A Birmingham presto gli inglesi saranno una minoranza

di Cesare Sacchetti

Una città inglese dove gli inglesi potrebbero presto essere una minoranza. E’ il caso di Birmingham, la seconda città del Regno Unito per popolazione con un numero di abitanti superiore al milione di persone.

Secondo un recente rapporto pubblicato dal locale consiglio cittadino, il tessuto demografico di Birmingham ha subito una radicale trasformazione negli ultimi 20 anni.

Stando all’indagine in questione, attualmente nella città britannica ci sarebbero circa 50.000 persone provenienti da 200 etnie diverse che non parlano la lingua del posto, ovvero l’inglese.

Generalmente, il fattore linguistico rappresenta il primo requisito fondamentale per rispondere ai requisiti di un’integrazione di successo in una società multiculturale, e il fatto che il 4,4% della popolazione immigrata ignori la lingua del paese che li ospita è sicuramente indice di una netta separazione delle comunità straniere.

Ma a Birmingham non solo esiste un problema di deficit linguistico, c’è soprattutto una questione demografica che sta cambiando l’immagine della città che di britannico presto potrebbe non avere più nulla.

I dati in questione riportano che nell’ultimo censimento effettuato nel 2011 sulla composizione della popolazione locale, il 42,1% dei residenti si dichiari britannico ma non appartenente al ceppo dei bianchi caucasici.

Sono sempre di più quei britannici “acquisiti” che hanno origini straniere, e la tendenza di questo aumento viene proprio testimoniata dall’ultimo censimento che rileva un aumento del 12% dei nuovi cittadini britannici rispetto al 2001.

Se il trend dovesse continuare, entro il 2021 a Birmingham potrebbe assistersi ad un fenomeno inedito nella società del Regno Unito, dove la maggioranza della popolazione sarà costituita da un gruppo etnico un tempo minoritario nel paese ospitante.

Una situazione del genere già è visibile nelle fasce di popolazione più giovani, in particolare quella sotto i 18 anni, dove gli inglesi bianchi sono già divenuti una minoranza superati dal 60% dei loro coetanei di etnie differenti.

Lo stesso rapporto afferma categoricamente che Birmingham “diventerà presto una città dove una minoranza sarà maggioranza.”

Il caso in questione sembra smentire pienamente quegli osservatori che hanno sempre sostenuto che l’immigrazione non produce una “sostituzione etnica”, quando nei fatti è esattamente quello che sta accadendo nella città inglese.

Emerge anche un problema di progressiva esclusione socio-economica di quelle fasce di popolazione provenienti dai paesi afro-asiatici.

L’indagine documenta come a causa della presenza di immigrati scarsamente qualificati, Birmingham abbia una percentuale di residenti occupati solamente del 65% rispetto al 74% della media nazionale.

Gli immigrati che sono più esclusi dal mondo del lavoro sono in genere quelli provenienti dal Pakistan e dal Bangladesh, dal momento che la loro scarsa conoscenza dell’inglese e l’assenza di qualifiche professionali pregiudica le possibilità di questi stranieri di trovare un’occupazione.

Nonostante il rischio di estinzione degli inglesi bianchi, il rapporto del consiglio cittadino sembra comunque considerare i vantaggi della diversità etnica di Birmingham che porterebbe molti “benefici i rapporti per il commercio transnazionale e gli elevati livelli di risorse culturali.”

Resta difficile comprendere, se effettivamente il livello di tale risorse sia così elevato, come mai molte di esse stentino a trovare una occupazione stabile.

Ad ogni modo, chi vorrà recarsi in visita a Birmingham forse farà bene a studiare un’altra lingua che non sia solo l’inglese, visto che molto presto in città potrebbero parlarsi altre lingue straniere.

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