Svezia: un falso minorenne migrante assale una 91enne

di Cesare Sacchetti

Le Ong amano chiamarli “minori non accompagnati”, ovvero quei migranti minorenni che giungono in Europa senza essere accompagnati dai propri genitori.

Altrettanto spesso però la loro condizione di minorenni si rivela essere completamente falsa, così come la loro storia di essere dei rifugiati politici.

E’ il caso di Ahmed, nome fittizio attribuito ad un migrante nordafricano che è entrato in Svezia come richiedente asilo nel febbraio 2017 dichiarando di essere minorenne.

Lo scorso 10 agosto –come riporta il quotidiano svedese Friatider – Ahmed ha assalito e rapinato a Stoccolma una anziana signora di 91 anni.

La 91enne era uscita quel giorno con suo figlio per fare due passi nella via di Skånegatan, a pochi passi dal parco di Vitaberg.

Ad un tratto, l’anziana è stata aggredita dall’uomo che ha afferrato la catenina d’oro che portava al collo per strappargliela con tutte le sue forze.

La malcapitata è stata strattonata al suolo dove ha battuto la testa, e ha riportato serie lesioni al cervello, oltre alla frattura della mano destra, escoriazioni sul gomito e un’altra ferita sulla schiena che le è costata ben sette punti di sutura.

Il figlio della donna si è precipitato all’inseguimento del ladro nel parco, ma Ahmed si era già dileguato riuscendo a far perdere le sue tracce.

Successivamente le forze dell’ordine svedesi, sono riuscite ad identificarlo e lo hanno accusato della rapina nei confronti della 91enne.

Il falso minorenne

Ma è durante le fasi di identificazione di Ahmed che la sua storia di essere un rifugiato politico minorenne, si è rivelata essere completamente falsa.

L’uomo ha inizialmente dichiarato alle autorità svedesi di essere nato nel 2001 a Gaza, e quindi secondo la sua versione al momento dei fatti aveva 17 anni.

Dopo aver preso le sue impronte digitali, la polizia ha scoperto che in realtà Ahmed aveva già fatto domanda di asilo in Austria nell’ottobre del 2015, e successivamente in Danimarca nel febbraio del 2017.

Le sue impronte digitali corrispondevano in Austria al nome di Hassan Rifki, un cittadino marocchino nato il 1 gennaio del 1998, e a Mostafa Lobya in Danimarca, cittadino siriano nato il 3 marzo del 2002.

Durante le fasi del processo, Ahmed ha affermato che la sua vera data di nascita è quella con la quale è stato registrato in Danimarca, e per appurare definitivamente la sua età i giudici hanno ordinato di sottoporlo ad una valutazione medica.

Gli esami delle radiografie dentali e femorali hanno però confermato che Ahmed in realtà è un adulto, e la corte distrettuale di Stoccolma ha stabilito che al momento della rapina aveva probabilmente più di 20 anni.

La corte comunque è stata piuttosto generosa dal momento che gli ha comminato solamente 10 mesi di carcere per rapina più la successiva espulsione in Marocco.

Espulsione che non ha nemmeno carattere definitivo, perchè Ahmed potrà rientrare in Svezia tra 5 anni.

I giudici invece non hanno inflitto pene al falso minorenne per le lesioni che ha procurato all’anziana signora che ha rapinato.

In tutto questo ci si chiede, perchè mai le autorità svedesi non abbiano fatto tutti questi doverosi controlli sull’identità e l’età dell’uomo al momento in cui è entrato nel paese, e non dopo.

Se queste verifiche fossero state fatte prima, con ogni probabilità a quest’ora l’anziana 91enne non avrebbe subito lesioni al cervello e fratture.

Evidentemente per entrare in Svezia basta dichiararsi minorenne e rifugiato dal momento che le autorità sembrano credere alla parola di chiunque.

Comment (1)

  • Avrebbero dovuto dargli le aggravanti in quanto, come dice il vecchio detto: ” i vecchi sono come i bambini” quindi lui non è sicuramente minorenne ma la signora di 91 anni si

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