La Svezia prepara un piano per una guerra contro la Russia

di Cesare Sacchetti

La Svezia si prepara alla piena mobilitazione delle sue strutture civili e militari in caso di un attacco da parte della Russia. Sembra una cronaca giunta in uno dei momenti peggiori della tramontata guerra fredda del secolo scorso, ma il tema sembra essere di assoluta attualità nel paese scandinavo.

A rivelare come la Svezia abbia allo studio soluzioni così radicali, è la rivista Defence News che ha intervistato a Washington i membri della commissione Difesa svedese alla quale è stato assegnato il compito di predisporre un piano per preparare la popolazione civile ad una simile emergenza.

Il capo della segreteria della commissione, Tommy Akesson, ha precisato che quando si parla di “difesa civile, si intendono tutte le attività civili della società, inclusa l’assistenza sanitaria, i rifugi antiaerei, le compagnie private e tutto il resto.”

Akesson ha aggiunto che tutto questo comporta una “completa mobilitazione del paese e una pianificazione per dirigere le forze a disposizione della società nella direzione di affrontare, nel caso peggiore, un attacco.”

L’interrogativo da porsi è perchè mai, in tempi di pace, la Svezia stia pensando ad un attacco della Russia che ad oggi non ha dato nessun segnale di pensare ad un’invasione del paese scandinavo.

Le recenti tensioni diplomatiche tra Regno Unito e Russia sul caso Skripal hanno destato sicuramente serie preoccupazioni sul deterioramento dei rapporti tra il Cremlino e le cancellerie occidentali, ma evidentemente qualche paese europeo si prepara già al peggio, ovvero uno scontro armato tra la NATO e la Russia.

La strategia della commissione Difesa

La Svezia ha già cominciato a farlo dallo scorso anno, quando la commissione Difesa ha ricevuto per l’appunto il compito di predisporre un rapporto che indicasse tutte le soluzioni da percorrere in un simile scenario, e il documento avrebbe dovuto essere pubblicato integralmente solamente nel maggio del 2019.

La commissione ha comunque deciso di accelerare i tempi e di divulgare in questi giorni un documento breve di 6 pagine che descrive appunto quali sono le strategie della Svezia in caso di invasione del proprio territorio.

L’intenzione appare quella di mandare un avvertimento ai nemici che sarebbero intenzionati ad intraprende un’azione militare contro il paese scandinavo, ed è lo stesso capo dell’organismo governativo ,Bjorn von Sydow, a riconoscerlo quando afferma che chi si prepara ad “invadere il territorio svedese, dovrà farlo pagando un caro prezzo.”

Von Sydow non si è soffermato a svelare l’identità di questo “aggressore”, ma la tempistica della pubblicazione del rapporto è avvenuta a pochi giorni di distanza dal controverso caso Skripal, l’ex spia russa avvelenata a Salisbury in circostanze ancora da chiarire.

Il destinatario del messaggio appare quindi essere il Cremlino, che Stoccolma considera tra i candidati più probabili per un’azione di questo tipo.

La Russia e la Svezia sono difatti separate da un tratto del Mar Baltico di soli 350 km, se si considera la distanza tra l’enclave russa di Kaliningrad, situata tra la Polonia e la Lituania, e non ci sono altri paesi considerati in grado di realizzare un’invasione militare ai danni del paese svedese.

La distanza tra l’enclave di Kaliningrad (puntino in rosso) e la Svezia

Ma la preoccupazione maggiore della commissione sembra essere quella di affrontare una simile eventualità. Il primo problema che affronta la Svezia in uno scenario simile è quello di essere l’unico paese, oltre alla Finlandia, sul Mar Baltico a non appartenere alla NATO, l’unica struttura in grado di fronteggiare militarmente un’invasione della Russia.

In una simile situazione, la Svezia non potrebbe fare appello all’art. 5 del trattato atlantico che prevede un intervento militare di tutti i paesi membri in difesa del paese che ha subito l’aggressione.

Dovrebbe prima costituirsi un’alleanza internazionale che decida di correre in soccorso della Svezia, e per farlo occorre un lasso di tempo che anche in caso di emergenza, potrebbe richiedere settimane.

L’esercito svedese impegnato in un pattugliamento a Visby, nell’isola di Gotland

Tempo che la Svezia, se dovesse subire un’invasione dalla Russia, non avrebbe. La stessa commissione Difesa stima nel suo rapporto che occorrerebbe non meno di una settimana solamente per mobilitare le forze armate svedesi, e almeno 3 mesi per costituire il fronte delle forze alleate che assisterebbero la Svezia nella liberazione del suo territorio.

Lo stesso von Sydow, ha rivelato di aver ricevuto questa informazione da fonti della NATO stessa che hanno confermato che “questo è il tempo minimo necessario per schierare le sue forze.”

Nel frattempo la Svezia si prepara ad affrontare una simile eventualità con un piano di investimenti annuali che dal 2018 al 2020 saranno pari a circa 400 milioni di corone all’anno, quasi 40 milioni di euro, per poi incrementare considerevolmente dal 2021 al 2025 quando il governo prevede di stanziare 416 milioni di euro all’anno.

La maggior parte di questi fondi verrà destinata per la realizzazione delle infrastrutture necessarie in caso di conflitto bellico, assieme ai rifugi antiaerei e ai depositi di armi. Altri ancora verranno destinati per contrastare la diffusione “delle fake news sui social network.”

La Svezia dilaniata dai conflitti di gang di immigrati, sembra più concentrata quindi a prepararsi ad una guerra contro un nemico esterno che ancora non si è manifestato piuttosto che contro un nemico interno reale.

4 comments

  1. Solito articolo catrastofista che racconta menzogne .La svezia non confina con la Russia e la Russia non ha nessun interesse a invadere la svezia perche dovrebbe prima invadere la Filandia . giornalisti venduti che scrivono come sempre menzogne al servizio dell elite . Il fatto è un altro all’ elite che comanda il mondo interessa imposssessarsi de 17 milioni di km quadrati della russia che detiene il 60% delle paterie prime mondiali . GIRNALISTI FATE SCHIFO ! MENO MALE CHE GLI ITALIOTI NON COMPERANO PIU’ I GIORNALI . Continuate con queste panzane tanto peggio tanto meglio tra poco i lettori italioti saranno in totale 100 mila rispetto ai 2 milioni di lettori di 50 anni fa tanto peggio tanto meglio continuate così

    1. Guardi che nell’articolo non si dice affatto che la Russia vuole invadere la Svezia nè tantomeno che i due paesi sono confinanti, sono gli svedesi che lo sostengono e io mi sono limitato a riportarlo. Credo che lei abbia completamente frainteso.

  2. Strano che Cesare Sacchetti (anti eu anti euro) abbia firmato un simile aticolo . Allora tutti i giornalisti dico tutti debbono seguire un dicktat pena il licenziamento ?

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