Spagna: triplicati nel 2018 gli sbarchi di immigrati irregolari

di Cesare Sacchetti

La Spagna nuovo punto di approdo dei trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo. E’ il quadro che emerge dalle statistiche pubblicate questa settimana dal ministero dell’Interno spagnolo che ha divulgato i numeri degli arrivi degli immigrati irregolari in Spagna dall’inizio di quest’anno.

Secondo i dati in questione, il numero di migranti sbarcati dall’inizio di quest’anno al 15 settembre corrispondono a 33.215 arrivi, mentre nello stesso periodo di riferimento dello scorso anno ammontavano a 11.464.

Gli sbarchi di immigrati irregolari in Spagna sono dunque triplicati, e il fenomeno trova una spiegazione nel cambio di politica di gestione del fenomeno migratorio intrapreso dal nuovo governo socialista di Pedro Sanchez.

Solamente lo scorso mese, Madrid aveva annunciato difatti una nuova collaborazione con la controversa Ong Proactiva, finanziata tra gli altri da George Soros, di proprietà dell’imprenditore catalano Oscar Camps, duramente criticato dai suoi stessi dipendenti per i suoi metodi da schiavista nei confronti dei lavoratori.

La Ong in questione si è offerta spontaneamente all’esecutivo spagnolo per aiutare il recupero di immigrati irregolari nella zona dello stretto di Gibilterra e del mare di Alborán, uno dei tratti marini più frequentati dai barconi carichi di migranti.

Il governo aveva accettato l’offerta e nei prossimi giorni diventerà effettiva la collaborazione tra Salvamento Maritimo, l’omologa spagnola della Guardia Costiera italiana, e la Ong di Camps che insieme collaboreranno per recuperare i barconi e aiutarli a sbarcare sulle coste spagnolo.

Non sono mancate le polemiche in questo senso già precedentemente all’accordo con Proactiva, dal momento che il governo Sanchez ha autorizzato di fatto Salvamento Maritimo a recuperare nello stretto di Gibilterra i migranti irregolari in partenza dal Marocco, piuttosto che a riaccompagnarli al porto di partenza.

I numeri di nuovi arrivi quindi con il ruolo dell’Ong di Oscar Camps sono destinati probabilmente a salire.

E’ interessante notare come la Spagna abbia difatti sostituito l’Italia come centro di primo sbarco per i traffici di esseri umani.

Se difatti si consultano i dati degli sbarchi in Italia divulgati dal Viminale nel periodo che va da inizio anno fino al 31 luglio, i numeri parlano di 18.510 arrivi, mentre nel 2017 raggiungevano la cifra di 95.215 immigrati.

Un calo enorme, agevolato soprattutto dalla politica dei porti chiusi alle Ong intrapresa dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La Spagna quindi sembra aver aperto la porta ai traffici delle Ong, chiusa invece dall’Italia.

Sanchez, il nuovo pupillo di Soros

Il nuovo corso dell’esecutivo di Sanchez sembra essere stata ispirato da uno dei più convinti sostenitori della politica dei confini aperti, George Soros.

Non sembra essere un caso che lo scorso 27 giugno, nel silenzio più completo dei media italiani, Sanchez abbia incontrato segretamente il magnate statunitense alla Moncloa, la sede del governo spagnolo.

Questo blog è stato il primo, e uno dei pochi a riportare la notizia in Italia, di questo incontro del tutto anomalo avvenuto a porte chiuse.

Cosa avrà suggerito Soros a Sanchez in quell’occasione? Difficile stabilirlo, ma i legami tra i due sono alquanto stretti.

La moglie del primo ministro spagnolo difatti è stata nominata recentemente direttrice del Centro para África dell’Instituto de Empresa, un istituto legato all’universo delle Ong finanziate da Soros.

Non va trascurato nemmeno il fatto che Sanchez è salito al potere non con una vittoria alle consultazioni elettorali, ma solamente dopo che il suo predecessore Mariano Rajoy è stato sfiduciato dal parlamento spagnolo in seguito allo scandalo di corruzione del “caso Gurtel” che ha coinvolto il partito popolare dell’ex primo ministro.

Se dunque il mentore politico di Sanchez è il fondatore della Ong Open Society, non ci sarà da stupirsi se in futuro le cifre degli sbarchi in Spagna continueranno a crescere vertiginosamente.

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