evidentemente per El Nadi, il modo migliore per difendere la Svezia sembra di essere quello di aiutare la diffusione dell’islamismo nel paese già dalla tenera infanzia.

Ma l’aspetto che più stupisce in questa vicenda è che di fatto il ministero dell’Istruzione svedese permetta l’esistenza di una fucina di indottrinamento dell’islam radicale.

La Scuola di Scienze in passato ha avuto qualche grana di tipo amministrativo. Il comune di Goteborg nel 2012 aveva segnalato che la scuola aveva ricevuto illegalmente nelle sue casse circa 200.000 corone di tasse amministrative.

Nello stesso anno, il provveditorato agli istituti svedese non aveva mancato di far notare come l’istituzione fosse priva dei requisiti minimi previsti dal sistema scolastico nazionale.

Gli ispettori del provveditorato hanno segnalato che solamente un terzo del personale della scuola aveva le qualifiche necessarie per insegnare, mentre il resto dei docenti era completamente privo degli standard richiesti dal ministero dell’Istruzione svedese.

Già all’epoca il ministero sapeva che sui banchi della Scuola di Scienze, le materie di insegnamento non avevano nulla a che vedere con la storia e la cultura svedese, ma piuttosto prendevano spunto dal Corano e dalla Sharia.

Nonostante questo, il governo svedese ha consentito alla scuola di restare aperta. Non solo. El Nadi ha già aperto una nuova scuola nella città di Gävle e ne aprirà una terza ad Halmstad l’anno successivo.

I centri di indottrinamento all’estremismo islamico invece che ridursi, aumentano.

Evidentemente secondo i nuovi parametri dell’istruzione svedese, i bambini non vanno più educati alla studio della storia e della lingua nazionale.

La nuova bussola di riferimento dell’educazione della Svezia sembra puntare dritta verso La Mecca.

 

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