Obama ha dato a Soros 9 milioni di dollari per ingerire negli affari dell’Albania

di Cesare Sacchetti

Uno degli argomenti preferiti dai media occidentali sono sicuramente le presunte ingerenze russe negli affari dei governi europei. Non si parla mai però delle reali ingerenze negli affari degli stati stranieri, dimostrate con prove alla mano, messe in atto da George Soros e dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Il fatto è questo. Recentemente Judicial Watch, una fondazione statunitense dedita alla battaglia per la trasparenza e l’integrità in politica, ha pubblicato dei documenti di 30 pagine ottenuti con un Freedom of Information Act, l’atto amministrativo usato negli Stati Uniti per declassificare dei documenti riservati.

I documenti in questione dimostrano inequivocabilmente come Barack Obama abbia finanziato attraverso l’intermediazione dell’USAID, l’agenzia governativa americana per lo sviluppo internazionale, la Open Society Foundation di George Soros con la cifra di ben 9 milioni di dollari.

L’ingente somma è stata poi utilizzata dalla fondazione del magnate americano per finanziare una campagna per sensibilizzare la riforma del sistema giudiziario albanese nel 2016, intitolata Justice for All.

Si tratta di un uso piuttosto discutibile dei soldi dei contribuenti americani, dal momento che l’USAID dovrebbe dedicarsi prevalentemente al sostegno di cause umanitarie nel mondo, come la lotta alla povertà e lo stanziamento di fondi per la ricostruzione verso quei paesi che hanno subito gravi danni dai disastri ambientali.

Lo stesso presidente della Judicial Watch, Tom Fitton, ha rivolto delle dure critiche a questa operazione che appare come una chiara ingerenza negli affari di uno stato straniero. “L’amministrazione Obama ha speso almeno 9 milioni di dollari delle tasse degli americani in diretta collusione con il miliardario progressista George Soros per sostenere il governo socialista in Albania” fa notare Fitton in suo tweet.

I documenti pubblicati dalla fondazione americana dimostrano come la Open Society di Soros abbia avuto anche parte attiva nel rivedere le domande di finanziamento presentate all’USAID da altri gruppi interessati a ricevere i finanziamenti dell’agenzia governativa americana. In altre parole, era Soros a suggerire all’USAID a chi fossero destinati i soldi dei contribuenti americani.

Ma il fatto che appare suscitare più scandalo non è solo l’uso improprio dei fondi pubblici dell’agenzia governativa americana, quanto il sostegno finanziario ad un personaggio come Soros che attualmente, secondo Forbes, risulta occupare il 22esimo piazzamento tra la lista delle persone più ricche al mondo.

I precedenti di finanziamento a Soros

La Open Society aveva già avuto un ruolo nell’aprile 2016 sempre in Albania, quando contribuì all’esecuzione di un sondaggio in stretta collaborazione con l’ambasciata americana a Tirana, per rilevare gli umori dei cittadini albanesi sulla necessità della riforma della giustizia nel paese.

Il dipartimento di Stato americano raggiunto dalle accuse ha smentito di aver dirottato i fondi pubblici dell’USAID per sostenere i discutibili obbiettivi di Soros in Albania.

Ma a confermare come effettivamente il magnate americano abbia ricevuto l’ingente somma di 9 milioni di dollari, sono proprio gli stessi documenti declassificati del dipartimento di Stato che provano come Soros non solo abbia ricevuto questi fondi ma li abbia poi, con il consenso di Washington, utilizzati per sostenere una iniziativa sostenuta dal governo del primo ministro socialista albanese Edi Rama.

Un gruppo di 6 senatori americani, tra i quali spicca il nome di Mike Lee repubblicano dello Utah, aveva chiesto chiarimenti lo scorso anno all’allora segretario di Stato americano, Rex Tillerson, su come i fondi pubblici dell’USAID fossero stati destinati, attraverso le fondazioni di Soros, a sostenere finanziariamente gruppi progressisti nei paesi dell’Est Europa, tra i quali oltre alla già citata Albania, risulta esserci anche la Macedonia.

Anche nel paese macedone difatti c’è stato un ruolo attivo di Soros che ha ricevuto sempre dall’USAID, durante gli anni del secondo mandato di Obama, la somma di 5 milioni di dollari per lanciare un progetto mirato a sostenere la trasparenza e la responsabilità del governo della Macedonia, dal nome di “The Civil Society Project” e altri 9,5 milioni per un’altra campagna di sensibilizzazione dei diritti civici.

L’interlocutore privilegiato quindi dell’amministrazione Obama per la sua politica estera è stato senza dubbio George Soros. Non è la prima volta che i suggerimenti del miliardario vengono accolti da Washington.

Basti ricordare su questo l’email che scrisse nel 2011 pubblicata da Wikileaks all’allora segretario di Stato, Hillary Clinton, per raccomandare la nomina di un mediatore internazionale dell’UE per mettere ordine nella complicata vita politica dell’Albania. A distanza di pochi giorni, le istruzioni di Soros erano state già eseguite.

 

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