Il ministro Seehofer:”se la Merkel mi licenzia, è la fine del governo”

di Cesare Sacchetti

L’uomo che fino a poco tempo fa era praticamente sconosciuto all’opinione pubblica europea ed italiana, il ministro dell’Interno del governo Merkel e leader della CSU bavarese, Ernst Seehofer, è di fatto l’ago della bilancia dal quale dipenderanno i destini dell’esecutivo tedesco nelle prossime settimane.

La posizione del titolare dell’Interno del governo federale di Berlino sulla questione dei migranti si era già manifestata nelle scorse settimane, quando Seehofer dichiarò di essere a favore dei respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già passati sul suolo degli altri stati europei.

Su questo si era fermamente opposta la cancelliera Angela Merkel che ha piuttosto proposto una soluzione su base europea che preveda il coinvolgimento di tutti gli stati membri nell’affrontare la questione dei migranti.

Il ministro della CSU aveva già manifestato scetticismo in questo senso, perchè non si comprendeva come fosse possibile trovare una soluzione nel giro di 2 settimane attraverso la concertazione europea, quando non era stato possibile farlo nei precedenti 5 anni.

Ora la sua voce è tornata a farsi sentire recentemente su questo argomento lo scorso venerdì quando ha rilasciato una intervista al Passauer Neue Presse, dove mette in guardia la Merkel su un possibile licenziamento nei suoi confronti.

“Sarebbe la prima volta che tutelare la sicurezza e l’ordine del paese sia la ragione per la quale licenziare un ministro”, così si è espresso il ministro dell’Interno tedesco.

Un messaggio diretto alla cancelliera che suona come un avvertimento a non cercare di liberarsi di lui, pena la caduta dell’intero esecutivo tedesco.

Il partito rappresentato dal ministro dell’Interno, la CSU bavarese, vera e propria derivazione regionale della CDU della Merkel, è difatti fondamentale per mantenere in piedi la koalition governativa composta dalla SPD, dalla CDU e dalla CSU.

Seehofer ha voluto precisare che la sua posizione non è affatto isolata all’interno del partito, ma al contrario ha ribadito di “essere il leader della CSU, uno dei tre partiti della coalizione e di agire con il pieno sostegno del partito.”

Se quindi viene meno il ruolo del leader della CSU all’interno della compagine di governo, viene meno il governo stesso.

“Se la cancelliera non è soddisfatta del lavoro del ministro dell’Interno, la coalizione dovrebbe finire” ha aggiunto Seehofer.

La Merkel quindi appare all’angolo, perchè se dovesse staccare la spina al governo, le elezioni anticipate sarebbero l’unica soluzione per la fine della crisi, uno scenario che fa tremare molti dentro la CDU che temono l’ascesa del partito populista “Alternativa per la Germania”, già terzo partito alle ultime elezioni e che questa volta potrebbe superare il partito della Merkel in diversi lander tedeschi governati dalla CDU.

Dal canto suo, Seehofer ostenta sicurezza perchè non solo sa di avere dalla sua parte l’appoggio del partito, ma anche una parte consistente dell’opinione pubblica tedesca che lo incoraggia ad andare avanti e a non cedere sulla linea di protezione dei confini del paese.

A quanto pare dunque, mentre il mainstream italiano racconta di un esecutivo Conte “isolato” in Europa, ad oggi l’unico vero esecutivo in difficoltà appare quello tedesco, ad un passo dalla caduta.

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