Martin Selmayr: la Germania ha l’uomo più potente di Bruxelles

di Cesare Sacchetti

Probabilmente il suo nome è sconosciuto ai più in Italia, ma le cronache di Bruxelles lo descrivono come uno degli uomini più potenti e influenti delle istituzioni europee. Il suo nome è Martin Selmayr, un avvocato tedesco di 47 anni che è stato recentemente nominato come segretario generale della Commissione Europea, l’incarico più importante e prestigioso tra quelli di non diretta espressione delle nomine politiche delle istituzioni europee.

La sua nomina è stata discussa e decisa all’ultimo istante lo scorso mercoledì mattina nella consueta riunione settimanale dei commissari, e la ragione di questa decisione last-minute è dovuta al tentativo di impedire la costruzione di un fronte contrario alla sua nomina nella commissione stessa. Non sono mancate le polemiche in questo senso per la mancanza di trasparenza di una nomina così importante.

Syed Kamall, eurodeputato del gruppo dei Conservatori e Riformisti, ha criticato il metodo “opaco” con il quale è stato scelto Selmayr e non ha risparmiato critiche alla Commissione UE per la sua “mancanza di democrazia e trasparenza.” L’avvocato tedesco è una figura piuttosto controversa a Bruxelles e nelle istituzioni europee, fin dal suo precedente incarico di capo dello staff di Jean Claude Juncker.

Non sono pochi a considerare difatti Selmayr come la vera mente dietro le strategie politiche del presidente della Commissione UE, e la recente nomina a segretario generale del più importante organismo comunitario pare effettivamente confermare il suo potere.

Da capo dello staff di Juncker, Selmayr è stato il vero deus ex machina delle politiche della Commissione. Il suo ruolo è stato decisivo nelle trattative per gli aiuti alla Grecia, e la sua sfera di potere si è accresciuta tanto da influenzare le negoziazioni sulla Brexit, fatto che non ha mancato di suscitare le preoccupazioni della parte britannica.

Il suo stile spregiudicato e machiavellico gli ha procurato non pochi attriti sia nella stessa commissione UE, sia nel Consiglio europeo, dove non sono in pochi a vederlo come fumo negli occhi, tanto, secondo fonti interne alla stessa UE, da “essere così odiato che spesso al Consiglio hanno preso posizioni opposte alla sua in linea di principio, soltanto perchè era lui a prenderle.”

Lo strapotere di Berlino a Bruxelles

Ora, dopo la sua improvvisa nomina, si pone più che mai il problema dello strapotere conquistato dalla Germania nei posti chiave nelle istituzioni europee.

Assieme a Selmayr, la Germania attualmente è rappresentata anche da Klaus Welle, attuale segretario generale del Parlamento Europeo, e dalla diplomatica Helga Schmid, che riveste un incarico omologo al Servizio Europeo per l’azione esterna, l’istituzione europea alla quale è affidato il compito di curare gli affari esteri dell’UE.

A Bruxelles quindi sembra valere la formula Deutschland über Alles, e non sono in pochi ad esprimere preoccupazione per lo strapotere tedesco dentro le istituzioni comunitarie. Tra questi c’è Frank Engel, un eurodeputato lussemburghese del PPE, il partito popolare europeo, nel quale milita lo stesso Seylmar, che considera ” problematiche le nomine di queste persone rappresentanti dei grandi paesi”.

Gli fa eco un diplomatico di lungo corso, citato da Politico, che considera “impossibile” avere un altro tedesco nel ruolo chiave di segretario generale della Commissione UE. “Deve esserci un equilibrio tra le nazionalità, tre tedeschi sono troppi”, ha aggiunto.

Qualcuno ha obiettato che Selmayr non è stato sempre in linea con gli interessi della cancelliera Angela Merkel, ma il suo sostegno alla causa tedesca non è mai venuto meno nei momenti più delicati, quali quello della crisi dei rifugiati, e Berlino si è avvalsa spesso dell’aiuto di questo importante burocrate per essere certa di tutelare al meglio i suoi interessi in Europa.

Lo strapotere tedesco a Bruxelles con ogni probabilità sarà ancora più forte una volta uscita di scena la Gran Bretagna al compimento della Brexit nel marzo del 2019. La Germania ha al momento i suoi uomini posizionati ai vertici delle istituzioni europee, e la nomina di Selmayr andrà con ogni probabilità oltre il mandato dello stesso Juncker in scadenza nel 2019. “Martin manterrà tutto il potere in futuro”, così si è espresso uno dei commissari UE alla notizia della sua nomina.

Sono le stessi fonti della Commissione a scommettere che il neo segretario generale userà la sua posizione e la sua influenza per affermarsi come “il più potente uomo in città durante il periodo delle elezioni della nuova commissione”.

Non è difficile prevedere in uno scenario simile che il prossimo presidente della Commissione UE, sarà qualcuno gradito a Selmayr e che pertanto sarà un uomo della Germania ad avere un ruolo decisivo nella sua elezione. La regola dell’UE sembra semplice. E’ Berlino a decidere cosa accade a Bruxelles

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